GROSSETO. Un aumento improvviso di 11 centesimi al litro, maturato nel giro di una sola giornata. È il nuovo balzo registrato dalla quotazione internazionale del gasolio, destinato a incidere sulle forniture acquistate dai distributori a partire da giovedì 3 settembre.
Un movimento molto forte, confermato anche da Staffetta Quotidiana, testata specializzata nel settore energetico: mentre la quotazione della benzina è diminuita di circa 1,2 centesimi al litro, quella del gasolio è aumentata di 11 centesimi, in entrambi i casi al netto dell’Iva.
Questo, però, non significa che da giovedì il prezzo esposto in tutti gli impianti crescerà automaticamente di 11 centesimi. Il rincaro riguarda per ora il mercato all’ingrosso e serviranno alcuni giorni per capire quanto verrà effettivamente trasferito sui prezzi alla pompa.
A Grosseto, intanto, il diesel ha già raggiunto livelli molto elevati. Nella fotografia dei prezzi presenti sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, consultato il 2 settembre 2026, si arriva fino a 2,199 euro al litro al self service e addirittura a 2,399 euro al servito.
Perché il gasolio è aumentato così rapidamente
Alla base dell’aumento c’è la nuova escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il timore che gli scontri possano creare ulteriori problemi ai traffici petroliferi nello Stretto di Hormuz.
Si tratta di uno dei passaggi più delicati dell’intero sistema energetico mondiale: da quelle acque transita una parte rilevante del petrolio e dei prodotti energetici commercializzati a livello internazionale.
La paura di possibili interruzioni delle forniture ha immediatamente agitato i mercati. Nella giornata di mercoledì 2 settembre il Brent, il petrolio di riferimento per l’Europa, ha superato i 95 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto delle ultime cinque settimane.
Il prezzo è poi tornato sotto quella soglia, confermando però la forte volatilità del mercato e la rapidità con cui ogni nuova tensione internazionale può ripercuotersi sulle quotazioni.
L’aumento del petrolio, tuttavia, non basta da solo a spiegare perché il gasolio sia cresciuto di 11 centesimi mentre la benzina è addirittura diminuita.
Non manca soltanto il petrolio, manca il gasolio raffinato
Per comprendere quanto sta accadendo bisogna distinguere il petrolio greggio dal carburante che finisce nei serbatoi delle automobili.
Il petrolio estratto deve essere lavorato nelle raffinerie per diventare benzina, gasolio, cherosene e altri prodotti utilizzabili. Ed è proprio su questo passaggio che il mercato sta incontrando le maggiori difficoltà.
Negli ultimi mesi attacchi, danneggiamenti e interruzioni hanno ridotto l’attività di diverse raffinerie in Russia e Medio Oriente. Contemporaneamente sono diminuite le esportazioni russe di diesel e l’Europa è stata costretta a cercare forniture alternative su un mercato già sotto pressione.
In altre parole, il problema non riguarda soltanto la quantità di petrolio disponibile: sta diventando più difficile trovare abbastanza gasolio già raffinato e pronto per essere venduto.
Questo spiega anche la differenza tra i due carburanti. La benzina, almeno in questa fase, è maggiormente disponibile e la sua quotazione può scendere. Il gasolio, invece, è più scarso e continua a essere richiesto in grandi quantità da trasporti, agricoltura e industria.
Quando l’offerta diminuisce e la domanda resta elevata, il prezzo sale. Questa volta lo ha fatto in maniera particolarmente violenta.
Che cosa sono le quotazioni Platts
Il prezzo pagato dal distributore non viene determinato soltanto dal valore del barile di petrolio. Uno dei principali riferimenti è rappresentato dalle quotazioni Platts, che indicano quotidianamente il valore internazionale dei prodotti petroliferi già raffinati, fra i quali benzina e gasolio.
L’aumento di 11 centesimi riguarda proprio questa quotazione ed è indicato al netto dell’Iva. Applicando l’Iva al 22%, il rincaro teorico diventerebbe di circa 13,4 centesimi al litro.
Questo sarebbe però l’impatto massimo nel caso in cui il rialzo venisse trasferito integralmente e immediatamente sul consumatore. Nella realtà il passaggio alla pompa può essere più graduale e dipende dalle scorte disponibili, dai contratti di fornitura, dalle politiche delle compagnie e dai margini applicati da gestori e distributori.
