Via Tibet cambia nome: Arcidosso dedica una strada al maestro che portò il mondo sull'Amiata | MaremmaOggi Skip to content

Via Tibet cambia nome: Arcidosso dedica una strada al maestro che portò il mondo sull’Amiata

Domenica 27 settembre l’intitolazione dedicata a Chögyal Namkhai Norbu, che nel 1981 fondò Merigar sull’Amiata. Si celebrano anche i dieci anni del Maco con la nuova mostra ARTé
Merigar e Chögyal Namkhai Norbu

ARCIDOSSO. Quella che per anni è stata via Tibet cambia nome. Da domenica 27 settembre diventerà via Maestro Norbu, un omaggio permanente a Chögyal Namkhai Norbu, il maestro tibetano che nel 1981 scelse Arcidosso per fondare Merigar e che contribuì a creare sull’Amiata un luogo conosciuto e frequentato da persone provenienti da tutto il mondo.

L’intitolazione sarà uno dei momenti centrali di una giornata particolarmente importante per Arcidosso. Alle celebrazioni è annunciata la presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme al sindaco Jacopo Marini.

Ma domenica sarà anche il giorno dei dieci anni del Maco, il Museo di arte e cultura orientale ospitato nel complesso del castello Aldobrandesco, e dell’inaugurazione di ARTé, la nuova mostra multimediale site-specific di Namkhai Yeshi.

Un’intera giornata, dagli insegnamenti Dzogchen della mattina fino al concerto serale, costruita attorno alla memoria di Chögyal Namkhai Norbu e al rapporto che lega da decenni Arcidosso alla comunità di Merigar.

Via Tibet diventa via Maestro Norbu

Il momento simbolicamente più importante è previsto alle 17, quando sarà inaugurata ufficialmente via Maestro Norbu, la strada fino ad oggi denominata via Tibet.

Una scelta con la quale il Comune vuole rendere permanente il ricordo del maestro e di un rapporto cominciato oltre quarant’anni fa.

Era infatti il 1981 quando Chögyal Namkhai Norbu scelse questo territorio per fondare Merigar, primo centro della Comunità Dzogchen internazionale. Da allora quel luogo sull’Amiata è diventato un punto di incontro tra culture e persone provenienti da numerosi Paesi.

«L’intitolazione di via Maestro Norbu rende visibile e permanente un legame che appartiene alla storia recente di Arcidosso – dice il sindaco Jacopo Marini – Il maestro Chögyal Namkhai Norbu aveva scelto il nostro territorio e con il suo lavoro ha contribuito a creare un rapporto profondo tra il Comune, la Comunità Dzogchen di Merigar e tutta la comunità locale».

Un rapporto, aggiunge Marini, cresciuto «attraverso la conoscenza reciproca, la collaborazione e il dialogo tra culture diverse. Dedicargli questa strada significa riconoscere ciò che ha rappresentato per Arcidosso e custodirne la memoria per le generazioni future».

Chi era Chögyal Namkhai Norbu

Nato nel 1938 e scomparso nel 2018, Chögyal Namkhai Norbu arrivò in Italia nel 1960 dopo aver attraversato l’Himalaya, portando con sé l’eredità della cultura tibetana.

Per trent’anni insegnò lingua e letteratura tibetana e mongola all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, affiancando all’attività accademica la diffusione dell’insegnamento Dzogchen in Occidente.

La sua attività di studio e ricerca ha prodotto quasi 400 pubblicazioni, tradotte in più di venti lingue.

Nel 2018 gli fu conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

«Accogliamo con profonda gratitudine l’intitolazione di via Maestro Norbu – dice Fabio Maria Risolo, direttore della Comunità Dzogchen di Merigar –. Questo luogo rappresenta il riconoscimento di una storia condivisa e del rapporto che il maestro ha costruito con Arcidosso e con i suoi abitanti».

Dieci anni del Maco, al castello arriva ARTé

Alle 18 l’attenzione si sposterà al castello Aldobrandesco per celebrare il decimo anniversario del Maco e inaugurare ARTé, mostra multimediale site-specific realizzata da Namkhai Yeshi.

Il museo nasce dalla volontà di Chögyal Namkhai Norbu di lasciare ad Arcidosso la Collezione Namkhai, costituita da oltre 5mila beni di carattere spirituale, artistico ed etnografico raccolti nel corso della sua vita.

Per rendere possibile il progetto, il Comune mise a disposizione il palazzo della Cancelleria, parte del complesso del castello Aldobrandesco e oggi sede del museo.

Nel corso dei suoi primi dieci anni il Maco ha ampliato le proprie attività culturali ed espositive. Nel 2017 gli è stato assegnato anche il secondo piano dell’edificio, dove è nato lo spazio dedicato ai progetti.

Il museo ha inoltre sviluppato mostre temporanee e collaborazioni con realtà italiane e internazionali, sostenute nel tempo anche da Unione Buddhista Italiana, Regione Toscana, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana e finanziamenti pubblici di diverso livello.

Dalla mattina al concerto, il programma

La giornata comincia alle 10 al Gönpa di Merigar, con gli insegnamenti Dzogchen di Namkhai Yeshi nel ricordo di Chögyal Namkhai Norbu.

Alle 17 l’inaugurazione di via Maestro Norbu, alla presenza annunciata di Eugenio Giani e Jacopo Marini. Alle 18, al castello Aldobrandesco, i dieci anni del Maco e l’apertura di ARTé.

Gran finale alle 21.30 in via Maestro Norbu, con il concerto di musica elettronica di Namkhai Yeshi e Alessandro Di Maio. I due presenteranno dal vivo i nuovi album “27” e “Sounds from the Bardo”, dedicati alla memoria di Chögyal Namkhai Norbu, accompagnati dalle visual di Matilde Namkhai.

In caso di maltempo il concerto sarà trasferito al Teatro degli Unanimi.

 

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati