ORBETELLO. Dove va in bagno un turista che passeggia nel centro storico di Orbetello? La domanda è semplice. Trovare una risposta, molto meno.
E gli effetti si vedono, o meglio si sentono, facendo due passi per il centro. Soprattutto nelle ore serali, quando c’è chi, non sapendo dove andare, cerca riparo negli angoli più appartati dei palazzi per fare i propri bisogni.
Di giorno restano gli odori. Di sera può capitare di imbattersi direttamente in qualcuno che, pensando di non essere visto, utilizza un muro come se fosse un orinatoio.
Comportamenti certamente poco civili, ma dietro ai quali c’è anche una domanda che da tempo arriva da chi vive nel centro storico: perché una cittadina turistica come Orbetello non ha bagni pubblici a disposizione di cittadini e visitatori?
«I bagni pubblici c’erano perfino nel secolo scorso»
La richiesta dei residenti non nasce oggi.
Il tema è stato sollevato più volte nel corso degli anni e tra coloro che sono tornati ripetutamente sulla questione c’è Luciano Mattarelli, che ha chiesto a più riprese una soluzione.
I cittadini del centro storico reclamano un servizio che considerano elementare: bagni pubblici accessibili, puliti, riconoscibili e aperti almeno nelle fasce orarie nelle quali Orbetello è maggiormente frequentata.
E qualcuno fa notare anche il paradosso: i servizi igienici pubblici erano presenti addirittura nel secolo scorso, mentre oggi una persona che ne ha necessità deve arrangiarsi.
Il problema diventa ancora più evidente durante l’estate.
Orbetello è una località turistica, le presenze aumentano, le strade si riempiono, i locali lavorano e centinaia di persone trascorrono le serate passeggiando lungo il corso e nelle piazze. Eppure manca un servizio essenziale come un bagno pubblico.
Turisti, anziani e famiglie: il bagno non è un servizio secondario
Non si tratta soltanto di contrastare chi sporca gli angoli dei palazzi.
Un servizio igienico pubblico è una necessità soprattutto per anziani, bambini e famiglie, oltre che per i tanti turisti che non possono essere costretti a entrare in un bar o in un ristorante ogni volta che hanno bisogno di utilizzare un bagno.
E non servono necessariamente opere faraoniche.
La richiesta è quella di individuare uno o più punti strategici del centro dove mettere a disposizione servizi igienici dignitosi e regolarmente puliti, accompagnati da una segnaletica che permetta ai visitatori di trovarli facilmente.
Perché una città che punta sul turismo viene giudicata anche dalla qualità dei servizi più semplici che riesce a offrire.
Ad Albinia il bagno pubblico c’è, ma è chiuso da anni
E il problema non si ferma a Orbetello.
Anche ad Albinia la necessità di avere servizi igienici accessibili è emersa con particolare evidenza durante le serate di Mille Bolle Blu, quando centinaia di persone hanno affollato piazza delle Meraviglie per assistere agli spettacoli.
In tanti, inevitabilmente, hanno avuto bisogno di un bagno.
E qui la situazione appare persino più paradossale: ad Albinia il bagno pubblico c’è già, ma risulta chiuso da anni.
Un servizio esistente, dunque, che potrebbe dare una risposta almeno a una parte del problema se venisse rimesso nelle condizioni di essere utilizzato.
Il decoro passa anche dai servizi
La questione alla fine torna sempre allo stesso punto.
È giusto pretendere comportamenti civili e chiedere che muri, vicoli e angoli dei palazzi non vengano trasformati in bagni a cielo aperto. Ma il decoro urbano non passa soltanto dai divieti.
Passa anche dalla capacità di un Comune di offrire i servizi necessari affinché residenti e visitatori possano comportarsi civilmente.
Il decoro di una città turistica non si misura soltanto dalle facciate restaurate, dai fiori, dall’arredo urbano o dalle piazze sistemate. Si misura anche dalle piccole cose.
E poter trovare un bagno quando se ne ha bisogno è una di quelle.
La richiesta che arriva da Orbetello, dunque, è tanto semplice quanto concreta: ridare alla città i bagni pubblici. E ad Albinia riaprire quelli che già ci sono.




