SANTA FIORA. Un anno fa la strada portava a Roma, fino in Vaticano, per incontrare il cardinale Angelo Comastri. Stavolta la meta è un altro luogo simbolo della cristianità: Assisi. E la strada sarà anche più lunga.
Da Santa Fiora ad Assisi e ritorno, in sella alle e-bike, per un viaggio di circa 300 chilometri in cinque giorni, attraversando Toscana e Umbria e fermandosi nei luoghi legati alla vita e al messaggio di San Francesco.
È la nuova avventura organizzata dalla parrocchia di Santa Fiora e guidata dal parroco don Gino Governi, da poco nominato anche vicario della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
Con lui sono partiti sette ciclisti del gruppo “della domenica” e due accompagnatori. Un pellegrinaggio che quest’anno assume un significato particolare: il 2026 segna l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta la sera del 3 ottobre 1226.
Dopo Roma, le biciclette ripartono verso Assisi
Per il gruppo di Santa Fiora sta ormai diventando una tradizione. Nel settembre dello scorso anno don Gino e nove pellegrini partirono dall’Amiata diretti a Roma, affrontando circa 200 chilometri suddivisi in quattro tappe.
Un viaggio che si concluse con l’incontro in Vaticano con il cardinale Comastri, originario di Sorano, la messa celebrata insieme a don Gino e un regalo particolarmente significativo: una reliquia di Madre Teresa di Calcutta.
Quasi un anno dopo le biciclette sono di nuovo pronte. Questa volta, però, il viaggio non terminerà una volta raggiunta la meta. Da Assisi bisognerà risalire in sella e tornare fino a Santa Fiora.
La partenza è stata martedì 1° settembre, il ritorno è previsto per sabato 5.

Prima tappa a Città della Pieve
Il primo giorno ha portato i pellegrini da Santa Fiora a Città della Pieve, cittadina umbra al confine con la Toscana. Non è una scelta casuale. Fino ai primi anni Settanta, infatti, Santa Fiora faceva parte della diocesi di Città della Pieve. Ad attendere il gruppo c’erano le monache Clarisse, nella cui foresteria i pellegrini hanno trascorso la prima notte.
Il giorno successivo le biciclette sono ripartite verso Santa Maria degli Angeli.
Qui sorge la Porziuncola, uno dei luoghi fondamentali della vita di San Francesco, custodita all’interno della grande basilica. È il luogo che Francesco scelse come centro della propria esperienza religiosa e dove morì la sera del 3 ottobre 1226. Il pernottamento sarà alla Domus Pacis.
Ad Assisi davanti alla tomba di San Francesco
La giornata centrale del pellegrinaggio sarà quella di domani, 3 settembre.
Il gruppo visiterà Assisi e i luoghi più importanti della città francescana: la Basilica superiore e quella inferiore di San Francesco, la cripta che custodisce le spoglie del santo, la Basilica di Santa Chiara, la chiesa di San Damiano e l’Eremo delle Carceri.
Un’intera giornata sulle tracce del Poverello proprio nell’anno in cui vengono ricordati gli 800 anni dalla sua morte.
Non sarà dunque soltanto una pedalata. Lo spirito con il quale il gruppo parte dall’Amiata è quello del pellegrinaggio: fatica, condivisione e incontri, ma soprattutto un’occasione per riscoprire il messaggio francescano di pace e amore universale.
Poi altri chilometri per tornare sull’Amiata
Il 4 settembre comincerà il viaggio di ritorno. Da Assisi i ciclisti raggiungeranno Chiusi, antichissima città di origine etrusca e sede di una delle più antiche diocesi della Toscana. Qui sono previste le visite alla cattedrale, al museo e alle catacombe, prima del pernottamento in un ostello parrocchiale.
L’ultima tappa, il 5 settembre, riporterà finalmente il gruppo verso casa. Da Chiusi il percorso toccherà Sarteano e Radicofani, prima della salita sull’Amiata attraverso Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio.
Poi gli ultimi chilometri fino a Santa Fiora. Alla fine il contachilometri dovrebbe segnare circa 300 chilometri.
Un viaggio sostenuto dai Fratres di Santa Fiora
A rendere possibile l’iniziativa, insieme alla parrocchia, è ancora una volta il gruppo donatori di sangue Fratres di Santa Fiora, che sostiene il pellegrinaggio. Cinque giorni, due regioni, centinaia di chilometri e una meta che quest’anno ha un significato ancora più profondo.
L’anno scorso Roma. Quest’anno Assisi. E per don Gino e i suoi compagni di viaggio il modo di vivere il pellegrinaggio resta lo stesso: in sella, lentamente, un chilometro dopo l’altro.
Con un motto francescano ad accompagnarli lungo la strada: «Deus meus et omnia – Pax et bonum».



