Leonardo Marras apre alla candidatura a sindaco di Grosseto: «Sono a disposizione, decideremo entro Natale» | MaremmaOggi Skip to content

Marras rompe il silenzio sul Comune: «Sono a disposizione». E fissa la data della decisione

L’assessore regionale, ospite del talk di Giancarlo Capecchi, affronta per la prima volta il tema della corsa a Palazzo Comunale: «Non è una scelta personale, ma un progetto che deve coinvolgere tutta la città»
Leonardo Marras e Giancarlo Capecchi sul palco del talk alle Terme Leopoldine di Marina di Grosseto
Leonardo Marras e Giancarlo Capecchi sul palco del talk alle Terme Leopoldine di Marina di Grosseto

GROSSETO. Per la prima volta Leonardo Marras affronta in modo articolato e pubblico il tema della sua possibile candidatura a sindaco di Grosseto. Non c’è un sì, ma nemmeno un no. C’è soprattutto un ragionamento politico che va oltre il suo nome e che mette al centro il futuro della città, il ruolo del Partito Democratico e la necessità di costruire un progetto civico e ampio.

L’occasione è stata il talk domenicale condotto da Giancarlo Capecchi alle Terme Leopoldine di Marina di Grosseto, dove il giornalista ha ripreso le dichiarazioni che da tempo il deputato e segretario dell’Unione comunale Pd Marco Simiani fa sul possibile ruolo di Marras come candidato del centrosinistra.

L’assessore regionale all’economia, turismo e agricoltura non si è sottratto. Anzi, ha colto l’occasione per spiegare il proprio punto di vista, tracciando una sorta di manifesto politico per le prossime amministrative.

Simiani lo indica da tempo, Marras spiega perché oggi il quadro è cambiato

Marras ricorda come Simiani avesse indicato il suo nome già un anno fa, addirittura prima delle elezioni regionali, sorprendendo molti all’interno dello stesso Pd.

«Questa intenzione che aveva già dichiarato l’anno scorso Marco spiazzando tutti… è una questione che attiene al fatto che il Partito Democratico e il centrosinistra si pongono il problema di essere adeguati a un momento nel quale in tanti testimoniano un declino difficilmente governabile».

Secondo Marras, il tema non riguarda l’ambizione personale, ma la necessità di mettere in campo «autorevolezza, esperienza, capacità di intervento, relazioni e conoscenze» per affrontare una fase complessa della città.

«Mi chiedono tutti se farò il sindaco»

L’assessore racconta che, negli ultimi mesi, la domanda gli viene rivolta continuamente.

«Girando per la città oppure a Marina mi fanno tutti più o meno la stessa domanda: “Lo fai il sindaco?”. E subito dopo arriva anche l’altra: “Ma mica lascerai la Regione?”».

Due interrogativi che descrivono bene il bivio davanti al quale si trova oggi uno degli esponenti politici più influenti della Maremma.

«Non sono padrone del mio tempo»

È probabilmente questo il passaggio più significativo dell’intervento.

Marras riprende il concetto espresso pochi giorni prima davanti all’assemblea provinciale del Partito Democratico.

«Non sono padrone del mio tempo».

Una frase che spiega così:

«Quando uno ha dedicato una vita alla politica e ha chiesto la fiducia dei cittadini non è del tutto libero di fare quello che gli pare. Deve ascoltare coloro che rappresenta e che gli hanno dato fiducia».

Da qui arriva la disponibilità, ma anche il primo grande “ma”.

«Sono a disposizione, ma non è la questione di cosa farò io o cosa sceglierò io. È che cosa sceglieremo noi».

Il Pd da solo non basta

Marras allarga quindi il ragionamento.

Per lui il Partito Democratico rappresenta il punto di partenza, ma non può essere il punto di arrivo.

«Il Pd non è sufficiente da solo».

L’obiettivo, spiega, deve essere quello di costruire un progetto che coinvolga la società civile, le competenze e le energie presenti sul territorio.

«Una città come Grosseto non si può governare solo con gli schemi dei partiti, che ormai sono spesso scatole vuote. Esistono tante persone, tante idee e tante competenze che oggi stanno lontane dall’impegno politico ma potrebbero dare un enorme contributo».

L’immagine utilizzata è quella di una fotografia del futuro.

«Bisogna immaginare come vorremmo vedere Grosseto fra vent’anni e costruire oggi quel percorso».

Il peso del suo ruolo in Regione

L’altro elemento centrale del ragionamento riguarda l’incarico che Marras ricopre oggi in Regione Toscana.

L’assessore rivendica senza enfasi il peso politico della delega che gli è stata affidata.

«Nei cinquantasei anni di storia della Regione Toscana non c’è mai stata un’influenza così rilevante di una persona nata in questo territorio che facesse parte del governo regionale».

Ricorda come nessun assessore grossetano abbia mai avuto contemporaneamente deleghe così strategiche per l’economia regionale.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende la decisione particolarmente delicata.

Lasciare un ruolo di questo tipo, spiega, non può essere una scelta presa con leggerezza.

Un altro momento del talk
Un altro momento del talk

«Sarebbe irresponsabile scegliere da solo»

Per questo Marras rifiuta l’idea di sciogliere subito la riserva.

«Oggi non si può dire: scelgo una strada o l’altra. Sarebbe sciocco e irresponsabile scegliere per conto di tutti».

La candidatura, spiega, dovrà inserirsi in una strategia complessiva del centrosinistra e dovrà essere valutata anche in funzione delle alternative disponibili.

«L’ideale sarebbe trovare anche valide alternative. Ce ne sono».

Parole che confermano come il Pd non abbia ancora chiuso il percorso di individuazione del candidato.

Il giudizio sul centrodestra

Nel finale Marras allarga ancora il ragionamento e lancia anche una valutazione politica sull’attuale amministrazione cittadina.

Parla di un ciclo amministrativo ormai consumato e di una maggioranza che, a suo giudizio, porta sulle spalle «dieci anni di critiche e di scivolamenti».

Secondo l’assessore regionale, proprio questa situazione renderebbe il centrosinistra competitivo, purché riesca a presentarsi con un progetto credibile e condiviso.

La decisione entro Natale

Alla fine, però, una scadenza Marras la indica.

«Prima di Natale questa strada andrà presa, questa scelta andrà fatta». Anche se poi, a talk concluso, molti esponenti del Pd hanno detto che Natale è tardi. Forse sarebbe meglio avere un quadro chiaro a ottobre.

E conclude tornando sul concetto iniziale.

«Io sono a disposizione di questa discussione. Se dovessi fare questa scelta dovrà esserci un progetto capace di spiegare ai cittadini perché vale la pena lasciare un incarico regionale di questo livello. Alla fine i padroni del tempo sono quelli che ti chiamano a fare delle cose».

Il messaggio è chiaro: la porta resta aperta. Ma la candidatura non sarà il frutto di una decisione individuale. Per Marras dovrà essere il punto di arrivo di un progetto politico più largo, capace di unire il centrosinistra e una parte della città.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati