Dalla Maremma a Seoul, la Corea investe 60mila euro su Carlotta. E lei sceglie Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Dalla Maremma a Seoul, la Corea investe 60mila euro su Carlotta. E lei sceglie Grosseto

A 23 anni vince la prestigiosa borsa di studio del governo sudcoreano, impara la lingua e conquista un MBA a pieni voti dopo quasi quattro anni dall’altra parte del mondo. Ora Carlotta Beltati torna a casa con un sogno: «Voglio costruire un ponte tra Italia e Corea. E penso anche al giornalismo»
Carlotta Beltati

GROSSETO. Questa non è la narrazione di una favola, nemmeno un romanzo immaginario, neppure un miraggio. La trama è concreta, reale. L’intreccio tra la straordinaria terra naturale della Maremma con l’iper-modernità tecnologica e le millenarie tradizioni culturali della Corea del Sud, tributano al dipinto un fascino intrigante, suggestivo, con sfumature quasi irreali.

Il fascino della Corea del Sud

Carlotta Beltati vede la luce a Grosseto il 7 settembre 1999. Germoglia insieme alla voglia di fare esperienze, la fame di scoprire il mondo oltre i confini, si innamora della Corea del Sud.

«Sono partita per Seoul spinta da questa forte passione con la volontà di vivere direttamente la cultura, la lingua e il sistema universitario coreano». Così spiega Carlotta.

Carlotta Beltati a Seoul

«La mia esperienza in Corea è iniziata nel 2023, quando ho vinto la GKS – Global Korea Scholarship – la borsa di studio del governo della Corea del Sud destinata a studenti internazionali. Prima di arrivare in Corea parlavo già italiano, inglese e altre lingue, ma il coreano rappresentava una sfida completamente nuova. Durante il primo anno ho seguito un percorso intensivo di studio della lingua coreana, dedicando gran parte delle mie giornate all’apprendimento. È stato un periodo molto impegnativo, ma ho continuato a studiare anche nei momenti in cui mi sembrava di non fare progressi. Imparare il coreano mi ha permesso non soltanto di comunicare, ma anche di comprendere molto meglio la società e la cultura coreana e di sentirmi progressivamente più indipendente nella vita quotidiana».

 

 

Il percorso universitario

«Nel settembre 2024 ho iniziato il mio cammino di laurea magistrale presso la Chung-Ang University di Seoul, una delle principali università private della Corea del Sud dove ho frequentato il Global MBA (Master in Business Administration), un percorso mondiale incentrato su economia, business management, marketing e strategie aziendali. Il corso era fortemente internazionale e mi ha permesso di studiare e lavorare insieme a persone provenienti da diversi paesi e background culturali. Durante il mio percorso universitario sono stata anche President della Student Council del Global MBA, occupandomi della rappresentanza degli studenti e partecipando all’organizzazione di attività e iniziative per la comunità universitaria. Ho concluso il percorso con ottimi risultati accademici, ottenendo il mio MBA a pieni voti».

La vita a Seoul

«Vivere in Corea per quasi quattro anni mi ha permesso di conoscere il paese non soltanto come studentessa, ma come persona che vi abitava quotidianamente. Ho imparato a muovermi autonomamente in una società molto diversa da quella italiana, adattandomi a nuove abitudini, regole sociali, ritmi di vita e modalità di comunicazione. Seoul è progressivamente diventata una vera e propria casa per me, nonostante fossi arrivata dall’altra parte del mondo. Ho avuto modo di creare amicizie internazionali e coreane e di vivere quotidianamente in un ambiente multiculturale. Uno degli aspetti più importanti dell’esperienza è stato imparare a confrontarmi con persone che hanno valori, abitudini e prospettive diverse dalle mie».

Ringrazio la Corea

« La Corea mi ha insegnato ad essere più indipendente, flessibile e aperta al confronto e mi ha fatto mettere in discussione alcune delle mie convinzioni e del mio modo di vedere il mondo. Questi anni mi hanno dato molto più di una formazione universitaria: mi hanno permesso di sviluppare una mentalità internazionale e una maggiore capacità di adattamento. Ho imparato che vivere all’estero è molto diverso dal semplice viaggiare: significa costruire una quotidianità, affrontare le difficoltà senza avere sempre vicino la propria famiglia e imparare a sentirsi a casa in un ambiente inizialmente estraneo. Ho acquisito competenze linguistiche, accademiche e professionali, ma soprattutto sono cresciuta dal punto di vista personale».

Carlotta Beltati

«La Corea ha avuto un ruolo importante nella mia crescita dai primi vent’anni fino alla fine dei miei studi magistrali. Oggi torno in Italia portando con me un importante bagaglio accademico e professionale, ma soprattutto una prospettiva molto più internazionale e una maggiore apertura mentale. Anche se il mio percorso in Corea si conclude con la laurea, considero questi quasi quattro anni una parte fondamentale della mia vita e della persona che sono diventata».

Il ponte

Carlotta termina: «Ho vissuto a Seoul dove risiedono 12 milioni di persone, dove spostarsi non è semplice, dove tutto è diverso dal mondo dove sono nata. Ma torno in Italia, a Grosseto, anche se non sono mancate belle prospettive lavorative visto che la Corea ha speso l’equivalente di 60mila euro per la mia formazione. Vorrei impegnarmi a migliorare i rapporti Italia – Corea del Sud, accarezzo l’idea di entrare nel mondo del giornalismo. Pensare di aver gettato un ponte tra i due paesi annullando le distanze mi gratifica totalmente. Userò quel ponte. Adesso torno in famiglia, torno a casa. Quella vera».

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