Francesco Tiezzi, l'architetto che restaurò la Torre di Paganico | MaremmaOggi Skip to content

L’architetto che comprò la Torre di Paganico e la restituì alla Maremma

Volti di Maremma. Francesco Tiezzi, allievo di Giovanni Michelucci, acquistò il Cassero negli anni Settanta e lo riportò alla luce aprendolo alla comunità. Paganico gli ha intitolato la piazza ai piedi della Torre
La torre di Paganico, acquistata e restaurata da Francesco Tiezzi
La torre di Paganico, acquistata e restaurata da Francesco Tiezzi

di ROSSANO MARZOCCHI

PAGANICO. Per un tempo infinito, i grossetani diretti in auto verso il monte Amiata e le località circostanti dovevano per forza attraversare Paganico. E per forza dovevano passare sotto una storica torre che segnava l’ingresso, o l’uscita, a seconda, del paese. Era un’abitudine, le macchine rallentavano per prudenza e poi proseguivano il tragitto.

Non era neppure raro che due mezzi diretti in sensi opposti si incagliassero proprio sotto la torre, come era successo a mio padre una volta col Topolino, convinto fino all’ultimo di potercela fare. Oggi questo capita molto meno, ma attraversare il paese per puro piacere, passando sotto quel baluardo, ha sempre un sapore antico.

E se la Torre-Cassero di Paganico è ancora ben conservata e ristrutturata anche negli interni lo si deve a colui che nel 1973 l’ha sapientemente rinnovata e che ne è diventato il proprietario: l’architetto Francesco Tiezzi.

L’allievo di Michelucci che ridisegnò Firenze

Nato a Torrita di Siena nel 1922, Tiezzi si laurea in Architettura a Firenze nel 1948, discutendo la tesi con il professor Giovanni Michelucci. Più tardi, sposa Tatiana Mazzoni della Stella Maestri, che darà alla luce due figli, Paolo e Ilaria.

Nel dicembre 1949 vince il concorso nel ruolo degli architetti Ina-casa e nel 1951 inizia la sua attività di progettista per edifici singoli nelle città e nelle province di Firenze e di Prato. Negli anni 1956-57, insieme a Michelucci e ai suoi collaboratori, partecipa al progetto generale di Sorgane, nonché alla sistemazione urbanistica delle attrezzature sportive nella zona di Campo di Marte. A lui il merito dell’edificazione del quartiere verde dell’Isolotto, del Centro tecnico Federale di Coverciano, della progettazione e ristrutturazione dell’ippodromo del Visarno, delle “case minime” (volute dal sindaco Giorgio La Pira) e della progettazione e ricostruzione, insieme ad altri, di Firenze a seguito dei bombardamenti del secondo conflitto bellico.

L’amore per la Maremma e quella torre del Trecento

La competenza architettonica e l’affetto per la Maremma portano poi Tiezzi ad acquistare e ristrutturare la Torre di Paganico, un baluardo che risale al trecento, progettata da Lando di Pietro, all’epoca architetto del Duomo di Siena.

Tiezzi ha riportato alla luce elementi architettonici caratteristici, come il pozzo artesiano centrale che serviva ad assicurare la sopravvivenza in caso di conflitto, valorizzati nella sostanza e nella forma. Ed ha fatto di più: ha aperto la torre alle frequenti visite di amici, appassionati ed esperti, per non lasciare all’ombra dei merli quel patrimonio storico che resiste al tempo nel cuore della Maremma.

Paganico dedica una piazza a Francesco Tiezzi

L’architetto Tiezzi viene a mancare nel 2017. Sabato 29 agosto 2026 Paganico gli ha intitolato una piazza.

   


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il  libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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