MASSA MARITTIMA. Un branco di lupi vicino alla stalla, i cani che cercano di difendere l’azienda e poi quei momenti concitati, con una donna che interviene nel tentativo di allontanare gli animali e rimane gravemente ferita a un orecchio.
È quanto sarebbe accaduto a Valpiana, nel territorio comunale di Massa Marittima, all’azienda agricola Campo all’Aia, dove domenica mattina, 20 settembre, si è verificato un nuovo episodio che riporta al centro dell’attenzione il problema delle predazioni nelle campagne maremmane.
Secondo quanto raccontato dalla famiglia che gestisce l’azienda, tre lupi avrebbero raggiunto la proprietà e affrontato gli otto cani presenti a protezione del gregge. Durante quei momenti una delle titolari sarebbe intervenuta per cercare di mettere in salvo gli animali, rimanendo ferita.
L’attacco in pieno giorno
L’episodio, secondo la ricostruzione fornita dall’azienda, si sarebbe verificato tra le 8 e le 8.30, quindi in pieno giorno e a poca distanza dalla stalla.
La donna sarebbe uscita per il consueto giro del mattino quando si sarebbe trovata davanti gli otto cani dell’azienda contrapposti a tre lupi.
A quel punto avrebbe cercato di allontanare gli animali, urlando e tentando contemporaneamente di richiamare i propri cani.
È proprio durante quei momenti concitati che, secondo il racconto della famiglia, uno dei lupi si sarebbe avventato contro di lei, mordendola a un orecchio.
Il ricovero e l’intervento chirurgico
La donna è stata soccorsa e accompagnata all’ospedale di Massa Marittima, dove i sanitari hanno valutato la gravità della ferita.
È stata quindi sottoposta a un delicato intervento chirurgico, necessario per ricostruire la parte dell’orecchio interessata dal morso. Sarebbero stati necessari circa trenta punti di sutura.
Adesso dovrà affrontare ulteriori visite e accertamenti specialistici per stabilire le conseguenze della ferita e, soprattutto, verificare se siano stati provocati danni permanenti all’orecchio e all’udito.
L’azienda aveva già subito pesanti predazioni
Quello di domenica mattina non sarebbe il primo episodio avvenuto a Campo all’Aia.
L’azienda alleva un gregge di circa 500 pecore e negli anni avrebbe dovuto fare ripetutamente i conti con le predazioni.
In uno degli episodi più gravi, secondo quanto riferito dagli allevatori, circa 50 pecore sarebbero state uccise in una sola notte. A queste si sarebbero aggiunti nel tempo altri capi trovati morti o scomparsi.
Soltanto pochi giorni prima dell’ultimo episodio, inoltre, uno dei cani da guardiania sarebbe stato ucciso durante un’altra predazione.
Una situazione che avrebbe spinto l’azienda a dotarsi di diversi cani proprio per cercare di proteggere gli animali allevati.
La famiglia chiede l’intervento delle autorità
Dopo quanto accaduto domenica mattina, la famiglia che gestisce Campo all’Aia chiede ora che sull’episodio vengano fatti tutti gli accertamenti necessari e che la situazione della zona venga presa in carico dalle autorità competenti.
La preoccupazione non riguarda più soltanto le perdite economiche provocate dalle predazioni al bestiame, ma anche la possibile presenza di animali confidenti nelle immediate vicinanze dell’azienda e delle persone che vi abitano e lavorano.
Sarà necessario anche ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio e accertare le circostanze nelle quali la donna è rimasta ferita.
Per Campo all’Aia, però, resta soprattutto lo choc per quanto accaduto: dopo anni trascorsi a difendere il gregge dalle predazioni, questa volta a riportare le conseguenze più gravi è stata una persona.





