ORBETELLO. La risposta del Comune di Orbetello arriva netta, dopo settimane di comunicati, dichiarazioni e prese di posizione sulla possibile secessione di Fonteblanda e Talamone e sul loro passaggio al Comune di Magliano in Toscana. L’amministrazione comunale non lascia spazio a interpretazioni: «Siamo assolutamente contrari a cedere Fonteblanda e Talamone al Comune di Magliano».
A intervenire sono il sindaco Andrea Casamenti e il consigliere delegato ai lavori pubblici Roberto Berardi, che rispondono alle ragioni portate avanti dai promotori del referendum e rivendicano gli investimenti realizzati e quelli programmati nelle due frazioni.
«Ogni angolo del territorio è importante»
È Berardi a entrare nel merito delle contestazioni rivolte all’amministrazione e, in particolare, all’idea che negli ultimi anni l’attenzione del Comune si sia concentrata soprattutto sul capoluogo.
«Per la nostra amministrazione ogni angolo del nostro territorio è sempre stato importante – afferma l’ex deputato –. Certo, si può e si deve migliorare, ma sono stati fatti molti investimenti sia per Fonteblanda che per Talamone».
Berardi richiama quindi il percorso avviato per la riqualificazione del territorio, sostenendo che gli interventi dell’amministrazione non si siano fermati a Orbetello ma abbiano interessato anche le frazioni al centro della richiesta di distacco.
Dalla costa del Cannone alla ciclopista
Tra gli interventi citati dal Comune c’è quello relativo alla costa del Cannone, per la quale è stato avviato l’iter verso il progetto esecutivo attraverso il confronto con Regione Toscana e Genio Civile.
Nel bilancio delle opere viene inserita anche la ciclopista Tirrenica, con il collegamento in sede promiscua tra il Collecchio e Fonteblanda e il previsto prolungamento verso la zona dei campeggi.
«Anche qualora una questione non fosse di nostra competenza – sottolinea Berardi – ci siamo impegnati a fondo per risolvere i problemi, mediando con gli altri enti coinvolti».
«Non siamo Orbetello-centrici»
Il consigliere respinge quindi l’accusa di un’amministrazione eccessivamente concentrata sul capoluogo. La crisi della Laguna del 2024, spiega, ha inevitabilmente richiesto un impegno particolarmente intenso da parte del Comune, ma gli effetti della salute dello specchio d’acqua vanno ben oltre i confini del centro storico.
«Il benessere del nostro specchio d’acqua si riflette sul benessere complessivo di un territorio estremamente più ampio, Fonteblanda e Talamone compresi», sostiene Berardi.
L’amministrazione guarda poi al piano operativo, la cui approvazione, secondo il Comune, potrà dare ulteriori risposte anche alle esigenze delle due comunità.
Casamenti: «La secessione non ha un piano ben delineato»
È però il sindaco Andrea Casamenti a mettere sul tavolo uno dei nodi principali del confronto: quello della sostenibilità economica di un eventuale distacco da Orbetello e del successivo passaggio sotto Magliano in Toscana.
«Una separazione che, carte alla mano, non ha un piano ben delineato – afferma Casamenti –. Non si tiene conto della sostenibilità economica della “secessione” e degli investimenti che il Comune di Orbetello ha già in programma, come per il porto di Talamone, e a cui un Comune più piccolo non riuscirebbe a far fronte».
Una posizione che segna una linea molto precisa: l’amministrazione è disponibile a discutere dei problemi sollevati dalle frazioni, ma non considera il cambio di Comune una soluzione.
«Ascolteremo le esigenze, ma non si cambia Comune»
Casamenti riconosce infatti che dietro l’iniziativa e la raccolta delle firme ci siano richieste ed esigenze provenienti da una parte dei cittadini di Fonteblanda e Talamone.
«Nei prossimi mesi intensificheremo il nostro impegno ascoltando e dando le risposte necessarie», assicura.
Il confronto, dunque, resta aperto sulle cose da fare e sui problemi delle due frazioni. Non sulla loro appartenenza amministrativa, almeno per quanto riguarda la posizione della giunta Casamenti.
La conclusione del sindaco è perentoria: «Fonteblanda e Talamone rimangono dove sono, all’interno del perimetro del Comune di Orbetello».
Ma il braccio di ferro non è finito
Il punto, adesso, è capire cosa ne penseranno i promotori della secessione, perché la distanza tra le due posizioni resta profonda e il braccio di ferro sul futuro di Fonteblanda e Talamone difficilmente sembra destinato a esaurirsi con la presa di posizione dell’amministrazione.
Da una parte c’è il Comune, che rivendica gli investimenti fatti e quelli programmati e chiude nettamente all’ipotesi di perdere le due frazioni. Dall’altra ci sono i promotori del distacco, che hanno trasformato un malcontento maturato nel territorio in una battaglia politico-amministrativa.
E un primo risultato, indipendentemente dall’esito finale del percorso, lo hanno già ottenuto: Fonteblanda e Talamone sono tornate al centro del dibattito politico di Orbetello. Ora la partita si sposta sulle risposte che l’amministrazione riuscirà a dare nei prossimi mesi.



