GROSSETO. Dieci anni dopo, la Festa dell’Unità torna sulle Mura medicee. Ma il ritorno, questa volta, vale molto più della semplice riconquista di uno spazio storico della politica grossetana.
Per dieci giorni, dal 28 agosto al 6 settembre, tra il bastione Garibaldi e il bastione Molino a Vento passeranno alcuni dei nomi più importanti del centrosinistra italiano, ex ministri e amministratori regionali, parlamentari ed europarlamentari, rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati, associazioni, volontariato, studiosi e protagonisti della cultura.
Il programma della Festa regionale dell’Unità della Toscana è talmente fitto e il livello delle presenze così alto da assomigliare, per molti aspetti, a quello di una festa nazionale.
Non è un caso.
Perché Grosseto è stata scelta anche per quello che accadrà pochi mesi dopo: nel 2027 il capoluogo tornerà al voto insieme a Orbetello e Castiglione della Pescaia e il centrosinistra vuole arrivare a quell’appuntamento dopo aver costruito coalizione, programma e candidature.
La Festa sulle Mura diventa così il primo grande appuntamento pubblico di un percorso che porterà alle amministrative. E il calendario lo dice con chiarezza: si comincia il 28 agosto parlando già delle politiche del 2027 con Pierluigi Bersani, si passa il 30 agosto dal confronto sull’opposizione in Consiglio comunale e sulla sfida per Palazzo comunale e si arriva il 6 settembre al tavolo della coalizione di centrosinistra per discutere apertamente di alleanze e programma per governare Grosseto e gli altri Comuni chiamati al voto.
Simiani: «Vogliamo vincere i Comuni, partendo dal capoluogo»
È Marco Simiani, deputato e segretario dell’Unione comunale del Pd di Grosseto, a togliere ogni possibile ambiguità sul significato politico della scelta.
«Noi vogliamo vincere i Comuni che andranno al voto in questa provincia, partendo dal Comune capoluogo», dice durante la presentazione della Festa. Ed è proprio per questo, spiega, che portare a Grosseto l’appuntamento regionale è stata «una scelta politica» della segreteria toscana.
Il calendario degli ospiti ne è probabilmente la dimostrazione più evidente. Sulle Mura arriveranno, tra gli altri, Pierluigi Bersani, Nicola Zingaretti, Laura Boldrini, Dario Nardella, Simona Bonafè, Marco Furfaro, Marco Sarracino, Matteo Orfini, Antonio Misiani, insieme al presidente della Regione Eugenio Giani, al segretario regionale del Pd Emiliano Fossi, a Leonardo Marras e a numerosi parlamentari, amministratori e dirigenti politici.
«Questo è un programma si può dire quasi nazionale, di una festa nazionale», sottolinea Simiani.
Ma l’idea è che i grandi nomi non restino un esercizio di richiamo. La Festa è stata costruita per intrecciare i temi nazionali con quelli della Maremma: sanità, economia, agricoltura, infrastrutture, turismo, aree interne, energie rinnovabili, sicurezza, servizi pubblici, migrazioni e diritto a restare.
Termine: «Il Pd vuole tornare sui luoghi e discutere con i cittadini»
Per il segretario provinciale Giacomo Termine, il ritorno della Festa è anche il segno di un partito che prova a ricostruire una presenza fisica e politica.
«Il Pd vuole essere sui luoghi e vuole essere sui luoghi discutendo di temi veri, che interessano ai cittadini e alle cittadine», spiega Termine, parlando di una Festa che non deve ridursi a un semplice momento dello stare insieme, ma diventare «un momento di profondo dibattito, di analisi della società, dei nostri Comuni, della città di Grosseto, ma anche del nostro Stato».
Una riflessione che Termine lega direttamente alla fase che sta per aprirsi: «Ci stiamo preparando a un’importante fase elettiva che riguarda amministrative e politiche».
Il lavoro, nelle intenzioni del gruppo dirigente democratico, dovrà quindi proseguire ben oltre il 6 settembre. I dibattiti della Festa dovranno produrre materiale e idee per una conferenza programmatica prevista in autunno, primo passaggio verso la definizione della proposta con cui affrontare le urne.

Dopo dieci anni, la macchina dei volontari torna sulle Mura
C’è però un altro elemento che Simiani rivendica con particolare soddisfazione: la macchina organizzativa.
«Dopo dieci anni il Partito Democratico organizza qui sulle Mura una festa», ricorda. E in dieci anni sono cambiate norme, regole di sicurezza, prescrizioni alimentari e modalità organizzative.
Per questo, racconta, vedere già nei giorni precedenti all’apertura sessanta o settanta volontari impegnati a discutere della cucina, del ristorante, della sala e dei dettagli della manifestazione è stato uno dei segnali più importanti. La Festa, nelle intenzioni degli organizzatori, deve infatti uscire dai confini del partito.
