Spazzatrice nello stallo per disabili, il Garante chiede verifiche | MaremmaOggi Skip to content

Spazzatrice nello stallo per disabili, il Garante chiede verifiche a Sei Toscana

Il caso segnalato in via Cesare Battisti a Grosseto. Diego Montani scrive a Sei Toscana: «Non cerco colpevoli, cerco risposte». Chieste verifiche sull’accaduto
La spazzatrice nello stallo per disabili

GROSSETO. Una spazzatrice di servizio sarebbe stata lasciata all’interno di uno stallo riservato alle persone con disabilità mentre gli operatori si sarebbero recati in un esercizio della zona per una pausa. È quanto alcuni cittadini hanno segnalato al Garante della Disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, che ha deciso di prendere in carico la vicenda e di chiedere formalmente chiarimenti a Sei Toscana.

L’episodio segnalato sarebbe avvenuto in via Cesare Battisti, nei pressi del civico 104. I fatti, è bene precisarlo, devono ancora essere verificati.

La segnalazione dei cittadini

A rivolgersi al Garante sono stati più cittadini, che hanno riferito della presenza della spazzatrice all’interno dello spazio riservato alle persone con disabilità.

Secondo quanto riportato nelle segnalazioni, il mezzo sarebbe rimasto nello stallo mentre gli operatori si sarebbero recati presso un esercizio della zona per una pausa.

Montani ha quindi deciso di trasmettere quanto ricevuto alla direzione di Sei Toscana, chiedendo di fare luce sull’accaduto.

«Il mio compito non è quello di sostituirmi agli organi competenti né di emettere giudizi prima che i fatti siano accertati – sottolinea Montani – ma quello di ascoltare i cittadini, soprattutto quando a segnalare una situazione sono persone fragili o che incontrano quotidianamente ostacoli nell’esercizio dei propri diritti. Una segnalazione non deve finire nel nulla: deve essere ascoltata, verificata e, quando necessario, trasformata in un’azione concreta».

«Uno stallo per disabili è uno strumento di autonomia»

Per il Garante la questione va oltre il singolo episodio. Gli spazi riservati alle persone con disabilità rappresentano infatti uno strumento indispensabile per garantire mobilità e accessibilità.

«Uno stallo per persone con disabilità non è semplicemente un posto auto – prosegue Montani – ma uno strumento di autonomia, accessibilità e dignità. Quando un cittadino mi segnala che quello spazio potrebbe essere stato utilizzato impropriamente, io ho il dovere di ascoltare quella voce e di farmene carico».

Il ruolo del Garante, sottolinea Montani, è proprio quello di rappresentare un punto di riferimento per chi può avere maggiori difficoltà nel far sentire la propria voce e nel trovare i canali attraverso i quali chiedere il rispetto dei propri diritti.

La richiesta inviata a Sei Toscana

Nella segnalazione trasmessa a Sei Toscana, il Garante chiede innanzitutto di verificare formalmente quanto accaduto.

In particolare, viene chiesto di identificare il mezzo e il personale eventualmente coinvolto e di accertare le ragioni per le quali la spazzatrice si sarebbe trovata nello stallo riservato.

Qualora quanto segnalato dai cittadini venisse confermato, Montani chiede all’azienda di adottare gli opportuni provvedimenti e richiamare il personale al rigoroso rispetto degli spazi riservati alle persone con disabilità.

Il Garante ha inoltre chiesto un riscontro sulle verifiche effettuate e sulle eventuali misure che saranno adottate per evitare che episodi analoghi possano ripetersi.

«Non cerco colpevoli, cerco risposte»

«Non cerco colpevoli a prescindere – conclude il Garante – cerco risposte. E soprattutto voglio che i cittadini sappiano che, quando mi segnalano una difficoltà o una possibile violazione dei loro diritti, quella segnalazione viene presa in carico. Il Garante deve essere una porta aperta, soprattutto per chi è più fragile».

Per Montani, dunque, la vicenda non riguarda soltanto l’eventuale occupazione di un parcheggio riservato, ma richiama un principio più generale: il rispetto dei diritti delle persone con disabilità deve tradursi in comportamenti concreti e quotidiani.

«Dare voce ai cittadini fragili significa anche avere il coraggio di chiedere conto delle situazioni che vengono segnalate. È questo il senso del mio incarico: ascoltare, prendere in carico e cercare soluzioni».

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