Corte dei conti sul bilancio di Grosseto: correzione da 4,5 milioni | MaremmaOggi Skip to content

La Corte torna sui conti di Grosseto: da correggere 4,5 milioni nel bilancio

L’avanzo realmente disponibile del rendiconto 2024 scende da 8,38 a 3,84 milioni. Il Comune dovrà ricostituire i vincoli sulle multe e trovare nuove entrate per pagare le rate dei mutui
Il municipio di Grosseto
Il municipio di Grosseto, in piazza Duomo

GROSSETO. La Corte dei conti torna a occuparsi del bilancio del Comune di Grosseto e questa volta interviene direttamente sui numeri del rendiconto 2024, rideterminando alcune delle somme che l’amministrazione aveva considerato disponibili e imponendo una serie di correzioni che dovranno essere recepite nel primo documento contabile utile.

La cifra dalla quale partire per comprendere la portata del nuovo pronunciamento è 4.543.867,17 euro. È la differenza tra gli 8,38 milioni di avanzo disponibile indicati dal Comune e i 3,84 milioni che, secondo la magistratura contabile, rappresentano invece la parte effettivamente libera dopo avere ricostruito correttamente i vincoli di legge e il Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Non significa che dal bilancio comunale siano spariti 4,5 milioni, né che Palazzo civico si trovi automaticamente in disavanzo. Significa, però, che più della metà delle risorse considerate libere non poteva essere utilizzata senza vincoli, perché collegata soprattutto ai proventi delle multe e alle destinazioni obbligatorie stabilite dal Codice della strada.

La nuova deliberazione, la n. 156/2026/PRSE, è stata approvata dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti nella camera di consiglio del 21 luglio e depositata il 3 agosto. Il Comune ha predisposto il 16 settembre la proposta con cui il consiglio comunale dovrà prenderne atto e stabilire le azioni da intraprendere.

Il documento dovrebbe essere esaminato dalla commissione consiliare competente il 22 settembre, per poi arrivare in consiglio comunale, probabilmente nella seduta del 30 settembre.

La Corte riduce l’avanzo realmente disponibile

Il rendiconto 2024, approvato dal consiglio comunale il 30 aprile 2025, si chiudeva con un risultato complessivo di amministrazione pari a 94.206.122,37 euro.

Questa cifra, da sola, non rappresenta però il denaro che il Comune può liberamente spendere. Dal risultato complessivo devono essere sottratte le somme accantonate per crediti difficilmente riscuotibili, contenziosi, rinnovi contrattuali, perdite delle società partecipate e altri rischi, insieme alle risorse che la legge obbliga a destinare a finalità specifiche.

Dopo avere effettuato queste operazioni, il Comune aveva calcolato una parte disponibile di 8.382.821,83 euro. La Corte dei conti, riesaminando le singole componenti, l’ha invece rideterminata in 3.838.954,66 euro.

La differenza è di 4.543.867,17 euro, circa il 54% dell’avanzo che Palazzo civico aveva classificato come disponibile.

Il nodo dei proventi delle multe

La parte più consistente della correzione riguarda i proventi delle sanzioni al Codice della strada. La legge stabilisce infatti che una quota di queste entrate debba essere vincolata e utilizzata esclusivamente per sicurezza stradale, manutenzione, segnaletica, controlli e altre finalità indicate dagli articoli 142 e 208 del Codice.

Secondo la Corte, nel rendiconto 2024 il Comune ha sottostimato questi vincoli per complessivi 4.461.439,77 euro.

La somma è composta da quattro voci: 148.747,91 euro derivanti dalla gestione di competenza del 2024; 167.471,59 euro relativi a un avanzo del 2023 che non poteva essere interamente svincolato; 3.154.223,60 euro derivanti dalla riscossione di multe iscritte tra i residui e 990.996,67 euro utilizzati per pagare capitale e interessi di mutui contratti per la viabilità. A queste cifre si aggiunge una sottostima di 82.427,40 euro del Fondo crediti di dubbia esigibilità relativo al Canone unico patrimoniale.

È dalla somma di questi due elementi — maggiori vincoli sulle multe e maggiore accantonamento sui crediti — che nasce la riduzione complessiva di 4,54 milioni della parte disponibile.

Il Comune deve ancora vincolare 673mila euro

Non tutte le somme individuate dalla Corte dovranno essere recuperate adesso. Una parte delle correzioni risulta infatti già contabilizzata dal Comune nel rendiconto 2025.

Restano però da ricostituire vincoli per complessivi 673.611,82 euro. Si tratta di 167.471,59 euro derivanti dall’avanzo del 2023 e di altri 506.140,23 euro relativi alle riscossioni delle vecchie sanzioni.