«Abbiamo cercato di far vivere la festa non solo all’interno del partito, ma soprattutto all’esterno», dice Simiani.
Da qui il coinvolgimento di categorie economiche, associazioni, volontariato, realtà culturali e mondo scientifico. Da qui anche la scelta di utilizzare prodotti del territorio, aprire spazi alle associazioni, realizzare iniziative artistiche e culturali e costruire più luoghi di dibattito contemporaneamente.
Quattro spazi per discutere, musica, associazioni e cultura
La Festa occuperà due delle aree più suggestive delle Mura, bastione Garibaldi e bastione Molino a Vento, con più spazi destinati ai dibattiti e un calendario che in alcune giornate propone diversi incontri nell’arco dello stesso pomeriggio e della stessa sera.
Accanto alla politica ci sarà lo spazio culturale “Il lavoro culturale”, richiamo esplicito a Luciano Bianciardi, con presentazioni di libri, autori e iniziative legate alla storia e all’identità maremmana.
Ci saranno inoltre musica dal vivo, spettacoli, associazioni, scuole di danza, teatro, scacchi e la tombola, uno degli elementi più tradizionali della Festa dell’Unità.
Una quindicina di artisti saranno coinvolti negli spazi espositivi e durante il fine settimana sarà realizzata anche un’opera collettiva dedicata alla pace.
L’obiettivo dichiarato è riportare sulle Mura non soltanto gli iscritti e i simpatizzanti del Pd, ma pezzi diversi della città. «Pensiamo che la Festa dell’Unità di Grosseto sia la festa della città», sintetizza Simiani.
La parola scelta è “Coesistere”
C’è una parola che prova a tenere insieme tutto questo: Coesistere. Non è soltanto il titolo scelto per accompagnare la manifestazione. È il tentativo di dare una cornice politica e culturale alla Festa. A spiegarlo è Giulia Miserocchi.
«Coesistere è un termine che abbiamo scelto per darci lo spazio per stare insieme, reimparare a condividere la politica, la società, la nostra cultura e la cultura degli altri e reimparare a stare insieme davvero».
L’ambizione, aggiunge, è quella di costruire qualcosa che possa essere «d’esempio per noi, per la nostra città, per l’Italia tutta», condividendo un progetto comune capace di diventare una sorta di «stella» per il percorso del prossimo anno.
Un concetto ripreso da Margherita Ambrogetti Damiani, che parte da un’immagine semplice: rimettere insieme i pezzi.
«Coesistere è stato questo, è questo il motore: provare a mettere insieme i pezzi non della politica, ma di una società che deve stare tutta insieme».
E la Festa, aggiunge, dovrebbe essere proprio questo: «La festa di tutti». «Non è un manifesto politico – spiega – è un luogo in cui si parla delle priorità di un territorio, delle priorità di un Paese, a partire da un territorio che può farsi modello per tutta la regione e per tutto il Paese».
Una definizione che assume un significato particolare proprio alla vigilia di una stagione nella quale il centrosinistra grossetano dovrà tentare di tenere insieme partiti, movimenti e civismo.
Si apre con Bersani, poi sanità, Medio Oriente, agricoltura e sicurezza
Il primo appuntamento politico è già una dichiarazione d’intenti. Venerdì 28 agosto alle 18.30, subito dopo l’inaugurazione, sul palco del bastione Garibaldi arriverà Pierluigi Bersani per l’incontro “Politiche 27: governare bene il nostro Paese”, insieme a Simiani e Termine.
La stessa sera si parlerà di economia toscana, crescita e lavoro con rappresentanti della Regione, Cgil, Cna, Confindustria e Legacoop.
Sabato 29 agosto sarà la volta dei giovani e della sanità pubblica e territoriale, mentre domenica 30 agosto si entrerà direttamente nel dossier Grosseto 2027 con l’incontro dedicato all’opposizione in Comune e alle prossime amministrative.
Nella stessa giornata si parlerà di trasporto pubblico, risorse naturali, legge elettorale e riforme e, la sera, di Palestina, Medio Oriente e Mediterraneo con Laura Boldrini, Paolo Ciani e Valentina Brinis di Open Arms.
Lunedì 31 agosto arriveranno Dario Nardella per il confronto sull’agricoltura e Nicola Zingaretti per quello dedicato a mafie, legalità e sicurezza urbana.
Il programma proseguirà nei giorni successivi affrontando accoglienza e integrazione, energie rinnovabili e aree idonee, infrastrutture e Pnrr, aree interne e disuguaglianze, turismo, servizi pubblici e numerosi altri temi.
Una Festa costruita sulla Maremma
La scelta degli argomenti racconta anche il tentativo del Pd di utilizzare un appuntamento regionale per mettere al centro alcune delle questioni che attraversano direttamente la provincia.
