Conti San Vincenzo, scontro tra Comune e opposizioni dopo la Corte dei conti | MaremmaOggi Skip to content

Conti di San Vincenzo, maggioranza e opposizione ai ferri corti: cosa dice davvero la Corte

La maggioranza parla di conti in ordine e di 182mila euro in attivo. Le minoranze contestano la ricostruzione e richiamano i rilievi della Corte dei conti. La delibera del 25 agosto non è ancora consultabile online
Il municipio di San Vincenzo
Il municipio di San Vincenzo

SAN VINCENZO. Sui conti del Comune di San Vincenzo ormai è scontro aperto. Da una parte l’amministrazione, che rivendica un percorso di risanamento molto più rapido di quello originariamente programmato, con l’assessora al bilancio Caterina Franzoi che ricorda il disavanzo proveniente dagli esercizi precedenti e una grafica rilanciata sui social dalla vicesindaca Tamara Mengozzi nella quale si arriva a un saldo positivo di 182mila euro. Dall’altra tutte le opposizioni consiliari, che contestano duramente quella ricostruzione e accusano la maggioranza di non avere fornito alla città un quadro completo delle contestazioni mosse dalla Corte dei conti.

In mezzo ci sono gli atti. E soprattutto ce n’è uno che, al momento, manca ancora alla consultazione pubblica: la deliberazione approvata dal consiglio comunale il 25 agosto, durante la lunga seduta terminata intorno a mezzanotte e mezzo, con la quale il Comune ha rideterminato i risultati di amministrazione dopo la pronuncia 111/2026 della Sezione regionale di controllo per la Toscana.

La seduta aveva all’ordine del giorno proprio l’«adeguamento rendiconti 2022, 2023 e 2024» e la «rideterminazione risultati di amministrazione per gli anni 2022, 2023, 2024 e 2025».

A cinque giorni dal voto, però, quella delibera non risulta ancora consultabile nell’Albo pretorio online, sezione che il Comune stesso definisce destinata agli atti per i quali è previsto l’obbligo di pubblicità legale.

Ed è proprio quel documento che consentirebbe di capire fino in fondo come si sia arrivati ai numeri che l’amministrazione sta comunicando in questi giorni.

La grafica: «Da 1,9 milioni di disavanzo a 182mila euro in attivo»

La comunicazione politica della maggioranza è molto netta. Nella grafica pubblicata dalla vicesindaca Mengozzi il Comune viene rappresentato simbolicamente come un faro tra due mari: da una parte il temporale del 2021, con «1,9 milioni di debito», dall’altra il sereno del 2026, con un saldo indicato come positivo per 182mila euro.

Il messaggio finale non lascia spazio a dubbi sulla lettura scelta dall’amministrazione: «I controlli sono giusti. Le correzioni sono state fatte. I conti sono in ordine» e ancora: «I numeri sono questi. Il resto è polemica».

La cifra iniziale trova origine nella situazione finanziaria proveniente dagli esercizi precedenti. La stessa Corte ricorda che, dopo le proprie precedenti verifiche, il disavanzo rilevante al termine del 2021 era stato rideterminato in 1.883.715,80 euro, una volta sottratta la quota relativa alle regolazioni dei fondi Covid.

Il dato dei 182mila euro positivi, invece, non compare nella deliberazione 111/2026, che analizza i rendiconti fino al 2024. Dovrebbe quindi emergere dalle successive correzioni e dalla rideterminazione degli esercizi fino al 2025 approvata dal Consiglio il 25 agosto.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui la pubblicazione dell’atto diventa essenziale.

Franzoi: «Il risanamento sta procedendo più velocemente del previsto»

Venerdì 28 agosto l’assessora al bilancio Caterina Franzoi ha affidato al sito istituzionale una lunga ricostruzione della vicenda, partendo dal disavanzo del rendiconto 2019 di 1.910.458,57 euro e sostenendo che la pronuncia della Corte debba essere letta all’interno di un percorso di risanamento già avviato.

Un passaggio della deliberazione dà effettivamente sostanza a questa lettura. Per il 2024 la Corte ridetermina la parte disponibile negativa in 620.639,14 euro, ma rileva anche che, secondo i piani di rientro già esistenti, il disavanzo atteso avrebbe dovuto essere pari a 1.029.726,56 euro. La differenza porta i magistrati contabili ad evidenziare un «maggior recupero da parte dell’Ente per 409.087,42 euro».

È su questo dato che Franzoi insiste: nonostante le correzioni richieste, il Comune avrebbe recuperato il disavanzo con maggiore velocità rispetto alla tabella di marcia originaria.

L’assessora precisa inoltre che il Comune ha già sterilizzato nel bilancio 2026 i 69.513,43 euro relativi alla maggiore capacità di spesa generata dalla contabilizzazione del Fondo anticipazione di liquidità contestata dalla Corte.

Ma la Corte ha accertato irregolarità precise

La ricostruzione dell’amministrazione, tuttavia, non esaurisce il contenuto della pronuncia.

Nel dispositivo la Corte accerta la non corretta determinazione della componente vincolata del risultato di amministrazione, con ulteriori vincoli per 521.279,05 euro; la non corretta determinazione della componente destinata agli investimenti, con altri 87.881,74 euro; una parte disponibile negativa al 31 dicembre 2024 di 620.639,14 euro e la non corretta contabilizzazione del FAL, con un «ampliamento illegittimo della capacità di spesa» pari a 69.513,43 euro.

Per il solo 2024 la Corte rileva quindi che quote vincolate e destinate erano state sottostimate complessivamente di 609.160,79 euro, facendo passare la parte disponibile dai -11.478,35 euro indicati dal Comune ai -620.639,14 euro rideterminati dalla magistratura contabile.