La proposta preparata dagli uffici stabilisce che questi 673mila euro saranno finanziati attraverso un minore utilizzo delle risorse disponibili nel risultato di amministrazione 2025, in modo da trasferire la somma nel rendiconto 2026.

In altre parole, il Comune dovrà rinunciare a utilizzare liberamente altri 673mila euro, destinandoli invece alle finalità obbligatorie previste per i proventi delle multe.

Gli incassi sono inferiori alle somme messe a bilancio

Nella deliberazione la Corte si sofferma anche sulla capacità del Comune di trasformare le multe accertate in denaro effettivamente riscosso. Durante il contraddittorio, l’amministrazione ha sostenuto che nel quinquennio 2019-2023 le entrate derivanti dalle sanzioni, al netto degli accantonamenti, abbiano raggiunto mediamente 5,8 milioni di euro l’anno, diventando così una risorsa sostanzialmente consolidata.

La Corte osserva però che, nello stesso periodo, gli incassi effettivi sono stati mediamente pari a 4,5 milioni l’anno, con una differenza di circa 1,3 milioni tra le somme accertate e quelle realmente riscosse.

Il problema riguarda soprattutto i ruoli coattivi, cioè le multe rimaste insolute e affidate alla riscossione. Nel 2024 il Comune ne aveva accertate per circa un milione di euro, mentre gli incassi risultavano pari a zero.

Al 30 novembre 2024, inoltre, a fronte di 5,5 milioni di multe accertate, il Comune ne aveva incassati circa 3 milioni e aveva già assunto impegni di spesa superiori di 380mila euro alle riscossioni effettive. Il quadro è migliorato soltanto a dicembre, quando è stato incassato un ulteriore milione. Proprio per questa differenza tra somme previste e denaro realmente entrato nelle casse comunali, la Corte definisce tali entrate aleatorie e chiede una gestione più prudente.

I mutui non potranno più essere pagati con le multe

Un altro passaggio importante riguarda l’utilizzo dei proventi delle sanzioni per pagare le rate dei mutui sulla viabilità. Nel 2024 il Comune aveva destinato a questo scopo 990.996,67 euro: 411.840,45 euro per la quota capitale e 579.156,22 euro per gli interessi.

La Corte non chiede di modificare retroattivamente quella scelta, ma afferma che entrate soggette a incertezza nella riscossione non possono essere considerate una fonte adeguata per coprire spese rigide e obbligatorie come le rate dei mutui.

Dal 2026 il Comune dovrà quindi utilizzare altre risorse del proprio bilancio. La proposta prevede di reperire attraverso la fiscalità generale: 450.172,99 euro nel 2026; 363.497,60 euro nel 2027 e 500.640,80 euro nel 2028.

Complessivamente si tratta di 1.314.311,39 euro in tre anni che non potranno più essere coperti con le entrate delle multe e dovranno essere trovati all’interno del bilancio comunale.

La variazione sarà trasmessa alla Sezione regionale della Corte dei conti, che dovrà esaminarla prima di chiudere l’istruttoria.

Resta aperto anche il caso dei parcheggi di Sistema

La deliberazione riporta inoltre l’attenzione sulla gestione dei parcheggi da parte di Sistema srl, la società interamente partecipata dal Comune. La questione era già emersa durante il controllo sul piano delle partecipate: la Corte aveva chiesto chiarimenti sulla destinazione dei margini prodotti dai parcheggi e sul rispetto delle finalità previste dal Codice della strada.

Durante il contraddittorio, il Comune ha dichiarato che tra il 2021 e il 2025 i margini del servizio sarebbero stati «sostanzialmente e integralmente» destinati alle finalità previste dalla legge, in particolare alla segnaletica stradale.

La Corte prende atto della spiegazione, ma non considera definitivamente chiusa la questione. La verifica viene rinviata al prossimo monitoraggio sulle società partecipate, durante il quale Palazzo civico dovrà dimostrare di avere superato le criticità già contestate.

La nuova delibera arriva in Comune

Il passaggio politico comincerà il 22 settembre, quando la proposta sarà esaminata dalla commissione consiliare, e proseguirà con il voto del consiglio comunale, atteso probabilmente per il 30 settembre. Formalmente il consiglio dovrà prendere atto del pronunciamento e approvare le misure necessarie. Politicamente, però, la discussione sarà più ampia: riguarderà il modo in cui sono stati calcolati e utilizzati i proventi delle multe, l’attendibilità delle previsioni di incasso, le risorse che dovranno essere sottratte ad altri impieghi e la gestione dei parcheggi affidata a Sistema.

Perché la Corte non dichiara il Comune in dissesto e non cancella l’avanzo complessivo. Ma dice con chiarezza che 4,54 milioni indicati come disponibili non lo erano realmente e che, da ora in avanti, oltre 1,3 milioni necessari a pagare i mutui dovranno essere trovati altrove.

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