L’agricoltura, con il confronto fra Dario Nardella, Leonardo Marras, Silvio Franceschelli e i rappresentanti di Cia, Coldiretti e Confagricoltura; le energie rinnovabili e la legge sulle aree idonee, tema particolarmente sensibile in Maremma; le infrastrutture e il Pnrr; il turismo; il diritto a vivere nelle aree interne.
E poi la sanità territoriale e i servizi pubblici. È lo stesso Termine a spiegare che il programma prova a mettere in relazione «le grandi sfide del Paese con le esigenze concrete della nostra provincia», dalla sanità al lavoro, dalle infrastrutture all’agricoltura, dal turismo all’energia e all’ambiente.
La Maremma, per dieci giorni, vuole dunque diventare «il centro del dibattito politico toscano e nazionale».
Il vero appuntamento politico è il 6 settembre
Ma se c’è una giornata che permette di capire fino in fondo perché la Festa regionale sia stata portata proprio a Grosseto, è l’ultima.
Domenica 6 settembre alle 11, al bastione Garibaldi, è in programma l’incontro “Coalizione di centrosinistra: insieme per governare Grosseto e gli altri Comuni al voto”.
Al tavolo sono annunciati Marco Simiani per il Pd, Daniela Castiglione per il Movimento 5 Stelle, Francesco Bonifazi per Italia Viva, Nicola Menale per Sinistra Italiana, Francesco Giorgi per il Psi, Francesco Grassi per Azione, Emanuele Perugini per Europa Verde, Stefania Amarugi per Rifondazione Comunista, Luca Angelini per Base Popolare e Gianni Chelini, capogruppo in Provincia e sindaco di Capalbio. Le conclusioni saranno affidate a Giacomo Termine.
Non sarà un incontro interlocutorio. Sarà uno dei passaggi pubblici di un percorso già iniziato. Ed a moderarlo hanno chiamato MaremmaOggi, con il direttore Guido Fiorini.
Una coalizione larghissima e il candidato entro novembre
Il centrosinistra grossetano ha infatti già cominciato a muoversi. Ad agosto si è tenuto un primo tavolo con quattordici sigle, partiti e realtà civiche. L’obiettivo dichiarato è costruire una coalizione «larghissima» e, se possibile, allargarla ulteriormente.
La sequenza politica delineata durante la presentazione della Festa è abbastanza precisa: dopo l’appuntamento sulle Mura, il tavolo tornerà a riunirsi a settembre; a ottobre dovrebbe arrivare la conferenza programmatica e a novembre la scelta del candidato.
Il punto, spiegano dal Pd, è però evitare di partire dal nome. La priorità è definire prima il perimetro politico, costruire un programma alternativo al centrodestra e soltanto successivamente individuare la personalità capace di rappresentarlo. L’obiettivo è una declinazione grossetana del cosiddetto campo largo, ma con un’attenzione particolare alle esperienze civiche. Al tavolo provinciale, viene ricordato, è già rappresentata una realtà civica attraverso il sindaco di Capalbio Gianni Chelini.
L’apertura, nelle intenzioni, dovrà essere ancora maggiore.
«Non vogliamo sbagliare percorso e tempi»
Nel centrosinistra c’è la consapevolezza che il passaggio sia delicato. «Sentiamo sulle nostre spalle una grande responsabilità in questa tornata», viene spiegato durante la presentazione. Da qui la volontà di non accelerare soltanto per arrivare prima alla scelta dei nomi.
«Non vogliamo sbagliare percorso, non vogliamo sbagliare i tempi».
La convinzione del gruppo dirigente democratico è che il candidato debba essere la conseguenza del progetto e non il suo punto di partenza: prima il programma, poi la coalizione e infine la persona capace di rappresentarli. Una strategia che punta a rendere il centrosinistra competitivo non soltanto a Grosseto, ma nell’intera tornata amministrativa provinciale.
Grosseto, Orbetello e Castiglione: il 2027 è già iniziato
Le elezioni potrebbero arrivare nella primavera del 2027, forse già ad aprile. E per il centrosinistra grossetano la campagna, di fatto, comincia adesso.
Grosseto sarà naturalmente la partita più pesante, per il valore del capoluogo e perché il centrodestra governa la città dal 2016. Ma nello stesso turno si voterà anche in altri Comuni strategici della provincia, a partire da Orbetello e Castiglione della Pescaia.
Ecco perché la Festa regionale dell’Unità sulle Mura ha un significato che supera abbondantemente i dieci giorni del programma.
La scelta di Grosseto, il ritorno sulle Mura dopo dieci anni, la quantità di dirigenti nazionali chiamati a partecipare e soprattutto la presenza, nell’ultima giornata, di quasi tutto il perimetro del centrosinistra raccontano l’inizio di una fase nuova.
La Festa è il primo pezzo. Poi arriveranno il tavolo di settembre, la conferenza programmatica di ottobre e la scelta delle candidature.
Il 2027 sembra lontano. Politicamente, a Grosseto, è già cominciato.