Anche i due anni precedenti restano in disavanzo dopo le verifiche: 1.583.382,43 euro nel 2022 e 1.591.113,43 euro nel 2023. Per quest’ultimo esercizio la Corte arriva a scrivere che la «non corretta tenuta contabile dei documenti di bilancio» impedisce di accogliere le conclusioni rappresentate dal Comune.

Le opposizioni unite: «Trasparenza promessa, San Vincenzo merita risposte»

È su questa seconda parte della pronuncia che intervengono ora, con un comunicato congiunto, tutti i gruppi consiliari di minoranza: San Vincenzo Sì Guido Cruschelli Sindaco, Con San Vincenzo Davide Lera Sindaco, Con Elisa Cecchini per San Vincenzo, San Vincenzo 5 Stelle di Alessio Landi e Michele Cascone e Svoltiamo di Luca Cosimi.

Il titolo scelto è già un attacco frontale: «Trasparenza promessa, conti sul rosso: San Vincenzo merita risposte».

Le opposizioni partono da una critica più generale al metodo dell’amministrazione, ricordando le promesse sul bilancio partecipativo, sulle consulte e sulle commissioni e sostenendo che proprio sulla vicenda della Corte dei conti sia mancato un confronto adeguato.

«Su una vicenda seria come quella dei bilanci passati al vaglio della Corte dei conti – scrivono – la trasparenza è mancata proprio in quelle sedi dove sarebbe stato logico parlarne».

Secondo le minoranze, inoltre, la delibera correttiva non sarebbe stata trasmessa in allegato ai gruppi consiliari, mentre la pronuncia della Corte sarebbe stata reperita autonomamente dalle opposizioni.

«Tre esercizi consecutivi in disavanzo»

Il cuore dell’attacco riguarda però i numeri.

Le minoranze richiamano proprio i risultati rideterminati dalla Corte: -1,58 milioni nel 2022, -1,59 milioni nel 2023 e -620mila euro nel 2024, insistendo sul passaggio nel quale la magistratura contabile parla di un ente che «versa in una situazione di squilibrio finanziario».

La frase esiste effettivamente nella pronuncia. Compare nel capitolo dedicato ai proventi dei parcheggi, dove la Corte invita il Comune a gestire in futuro quelle entrate nel rispetto della legge e degli equilibri di bilancio, «soprattutto considerando che l’Ente versa in una situazione di squilibrio finanziario».

Un’espressione analoga viene utilizzata anche parlando della mancata riconciliazione dei rapporti con le partecipate, quando la Corte richiama la «già manifesta situazione di squilibrio finanziario del comune» e l’assenza di accantonamenti a presidio di eventuali passività.

L’attacco sulla delibera del 25 agosto

È poi sulla deliberazione approvata in Consiglio che il comunicato delle opposizioni alza ulteriormente il tiro.

Secondo le minoranze, l’atto «non dice ai cittadini cosa chiede davvero la Corte dei conti» e conterrebbe i prospetti con le cifre corrette senza rappresentare completamente i problemi ancora aperti.

La loro conclusione è durissima: parlano di un «adeguamento parziale travestito da adeguamento pieno» e sostengono che l’approvazione della delibera non chiuda i rilievi ma li rinvii ai successivi controlli della magistratura contabile.

Su questo punto, però, è necessario distinguere la valutazione politica dalle risultanze che al momento possiamo verificare. Finché la deliberazione del 25 agosto non sarà disponibile pubblicamente, non è possibile confrontare direttamente il suo contenuto con quanto sostengono le opposizioni.

Dalla pronuncia della Corte sappiamo invece con certezza che il Comune era chiamato ad adottare interventi correttivi entro sessanta giorni, proseguendo il ripiano del saldo negativo e sterilizzando la maggiore capacità di spesa determinata dal FAL.

Il punto che resta da chiarire: quei 182mila euro

Ed è qui che il confronto politico torna inevitabilmente al documento ancora mancante.

La Corte chiude il 2024 con 620.639,14 euro di parte disponibile negativa, pur riconoscendo un recupero superiore al previsto di oltre 409mila euro. L’amministrazione oggi comunica invece un risultato di 182mila euro in attivo e sostiene che il percorso di recupero sia stato completato in cinque anni.

Le due cifre non sono necessariamente in contraddizione, perché si riferiscono evidentemente a momenti diversi: la prima al rendiconto 2024 rideterminato dalla Corte, la seconda alla situazione prodotta dagli atti successivi e dalle correzioni effettuate.

Ma proprio per questo occorre vedere come si arriva dall’una all’altra.

La risposta dovrebbe essere nella deliberazione votata dal Consiglio comunale il 25 agosto, che aveva all’ordine del giorno anche la rideterminazione del risultato di amministrazione 2025. L’atto, però, al momento della nostra verifica non compare ancora fra quelli consultabili nell’Albo pretorio online.

Nel frattempo maggioranza e opposizione hanno già fornito due letture diametralmente opposte della stessa vicenda: per la prima il disavanzo è stato recuperato e i conti sono tornati in ordine; per la seconda le correzioni non cancellano le irregolarità accertate dalla Corte e soprattutto non autorizzano a considerare chiusa la partita.

Tra le due ricostruzioni, adesso, manca soprattutto una cosa: la delibera con i numeri definitivi.

Quando sarà pubblicata, sarà quello il documento da leggere riga per riga. Perché dopo settimane di interpretazioni, comunicati e grafici, è proprio su quel passaggio che si potrà capire cosa resta del disavanzo, come siano state recepite le prescrizioni della Corte e, soprattutto, da dove arrivino quei 182mila euro di saldo positivo annunciati dall’amministrazione.

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