CAMPAGNATICO. L’auto della polizia municipale parcheggiata nell’area laterale dello svincolo, la strumentazione montata sul treppiede e puntata verso i veicoli in transito sulla Grosseto-Siena. A distanza di oltre un anno dalle prime contestazioni e dopo l’intervento della polizia stradale dell’agosto 2025, nella mattina di giovedì 17 settembre l’autovelox del Comune di Campagnatico è tornato sulla statale 223, proprio all’altezza dell’uscita per il paese.
Le fotografie scattate questa mattina documentano il ritorno dell’apparecchio in una collocazione molto simile, se non coincidente, con quella già finita al centro del caso: un’area di pertinenza Anas, esterna alla carreggiata e accanto allo svincolo, sulla quale in passato erano già stati sollevati dubbi pesanti sia per la legittimità dell’occupazione sia per la sicurezza degli operatori.
La domanda, quindi, è inevitabile: l’autovelox è tornato in funzione nello stesso punto già considerato non idoneo?
L’apparecchio adesso è censito
Rispetto al 2025, un elemento è cambiato. Il dispositivo utilizzato dal Comune di Campagnatico compare nel censimento nazionale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il codice accertatore CMGRP008.
Si tratta di un Autovelox 106 della Sodi Scientifica, composto dal rilevatore con matricola 954624 e dalla CPU con matricola 955605, associato al decreto ministeriale n. 80 del 21 febbraio 2024.
Il decreto ministeriale n. 125 del 2026 ha stabilito che, dal 12 luglio, i dispositivi inseriti nella piattaforma del Mit e approvati con uno dei provvedimenti indicati nell’apposito allegato sono considerati omologati. Sotto il profilo dell’apparecchiatura, dunque, la situazione è diversa da quella dell’estate 2025. Il censimento ministeriale, però, non rende automaticamente legittima qualsiasi postazione nella quale lo strumento venga utilizzato: devono continuare a essere rispettate le regole sulla collocazione, sulla segnalazione, sulla taratura e sulla sicurezza del servizio. Il Mit chiarisce gli effetti del censimento.
Il problema dell’area Anas
Il primo nodo riguarda esattamente il luogo scelto per il controllo. Le fotografie mostrano il veicolo della municipale e l’apparecchio collocati nell’area laterale dello svincolo di Campagnatico, su uno spazio appartenente alla viabilità gestita da Anas.
È la stessa zona sulla quale, nell’estate del 2024, erano già emerse forti contestazioni. L’autovelox era stato sistemato su un’area rialzata e separata dalla carreggiata, che non rappresentava una normale piazzola destinata ai servizi di polizia stradale.
L’allora comandante della municipale, Francesco Angelini, aveva chiesto un parere alla polizia stradale. La risposta, trasmessa anche alla Prefettura, aveva sollevato il problema della sicurezza: quella collocazione sarebbe risultata pericolosa sia per gli automobilisti sia per gli stessi agenti impegnati nel servizio.
Non si tratta quindi soltanto di capire se il Comune disponga oggi di un’autorizzazione di Anas per utilizzare quello spazio. Resta da chiarire anche se siano state superate le criticità di sicurezza contestate in passato e quali eventuali prescrizioni siano state adottate per proteggere gli operatori e gli utenti della statale.

La distanza minima di un chilometro
C’è poi il secondo problema, che riguarda la distanza tra il segnale che introduce il limite di velocità e la postazione di controllo.
Il decreto interministeriale dell’11 aprile 2024, spesso chiamato decreto Salvini sugli autovelox, stabilisce che sulle strade extraurbane debba esserci almeno un chilometro tra il segnale che impone il limite e il dispositivo di rilevamento. La regola è stata introdotta per permettere agli automobilisti di adeguare gradualmente la velocità ed evitare controlli collocati immediatamente dopo un abbassamento del limite. La distanza minima è confermata nella presentazione ufficiale del ministero delle Infrastrutture.
Nel tratto interessato, la ricostruzione già effettuata sulla base della segnaletica e delle distanze stradali indica uno spazio inferiore al chilometro previsto dalla norma. È proprio questa condizione che aveva reso inutilizzabile la precedente postazione al chilometro 13 della Grosseto-Siena.
Se anche il dispositivo fotografato questa mattina si trova a meno di un chilometro dal segnale che impone il limite sottoposto a controllo, il fatto che l’apparecchio sia oggi censito e considerato omologato non sarebbe sufficiente a rendere regolare il servizio.
Il precedente dell’intervento della Stradale
Il ritorno dell’autovelox assume un peso particolare anche per quanto accaduto nell’agosto del 2025. Dopo mesi di polemiche, la polizia stradale aveva acquisito in Comune la documentazione relativa all’impiego dell’apparecchio e il servizio era stato sospeso.
La vicenda era nata già nel 2024, quando l’autovelox era comparso nell’aiuola vicina allo svincolo. Il Comune aveva previsto nel bilancio di quell’anno 1,4 milioni di euro di entrate derivanti dalle sanzioni, ma il mancato utilizzo regolare dell’apparecchio aveva drasticamente ridotto gli incassi.
Ora, superata almeno sulla carta la questione dell’omologazione grazie alla nuova disciplina nazionale, Campagnatico ha rimesso in strada l’Autovelox 106. Ma lo ha fatto in un punto che riapre immediatamente tutte le altre contestazioni.
Le domande alle quali serve una risposta
Il Comune dovrà chiarire se disponga di una nuova autorizzazione di Anas per occupare quell’area, se la collocazione sia stata sottoposta alla valutazione della polizia stradale e della Prefettura e quale sia la distanza esatta tra il segnale del limite e l’apparecchio.
Sono verifiche decisive, perché un dispositivo regolarmente censito non sana una postazione eventualmente non conforme. L’omologazione riguarda lo strumento e la sua capacità di misurare correttamente la velocità; la legittimità delle multe dipende anche dal rispetto delle regole che disciplinano il luogo e le modalità nelle quali viene impiegato.
Questa mattina, intanto, l’autovelox era nuovamente lì: accanto allo svincolo di Campagnatico, sulla stessa Grosseto-Siena dalla quale era scomparso dopo l’intervento della Stradale. E il caso è destinato a riaprirsi.



