Rinnovabili, cresce la protesta in Val di Cornia | MaremmaOggi Skip to content

La Val di Cornia si ribella ai maxi impianti: Giani contestato, esplode anche la protesta dei sindaci

La protesta contro i grandi impianti per le energie rinnovabili torna a crescere in Val di Cornia. Il Comitato Terre di Val di Cornia esce deluso dall’incontro con il presidente Eugenio Giani, mentre la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini attacca il Mase per i soli quindici giorni concessi, in pieno agosto, per presentare osservazioni sulle integrazioni del progetto agrivoltaico “Piombino”
La protesta del Comitato Terre Val di Cornia a villa Mussio
La protesta del Comitato Terre Val di Cornia a villa Mussio

VAL DI CORNIA. La transizione energetica continua a dividere la Val di Cornia. Da una parte i cittadini che chiedono di fermare quella che definiscono una “speculazione energetica”, dall’altra le amministrazioni locali che lamentano procedure sempre più accelerate e tempi giudicati insufficienti per esaminare progetti destinati a cambiare il territorio.

Nel giro di ventiquattro ore si sono infatti susseguite due prese di posizione che raccontano lo stesso malessere: il Comitato Terre di Val di Cornia, che ha incontrato il presidente della Regione Eugenio Giani senza ottenere le risposte attese, e la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini, che ha protestato contro il Ministero dell’Ambiente per aver concesso appena quindici giorni, in pieno agosto, per presentare osservazioni sulle integrazioni del progetto agrivoltaico “Piombino”.

Il Comitato: “Da Giani ancora nessuna risposta”

L’incontro è avvenuto martedì 4 agosto a Campiglia Marittima, in occasione degli “Incontri di Villa Mussio”. Oltre cento cittadini hanno atteso il presidente della Regione esponendo uno striscione con la scritta “No speculazione energetica, Giani difendi il territorio”.

A rappresentare il Comitato Terre di Val di Cornia è stato il portavoce Marco Bonucci, che ha consegnato a Giani un dossier contenente mappe dei progetti già autorizzati e di quelli in corso di valutazione, analisi delle criticità e alcune proposte per una transizione energetica ritenuta compatibile con il territorio.

Le richieste avanzate sono quattro: un sopralluogo del presidente della Regione in Val di Cornia insieme ai cittadini, l’apertura di un tavolo pubblico con Terna, amministrazioni e comitati, l’accelerazione del procedimento per l’apposizione del vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza e l’audizione della coalizione TESS durante l’elaborazione della legge regionale sulle aree idonee.

Secondo il Comitato, però, le risposte ricevute sarebbero state generiche. Giani avrebbe ricordato come molte competenze appartengano al Governo nazionale e avrebbe parlato anche di una componente di strumentalizzazione politica nella protesta.

Per il Comitato il confronto si è quindi chiuso senza impegni concreti e la mobilitazione continuerà.

Pasquini: “Quindici giorni ad agosto sono inaccettabili”

A rendere ancora più acceso il clima è arrivata, il giorno successivo, la presa di posizione della sindaca di Suvereto Jessica Pasquini.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti trasmesso le integrazioni del progetto dell’impianto agrivoltaico denominato “Piombino”, chiedendo agli enti interessati di presentare eventuali osservazioni entro il 20 agosto.

Una finestra di appena quindici giorni, interamente compresa nel periodo di Ferragosto.

«Un sentito ringraziamento al Mase – ha scritto ironicamente la sindaca – che oggi trasmette le integrazioni con richiesta di esprimere osservazioni entro il 20 agosto. Quindici giorni di tempo in pieno agosto, vale ovviamente il silenzio-assenso».

Un messaggio breve ma durissimo, con cui Pasquini contesta soprattutto il metodo seguito nella procedura amministrativa.

Il progetto “Piombino”

Il progetto oggetto della nuova fase istruttoria riguarda un impianto agrivoltaico da 32,06 MWp, previsto nelle località Alturetta e Paduletto, nel comune di Piombino, su un’area agricola di circa 39,7 ettari. L’intervento comprende sei sottocampi fotovoltaici, una nuova sottostazione elettrica e opere di connessione alla rete nazionale con collegamento alla stazione Terna di Populonia. La documentazione progettuale evidenzia che l’impianto manterrebbe l’attività agricola attraverso coltivazioni di leguminose e ulivi, nel rispetto delle linee guida nazionali per l’agrivoltaico.

Una protesta che si allarga

Le due vicende mostrano come il dibattito sulle energie rinnovabili in Val di Cornia si stia spostando sempre più dal merito dei singoli impianti alle modalità con cui vengono autorizzati.

I comitati chiedono una pianificazione complessiva che eviti la concentrazione di grandi impianti nello stesso territorio e rivendicano un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.

Le amministrazioni, pur senza mettere in discussione la necessità della transizione energetica, chiedono invece tempi adeguati per analizzare progetti complessi e poter esercitare fino in fondo il proprio ruolo nelle procedure autorizzative.

Il confronto, insomma, appare destinato a proseguire, mentre in Val di Cornia continuano ad arrivare nuovi progetti legati alle energie rinnovabili e alle infrastrutture di connessione alla rete elettrica nazionale.

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