GROSSETO. «Non abbiamo alcuna intenzione di chiudere il Nos». L’assessore alla Sicurezza Riccardo Megale risponde all’articolo sul futuro del Nucleo operativo sicurezza della polizia municipale. L’indirizzo che ha presentato alla giunta propone di aumentare i servizi in uniforme e contempla una contrazione delle attività svolte in abiti civili. Secondo l’assessore, però, le operazioni che richiedono agenti in borghese continueranno.
«Nell’atto di indirizzo non c’è scritto e neppure c’è l’intenzione di farlo – dice Megale riferendosi alla possibile chiusura del Nos –. L’intenzione è solo quella di dare maggiore visibilità alla polizia locale prediligendo, quando possibile, l’uso della divisa. Ma sia chiaro, quando alcune operazioni vanno fatte in borghese, verranno fatte ancora in abiti civili, nessun cambio di rotta in questo senso».
Per questo Megale ha chiesto di coinvolgere la giunta nella decisione.
«Abbiamo rafforzato il Nos, non vogliamo chiuderlo»
Per sostenere la sua posizione, Megale richiama le scelte compiute negli ultimi anni sul reparto. «Nel tempo abbiamo dato al Nos altri quattro effettivi, abbiamo aggregato a loro i cinofili. E il “comandante” del nucleo era un livello C e lo abbiamo promosso a D. Non mi pare che ci sia intenzione di chiuderlo».
Oggi, secondo i dati raccolti da MaremmaOggi, il Nos è composto da 12 operatori: quattro lavorano già in divisa, due sono agenti cinofili, anch’essi in uniforme, e sei operano in borghese. È soprattutto sull’impiego di questi ultimi che si concentra il confronto aperto dall’indirizzo alla giunta. In tre anni ha fatto 31 arresti e sequestrato 1 kg di droga all’anno.
Il documento, infatti, non dispone lo scioglimento del nucleo. Indica però di privilegiare la visibilità degli agenti rispetto alle attività d’indagine o controllo in abiti civili e riconosce che, a parità di organico, questo orientamento comporterebbe una «temporanea rimodulazione o contrazione» dei servizi in borghese. La replica dell’assessore chiarisce che tali attività resteranno possibili; non precisa ancora quanto cambierà la loro frequenza.
«Dico solo che quando non c’è l’esigenza di essere in abiti civili, i servizi si possono fare anche in divisa».
Più agenti visibili nelle zone sensibili
Megale spiega quale risultato intende ottenere: «L’obiettivo è essere più visibili sul territorio, soprattutto nelle zone più sensibili, dove ci sono più negozi, dove ci sono problemi».
La scelta concreta dei servizi, aggiunge, spetterà al comandante della polizia municipale Alessio Pasquini, che deciderà come e dove impiegare il personale. L’assessore lega inoltre la maggiore presenza visibile a un confronto con le altre forze dell’ordine: «Vogliamo dare il buon esempio, così alle prossime riunioni in prefettura potremo chiedere lo stesso sforzo alle altre forze dell’ordine».
La posizione di Megale, dunque, è netta sul futuro del reparto: il Nos continuerà a esistere e a operare anche in borghese quando necessario. Il passaggio ancora da definire è come quell’impegno si tradurrà nei servizi quotidiani, una volta applicato l’indirizzo della giunta.