Quanto potrebbe costare in più un pieno
Se l’intero aumento, compresa l’Iva, arrivasse alla pompa, un pieno da 50 litri potrebbe costare circa 6,70 euro in più.
Non è ancora possibile affermare che accadrà davvero in queste proporzioni. Gli impianti che hanno acquistato il carburante nei giorni precedenti possono continuare a utilizzare le scorte disponibili, mentre quelli costretti a rifornirsi subito rischiano di subire prima il nuovo prezzo all’ingrosso.
Gli effetti potrebbero quindi emergere gradualmente nei prossimi giorni e in modo differente da un distributore all’altro.
A Grosseto il gasolio arriva già a 2,399 euro
La fotografia dei prezzi presenti sul portale del Mimit e consultati il 2 settembre 2026 mostra già differenze molto ampie fra gli impianti di Grosseto.
Per il gasolio ordinario si va da circa 2,049 euro al litro al self service fino a 2,199 euro. Fra il prezzo più basso e quello più alto c’è quindi una differenza di 15 centesimi al litro, pari a 7,50 euro su un pieno da 50 litri.
Ancora più elevati sono alcuni prezzi in modalità servita: in alcune pompe il diesel viene proposto a 2,349 euro, 2,359 euro e fino a 2,399 euro al litro. A quel prezzo, un pieno da 50 litri costa quasi 120 euro.
Anche per la benzina esistono differenze importanti. Al self service si trovano prezzi inferiori a 1,98 euro al litro, ma in alcuni impianti si superano già i 2,04 euro. Al servito si arriva fino a circa 2,259 euro al litro.
I valori devono essere considerati come una fotografia della situazione consultata il 2 settembre: le ultime comunicazioni trasmesse dai singoli gestori al portale ministeriale risalgono, a seconda dell’impianto, al 1° o al 2 settembre. I prezzi possono quindi cambiare anche nel corso della stessa giornata.
Dove costa meno fare rifornimento
Fra i prezzi più convenienti presenti nella rilevazione ministeriale consultata il 2 settembre, il gasolio self service risulta compreso tra 2,049 e 2,069 euro al litro, mentre per la benzina si trovano diverse offerte tra 1,964 e 1,995 euro.
| Distributore | Benzina self | Gasolio self |
|---|---|---|
| Mac Grosseto Sud (*) | 2,009 euro | 2,049 euro |
| Canestrelli Energy in Motion | 1,989 euro | 2,059 euro |
| Q8, via Aurelia Nord km 184 | 1,974 euro | 2,064 euro |
| Grosseto Easy Service, centro commerciale Maremà | 1,995 euro | 2,065 euro |
| Conad Supermercato Grosseto | 1,995 euro | 2,065 euro |
| Esso di Giannini Filippo | 1,989 euro | 2,069 euro |
| Esso, via della Pace | 1,989 euro | 2,069 euro |
| Agip-Eni | 1,964 euro | 2,079 euro |
(*) – Il prezzo di Mac Grosseto Sud risultava comunicato nella serata del 1° settembre; quelli degli altri impianti riportati nella tabella risultavano aggiornati il 2 settembre 2026.
Il diesel costa già più della benzina
La differenza fra i due carburanti è evidente anche nelle medie ufficiali. Secondo i dati nazionali del Mimit aggiornati al 2 settembre, il prezzo medio self service è di 2,131 euro al litro per il gasolio e di 2,027 euro per la benzina.
In Toscana la media è ancora leggermente più alta: 2,137 euro al litro per il diesel e 2,030 euro per la benzina.
Per il momento, nella rilevazione giornaliera, il prezzo medio nazionale del gasolio è aumentato soltanto di un millesimo di euro al litro. Questo significa che il nuovo balzo di 11 centesimi registrato sul mercato internazionale non si è ancora trasferito sulla rete di distribuzione.
Il rischio di ulteriori rincari, tuttavia, è concreto. Molto dipenderà dall’evoluzione degli scontri tra Stati Uniti e Iran, dalla sicurezza dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz e soprattutto dalla capacità delle raffinerie di garantire quantità sufficienti di gasolio al mercato europeo.



