MONTE ARGENTARIO. Per circa quindici giorni, dal giorno del Palio Marinaro, intorno alle condizioni di salute del sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli si sono rincorse voci di ogni tipo. Indiscrezioni e notizie che, con il passare dei giorni, avevano iniziato a circolare sempre più insistentemente sul territorio.
Martedì 1° settembre, il primo cittadino ha annunciato un’intervista a Life Box Streaming, in diretta sui canali social della trasmissione. Invitando gli argentarini a connettersi, per ascoltare dalla sua voce, una comunicazione importante.
E già subito dopo l’annuncio, infatti, erano arrivati messaggi di solidarietà e vicinanza da parte di cittadini e persone che conoscono il sindaco, segno che la notizia della sua malattia aveva cominciato a diffondersi ben prima che fosse Cerulli stesso a parlarne pubblicamente.
Il sindaco, però, ha scelto di non inseguire il tam tam e di aspettare il momento in cui avrebbe potuto raccontare personalmente quello che sta vivendo. Lo ha fatto incontrando i giornalisti e parlando apertamente della sua malattia, senza nascondere la serietà della situazione ma mostrando, allo stesso tempo, una grande serenità.
«Non voglio che si facciano speculazioni»
Prima di entrare nel merito delle proprie condizioni di salute, Cerulli ha voluto spiegare anche il motivo del silenzio mantenuto in questi giorni, rivolgendo un invito alla prudenza.
«Penso che questa sia una cosa che ho chiesto anche ai giornalisti: non anticipare niente rispetto a questi contenuti e a queste dichiarazioni, perché diventa brutto. Poi diventa speculazione e le voci lasciano il tempo che trovano», ha detto ai microfoni di Life Box streaming, intervistato da Alessandro Roncolini.
Una scelta precisa, dunque: evitare che una vicenda tanto personale e delicata potesse essere alimentata da indiscrezioni e ricostruzioni non verificate, per poi parlarne direttamente quando sarebbe arrivato il momento.
«Mai stato bene come in questi giorni»
Ed è proprio Cerulli a raccontare come sta oggi, partendo da un’affermazione che potrebbe apparire sorprendente di fronte alla diagnosi ricevuta.
«Sto bene. Sto bene nel senso che mai sono stato bene come in questi giorni», ha spiegato.
Il sindaco continua infatti a condurre una vita attiva e racconta di camminare molto ogni giorno.
«Continuano a farmi fare dieci chilometri al giorno, vuol dire camminare continuamente – racconta – Non mi fa male niente, la notte dormo tranquillamente».
Parole con le quali Cerulli vuole anche rispondere alle numerose supposizioni che hanno accompagnato la sua assenza e le notizie circolate nelle ultime due settimane.
«Sono malato seriamente»
Poi arriva il passaggio più difficile, quello nel quale il sindaco non nasconde la realtà della malattia che sta affrontando.
«Sono malato e sto bene, ma sono malato. Sono malato seriamente».
Cerulli spiega che si tratta di un tumore che non è stato ancora identificato con assoluta precisione e che, secondo quanto emerso fino a questo momento, sembrerebbe essere un tumore partito dal polmone che non ha interessato altre parti del corpo.
Una situazione seria, dunque, che il sindaco affronta con piena consapevolezza ma anche con la volontà di continuare, per quanto possibile, la propria quotidianità.
La sofferenza più grande è quella della famiglia
Nelle parole di Cerulli emerge però soprattutto l’aspetto più umano di questa vicenda. Perché, parlando della malattia, il sindaco concentra il pensiero non tanto su se stesso quanto sulle persone che gli stanno accanto.
A pesargli maggiormente è la sofferenza della famiglia, delle persone che gli vogliono bene e di tutti coloro che stanno vivendo insieme a lui questo momento. È soprattutto quel dolore, più ancora della propria condizione fisica, a colpirlo profondamente.
Eppure, nel raccontarsi, Cerulli appare sereno, lucido e fiducioso. Non minimizza ciò che sta affrontando e non nasconde la gravità della situazione, ma allo stesso tempo non vuole lasciare che la malattia occupi ogni spazio della sua vita.
In questa fiducia c’è anche la consapevolezza dei grandi progressi compiuti dalla medicina negli ultimi anni, che consentono oggi di affrontare anche situazioni molto complesse con strumenti e prospettive profondamente diversi rispetto al passato.
Dopo due settimane di silenzio e di voci, Arturo Cerulli ha quindi scelto di parlare in prima persona. Lo ha fatto senza giri di parole, raccontando una realtà difficile ma anche la determinazione con cui intende affrontarla: «Sto bene, ma sono malato seriamente».



