PORTO ERCOLE. È bastato uno sguardo alla patente consegnata dal conducente per insospettire i carabinieri: qualcosa in quel documento non tornava. La stampa presentava alcune irregolarità tecniche e, anche visivamente, la patente non sembrava conforme a un documento originale. Documenti che erano stati contraffatti in Italia, dove si erano rifugiati per evitare di essere arruolati nel loro paese, in Moldavia.
La divisa, proprio, non la volevano indossare.
È cominciato così il controllo dei carabinieri della compagnia di Orbetello lungo la strada provinciale di Porto Ercole. A bordo dell’auto viaggiavano tre uomini, tutti originari della Moldavia. Uno di loro ha mostrato ai militari un regolare permesso di soggiorno ed è stato subito escluso dagli ulteriori accertamenti. I controlli sono invece proseguiti sugli altri due.
I due uomini, difesi dall’avvocata Beatrice Spinosa, hanno avviato le pratiche per chiedere asilo politico in Italia. Oggi, mercoledì 2 settembre, sono comparsi nell’aula del tribunale di Grosseto davanti alla giudice Lisa Casolaro e alla vice procuratrice onoraria Elena Bartalini per la convalida dell’arresto.
I documenti falsi scoperti durante il controllo
I primi dubbi dei carabinieri sono nati dalla patente di guida mostrata dal conducente: il documento presentava caratteristiche di stampa anomale e, già a un primo controllo visivo, non sembrava genuino. I militari hanno quindi deciso di approfondire gli accertamenti e hanno accompagnato i due negli uffici della compagnia di Orbetello.
Al conducente è stato chiesto se avesse un altro documento con cui identificarsi. L’uomo ha spiegato di averlo nell’abitazione in cui vive insieme all’altro e i carabinieri lo hanno accompagnato a recuperarlo. Qui ha consegnato una carta d’identità moldava risultata autentica e ha mostrato anche l’invito ricevuto dall’ufficio immigrazione della questura per presentarsi e registrare la propria domanda di asilo politico.
Gli accertamenti, però, non si sono fermati. Dai controlli è emerso che nella documentazione presentata nell’aprile del 2025 per ottenere la residenza compariva anche una carta d’identità romena con la fotografia di uno dei due uomini. I carabinieri sono quindi tornati nell’abitazione per recuperare anche quel documento.
La documentazione sospetta è stata sottoposta a ulteriori verifiche, prima da parte di un perito esperto e poi attraverso l’ufficio ministeriale competente. Gli accertamenti hanno confermato la falsità dei documenti: la patente e la carta d’identità del conducente e la carta d’identità del passeggero. Il passaporto di quest’ultimo, invece, è risultato autentico, la carta d’identità falsa era stata usata per poter chiedere la residenza ad Albinia.
I due, che hanno precedenti penali, hanno avviato le procedure per chiedere asilo politico in Italia. Entrambi sarebbero fuggiti dalla zona filorussa della Moldavia per sottrarsi all’arruolamento coattivo. Un loro ritorno nel Paese d’origine li esporrebbe al rischio di essere arrestati. Uno dei due, inoltre, ha moglie e figli e sarebbe in attesa del permesso necessario per il ricongiungimento familiare.
Arresto convalidato, ma nessuna misura cautelare
Durante l’udienza la vice procuratrice onoraria Elena Bartalini ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione del divieto di dimora in tutta la Toscana.
La giudice Lisa Casolaro ha convalidato l’arresto, ma non ha accolto la richiesta relativa alla misura cautelare: i due non sono stati sottoposti ad alcuna misura.



