GROSSETO. Cinquant’anni trascorsi a far crescere un luogo che per lui era molto più di un lavoro. Le prime tende, gli anni che passavano, le famiglie che tornavano ogni estate. E quel Campeggio Il Sole che cambiava insieme a Marina di Grosseto, diventando la struttura che è oggi.
Luciano Bragagni è morto nella mattina di venerdì 21 agosto. Aveva 87 anni. Per mezzo secolo è stato presidente del Campeggio Il Sole e, insieme alla moglie e ai soci della cooperativa, ne ha accompagnato praticamente tutta la storia.
Ha lavorato fino a quando le forze glielo hanno consentito. Soltanto lo scorso anno aveva passato il testimone al figlio Giammarco.
Luciano lascia la moglie Laura Sensi, i figli Azzurra e Giammarco e i nipoti Annaluna, Camilla e Brando. Ma lascia un vuoto anche tra gli amici e nelle tante persone che, nel corso della sua lunga vita, hanno incontrato la sua generosità.
Perché se c’è un tratto con il quale chi lo conosce lo ricorda, è proprio questo: Luciano era uno che agli altri pensava davvero.
Il Campeggio Il Sole, una vita intera
Il Campeggio Il Sole è stato uno dei grandi amori della sua vita. Luciano lo ha visto nascere e trasformarsi. Insieme alla moglie Laura e agli altri soci della cooperativa ha contribuito a costruirlo e a farlo crescere, partendo dalle prime tende fino ad arrivare alla realtà di oggi.
Per cinquant’anni ne è stato il presidente, ma soprattutto ne è stato una delle anime.
Un impegno che non ha vissuto soltanto come attività professionale. Per Bragagni il campeggio rappresentava un modo di stare insieme agli altri, di costruire rapporti e condividere un progetto.
«È stato un padre che ci ha trasmesso tanto: valori, gusti musicali, la passione per il campeggio, il modo di concepire la vita e i rapporti umani – racconta il figlio Giammarco – Ci ha insegnato il rispetto per il prossimo e l’importanza della condivisione».
E poi quel luogo costruito insieme, anno dopo anno.
«Lui e mia madre, insieme a tutti i soci, hanno costruito il Campeggio Il Sole, un posto al quale ha dato tantissimo e che ha visto crescere».
Dal Bar Centrale alla bicicletta
La vita di Luciano Bragagni, però, non è stata soltanto il campeggio. Era una persona conosciuta a Grosseto e per molti anni ha partecipato attivamente alla vita cittadina. Negli anni Sessanta era anche nel gruppo che gestiva il Bar Centrale, uno dei locali storici del centro.
Poi c’era lo sport.
Luciano amava profondamente la bicicletta. In sella ha percorso migliaia di chilometri, arrivando persino a sfiorare l’attività agonistica, con due prove disputate.
Era uno di quegli uomini che difficilmente riuscivano a stare fermi. Curioso, attivo, sempre pronto a coltivare una passione nuova e, soprattutto, a condividerla.
Frequentava anche il mondo della subacquea e i circoli di tennis cittadini.
Il mare e quel tonno da oltre un quintale
E poi c’era il mare. Un legame che Luciano si è portato dietro per tutta la vita e che andava molto oltre le estati trascorse a Marina di Grosseto.
Amava la barca, la pesca e tutto ciò che significava stare sull’acqua. Nella sua vita ha fatto anche il pescatore e a Marina, circa trent’anni fa, fu protagonista di una cattura rimasta nella memoria: fu il primo grossetano a pescare un tonno di oltre un quintale.

Una storia che racconta bene quanto il mare facesse parte della sua vita.
Ma chi gli è stato accanto, prima ancora delle passioni e delle imprese, ricorda soprattutto il suo carattere.
Luciano non esitava a tendere una mano a chi aveva bisogno. Lo faceva nella vita privata, nel sociale e nel suo impegno politico. La disponibilità verso gli altri era parte del suo modo di intendere i rapporti umani.
Quella stessa idea di condivisione che ha cercato di trasmettere ai figli e ai nipoti.
L’ultimo saluto, poi Luciano tornerà al suo mare
Chi desidera dare l’ultimo saluto a Luciano Bragagni potrà farlo sabato 22 agosto alle 16.30 alla Casa funeraria Rocchi di Grosseto, dove è esposta la salma.
Poi resterà un ultimo desiderio da rispettare.
Quello di un uomo che al mare ha dedicato una parte enorme della propria esistenza. Le ceneri di Luciano saranno disperse in mare.
È lì che tornerà. Nel luogo delle barche, delle pescate, delle immersioni e delle estati trascorse a Marina. Quel mare che ha accompagnato la sua vita e che, alla fine, diventerà anche il luogo del suo ultimo viaggio.




