Luglio 2026, caldo mai visto prima: a Grosseto infranti tutti i record. «Ormai il Mediterraneo è una stufa» | MaremmaOggi Skip to content

Luglio 2026, caldo mai visto prima: a Grosseto infranti tutti i record. «Ormai il Mediterraneo è una stufa»

L’analisi del meteorologo Roberto Costantini sui dati della stazione LaMMA: mese di luglio eccezionale per temperature diurne e notturne. Trenta notti tropicali su 31 e massime sopra i 30 gradi per tutto il mese
Luglio da record per il caldo a Grosseto

GROSSETO. Luglio 2026 entra di diritto nella storia della meteorologia maremmana.

Non soltanto come uno dei mesi più caldi mai registrati, ma come quello che, sotto molti aspetti, ha riscritto i record climatici della provincia.

È quanto emerge dall’analisi del meteorologo Roberto Costantini, elaborata sui dati della stazione LaMMA di Grosseto, che fotografa una situazione senza precedenti: temperature elevate giorno e notte, caldo persistente e un mare sempre più caldo che alimenta afa e fenomeni estremi.

Tutti i record del caldo sono caduti

Il dato che colpisce maggiormente è la temperatura massima media del mese, che ha raggiunto 33,9 gradi, praticamente in linea con il luglio 2022 (34 gradi) e ben superiore alle medie climatiche degli ultimi trent’anni.

Se il confronto viene fatto con il periodo di riferimento 1991-2020, la differenza supera i 2,5 gradi, mentre rispetto al decennio 2016-2025, già caratterizzato da estati molto calde, luglio 2026 risulta comunque il più estremo.

Ma sono soprattutto gli altri indicatori a raccontare quanto sia stato eccezionale questo mese.

Per tutti i 31 giorni di luglio la temperatura massima ha superato i 30 gradi, mentre in 14 giornate il termometro è salito oltre i 34 gradi.

Anche il caldo notturno ha raggiunto livelli mai osservati in passato.

 

 

Trenta notti tropicali su trentuno

Il dato forse più impressionante riguarda proprio le ore notturne.

Secondo la classificazione dell’Organizzazione mondiale della meteorologia, una notte tropicale è quella in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi.

A Grosseto questo è accaduto 30 notti su 31, un record assoluto per la serie storica presa in esame.

L’unica notte “più fresca” ha comunque fatto registrare una minima di 19,1 gradi, valore che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato elevato anche per il pieno dell’estate.

Ancora più significativo è il numero di notti con temperature superiori ai 22 gradi: sono state 18, quasi il triplo della media registrata nel decennio precedente. Anche questo rappresenta un primato assoluto.

Indicatore Media 2016-2025 Luglio 2026 Scarto Posizione su 11 anni
Notti con temperatura minima superiore a 20 °C 18,8 giorni 30 giorni +11,2 giorni 1° posto, record
Notti con temperatura minima superiore a 22 °C 6,2 giorni 18 giorni +11,8 giorni 1° posto, record
Temperatura minima media 20,5 °C 22,4 °C +1,9 °C 1° posto, record
Notte più fresca 16,6 °C 19,1 °C +2,5 °C 1° posto, record

Il Mediterraneo sempre più caldo alimenta l’afa

Secondo Costantini, la causa principale di questa situazione è ormai strutturale. Negli ultimi anni l’anticiclone delle Azzorre, tradizionalmente responsabile delle estati stabili ma relativamente miti, si è progressivamente indebolito, lasciando sempre più spazio all’anticiclone subtropicale africano, che trasporta verso l’Italia masse d’aria molto più calde provenienti dal Sahara.

Questo continuo afflusso di aria calda mantiene condizioni di alta pressione e forte insolazione, riscaldando progressivamente anche il Mar Mediterraneo. Il mare, una volta accumulato questo enorme quantitativo di energia, continua poi a rilasciarlo durante la notte, impedendo alle temperature di diminuire e alimentando l’afa che rende difficile trovare sollievo anche dopo il tramonto.

Mare vicino ai 30 gradi e rischio di fenomeni estremi

L’analisi evidenzia anche un altro aspetto preoccupante. Le rilevazioni satellitari di fine luglio mostrano nel Tirreno temperature superficiali del mare prossime ai 30 gradi. Una condizione che, oltre a poter alterare gli equilibri degli ecosistemi marini, rappresenta anche un enorme serbatoio di energia.

Un mare così caldo aumenta infatti l’evaporazione e rende l’atmosfera molto più ricca di umidità. Quando arriveranno correnti più fresche dal Nord Europa, questa energia potrà trasformarsi rapidamente in temporali intensi e localmente violenti.

E il caldo non è ancora finito

Le previsioni analizzate da Costantini indicano che l’anticiclone africano continuerà a dominare almeno fino a Ferragosto.

Le temperature massime potrebbero risultare leggermente inferiori rispetto ai picchi registrati a luglio, ma resteranno comunque sopra la media stagionale. Proseguiranno anche le notti afose, mentre nelle aree interne e sui rilievi non si escludono temporali pomeridiani, generalmente isolati e di breve durata.

Cos’è l’anticiclone africano

L’anticiclone africano è una vasta area di alta pressione che si forma sulle regioni sahariane e, quando le condizioni atmosferiche lo favoriscono, si espande verso il Mediterraneo e l’Europa meridionale. Porta con sé aria molto calda e secca, cielo sereno e temperature spesso superiori ai 35 gradi.

Diverso è l’anticiclone delle Azzorre, di origine atlantica, che storicamente garantiva estati più temperate grazie all’arrivo di correnti oceaniche più fresche. Secondo gli studiosi, il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequente e persistente la presenza dell’anticiclone africano, trasformando le ondate di calore in una caratteristica ricorrente delle estati mediterranee.

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