Le band che facevano ballare Grosseto tornano insieme dopo vent'anni: due notti al Giardino | MaremmaOggi Skip to content

Le band che facevano ballare Grosseto tornano insieme dopo vent’anni: due notti al Giardino

Il 25 e 26 settembre Arena Urbana riaccende la musica dal vivo a Grosseto. Prima la reunion di Bohemia, Look Out e Happy3Friends, poi l’anteprima del documentario “‘Sta roba dentro” sul centro sociale Tiburzi, i giovanissimi Flaming Kuroi e la storica Paolino Paperino Band
I due appuntamenti al giardino degli Arcieri

GROSSETO. C’è chi quelle band le ascoltava nei primi anni Duemila e adesso potrà ritrovarle su un palco. E c’è chi, in quegli anni, non era ancora nato e potrà scoprire una parte della scena musicale di Grosseto.

Il Giardino degli Arcieri si prepara a uno degli ultimi fine settimana della stagione di Arena Urbana 2026 con due serate, venerdì 25 e sabato 26 settembre, costruite attorno a un filo comune: recuperare pezzi della storia musicale e culturale della città senza trasformarli in semplice nostalgia.

Il primo appuntamento farà tornare insieme Bohemia, Look Out e Happy3Friends, tre progetti che nei primi anni Duemila avevano conquistato un seguito importante tra i giovani grossetani. Il giorno successivo si tornerà ancora più indietro, negli anni Novanta, con la storia del centro sociale Tiburzi, il punk della Paolino Paperino Band e una nuova generazione di musicisti.

Bohemia, Look Out e Happy3Friends tornano a suonare

La serata di venerdì 25 settembre si chiama Greunion. E dietro il nome c’è qualcosa di più rispetto alla semplice decisione di rimettere insieme tre gruppi per una notte.

La preparazione dell’appuntamento ha infatti spinto alcuni dei musicisti a riprendere in mano strumenti e amplificatori e tornare concretamente a suonare insieme.

Il Giardino degli Arcieri diventa così non soltanto il luogo dove ospitare una reunion, ma lo spazio che ha contribuito a farla accadere.

Sul palco si ritroveranno musicisti che hanno condiviso una parte della scena cittadina dei primi anni Duemila. Sotto, invece, potranno incontrarsi generazioni diverse: chi quelle serate e quella musica le ha vissute e chi le ascolterà per la prima volta.

Sabato torna la storia del centro sociale Tiburzi

La seconda serata, sabato 26 settembre, incrocia invece la Notte della Cultura – gli anni ’90, nell’ambito della Città Visibile.

Al centro della programmazione ci sarà l’anteprima di “‘Sta roba dentro”, il documentario autoprodotto da Mirko Guerrieri e Alessandro Capanni dedicato alla storia del CS Tiburzi, il primo e unico centro sociale autogestito di Grosseto, nato dall’esperienza delle occupazioni degli anni Novanta.

Guerrieri e Capanni quella vicenda non l’hanno semplicemente ricostruita: ne furono protagonisti diretti e accompagneranno il pubblico anche nel confronto successivo alla proiezione.

Il documentario prova così a utilizzare la storia del Tiburzi per porre una questione che attraversa ancora Grosseto: quali spazi esistono oggi per l’aggregazione, la produzione culturale e la libertà espressiva dei più giovani?

Dai Flaming Kuroi alla Paolino Paperino Band

Ed è proprio ai più giovani che sarà affidata una parte della serata.

Sul palco saliranno i Flaming Kuroi, giovanissimi musicisti della scuola 4Beats di Bernardo Grillo, già apparsi a sorpresa durante il Margini Fest V.

Questa volta avranno a disposizione un vero spazio live.

La scelta ha anche un valore simbolico: mentre sullo schermo viene raccontata la generazione che negli anni Novanta cercava e costruiva i propri luoghi di aggregazione, sul palco salgono ragazzi che oggi hanno più o meno l’età di chi frequentava quegli spazi.

Poi arriverà un pezzo della storia del punk italiano.

Al Giardino degli Arcieri suonerà infatti la Paolino Paperino Band, formazione nata nel 1987 in provincia di Modena e legata alla scena punk rock degli anni Novanta. Dopo l’interruzione dell’attività nel 1994, la band è tornata stabilmente sulle scene dal 2012.

A chiudere la notte sarà invece il dj set di Malpe, con una selezione musicale legata alla storia e alle atmosfere raccontate nel documentario.

Non una notte nostalgia

Il senso delle due serate è proprio qui.

Non celebrare semplicemente ciò che Grosseto è stata, ma utilizzare quelle esperienze per provare a costruire qualcosa nel presente.

Da una parte tornano sul palco gruppi che avevano accompagnato i ragazzi dei primi anni Duemila. Dall’altra si racconta un’esperienza degli anni Novanta e la si mette accanto a una band di giovanissimi.

Generazioni che difficilmente si sarebbero incontrate finiscono così nello stesso spazio.

È la strada seguita nelle ultime due stagioni da Arena Urbana: sostenere le realtà musicali locali e, contemporaneamente, metterle in contatto con artisti, esperienze e scene provenienti da fuori Grosseto.

Il Giardino verso la fine della stagione

Il fine settimana del 25 e 26 settembre non rappresenterà ancora la chiusura definitiva.

La stagione 2026 terminerà infatti il weekend successivo tornando simbolicamente alle origini con Cambio dell’Armadio, il primo format organizzato negli spazi davanti alla troniera delle Mura e dal quale negli anni è cresciuto il progetto del Giardino degli Arcieri.

Il Giardino è un progetto della Cooperativa di comunità Le Vie, nato con l’obiettivo di recuperare e utilizzare quello spazio come luogo di incontro, cultura, socialità e partecipazione. Il percorso è iniziato nel 2020 e il progetto è sostenuto dalla Fondazione CR Firenze, patrocinato dal Comune di Grosseto con il sostegno dell’Istituzione Le Mura e fa parte del New European Bauhaus dell’Unione europea.

Due notti, dunque, per riascoltare quello che Grosseto suonava venti e trent’anni fa. Ma soprattutto per capire che cosa può cominciare a suonare adesso.

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