GROSSETO. Alla fine Gaetano è tornato a casa. Dopo giorni trascorsi tra la pineta e la Fiumara, la poiana scomparsa sabato scorso ha ritrovato il suo falconiere, Luca Bececco, e per riportarla al sicuro sono serviti un incontro fortunato, parecchia pazienza, un mazzo di chiavi, qualche fetta di salame e soprattutto una mezz’ora trascorsa con gli occhi puntati verso i rami degli alberi.
Il lieto fine è arrivato giovedì 27 agosto, proprio nella zona di Fiumara, non lontano dal punto dal quale il rapace si era allontanato sabato 22.
A trovarsi quasi letteralmente Gaetano sopra la testa è stato Matteo Della Negra, presidente della Consulta comunale per la tutela e il benessere degli animali, che si trovava nel proprio terreno quando ha notato una grande poiana appollaiata su un albero.
Gli è bastato guardarla meglio per capire che quel rapace poteva essere proprio quello che da giorni veniva cercato.
Quei laccioli alle zampe: «È Gaetano»
A togliere ogni dubbio sono stati i particolari.
Alle zampe della poiana Della Negra ha infatti visto i laccioli di cuoio utilizzati in falconeria. Era il segno che aspettava: non si trattava di una poiana selvatica capitata casualmente nel terreno. Quello davanti a lui era proprio Gaetano.
«Ho chiamato subito Daniela Seravalle, che ha avvisato Luca Bececco – racconta Della Negra – e sono partiti immediatamente per raggiungermi».
C’era però un problema: i due non erano nelle vicinanze e per arrivare a Fiumara avrebbero impiegato circa mezz’ora.
Trenta minuti che, con un rapace libero sui rami degli alberi, possono diventare un’eternità.
Anche i gatti si accorgono di Gaetano
E infatti a rendere la situazione ancora più complicata ci hanno pensato gli altri abitanti del terreno.
I gatti di Della Negra si sono accorti immediatamente della presenza dell’insolito ospite e hanno cominciato ad avvicinarsi all’albero, tentando anche di arrampicarsi.
Della Negra li ha allontanati e da quel momento ha iniziato a seguire Gaetano, cercando soprattutto di non perderlo di vista.
La poiana intanto si spostava. «Saltava di ramo in ramo – racconta – passava da una roverella a un pino». Poi la situazione ha cominciato a diventare più delicata: Gaetano si stava progressivamente avvicinando alla fiumara.
Se avesse attraversato il corso d’acqua e fosse volato dall’altra parte, riprenderlo sarebbe diventato molto più difficile. Dopo giorni di ricerche e proprio quando finalmente era stato individuato, il rapace rischiava insomma di sparire di nuovo.
La missione: tenerlo lì per mezz’ora
Della Negra doveva quindi inventarsi qualcosa. Non poteva catturare Gaetano, ma poteva provare a convincerlo a restare in quella zona abbastanza a lungo da permettere al suo falconiere di arrivare.
Ha telefonato così a un amico, arcidossino che campeggia con il camper nella zona di Fiumara, Massimo Pieri, chiedendogli di raggiungerlo e soprattutto di portare qualcosa da mangiare.
Pieri è arrivato pochi minuti dopo con quello che aveva a disposizione: qualche fetta di salame.
Non esattamente il pasto previsto nella dieta di una poiana, ma in quel momento l’obiettivo era un altro: evitare che Gaetano prendesse nuovamente il volo.

Nel frattempo Della Negra aveva escogitato un altro sistema per tenere viva la curiosità del rapace.
Continuava a muoversi sul terreno facendo finta di lavorare, chinandosi e rialzandosi e facendo tintinnare delle chiavi. Gaetano osservava dall’alto e continuava a seguirne i movimenti, probabilmente associando quell’attività alla possibilità che stesse per comparire qualcosa da mangiare.
E funzionava. La poiana continuava a spostarsi tra gli alberi, ma senza andarsene.
Poi vede il salame e comincia a chiamare
Dopo quasi mezz’ora trascorsa in questo curioso gioco di pazienza, Gaetano ha visto il cibo. E si è fatto sentire.

Il rapace ha cominciato a vocalizzare, evidentemente molto interessato a quello che gli uomini avevano portato. Dopo diversi giorni trascorsi libero nella pineta, del resto, Gaetano doveva avere parecchia fame.
Una fame da lupi, verrebbe da dire, anche se in questo caso il protagonista aveva ali, artigli e becco. Il salame è servito soltanto come espediente per guadagnare gli ultimi minuti necessari. Perché proprio mentre Gaetano continuava a osservare quello strano banchetto improvvisato sotto gli alberi, Luca Bececco è finalmente arrivato a Fiumara.
Ed è stato allora che ogni stratagemma è diventato inutile.
Gaetano vede Luca e gli vola sul guanto
Appena ha visto il suo falconiere, Gaetano lo ha riconosciuto. Niente più chiavi, niente più salame e soprattutto nessun’altra fuga tra i pini.
Bececco ha preparato il guanto e la poiana gli è volata direttamente sopra, chiudendo così una ricerca cominciata sabato e seguita con apprensione da tantissime persone.
Un gesto istintivo che racconta probabilmente meglio di qualunque altra cosa il rapporto costruito tra il rapace e il suo falconiere.
Dopo giorni trascorsi nella pineta, Gaetano aveva ritrovato il suo punto di riferimento.
E questa volta, finalmente, per lui la direzione era una sola: casa.





