Centri estivi, il garante lancia l'allarme. «I diritti non si fermano con la chiusura delle scuole» | MaremmaOggi Skip to content

Centri estivi, il garante lancia l’allarme. «I diritti non si fermano con la chiusura delle scuole»

Nuovo appello alle istituzioni per garantire continuità educativa ai bambini e ai ragazzi con disabilità anche durante l’estate
Il garante della disabilità del comune di Grosseto, Diego Montani

GROSSETO. «La disabilità non va in vacanza e i diritti non possono fermarsi con la chiusura delle scuole»: è questo il messaggio lanciato dal Diego Montani  garante dei diritti delle persone con disabilità del Comune di Grosseto, che torna a intervenire sulla situazione dei centri estivi, a oltre un mese dalle prime segnalazioni ricevute dalle famiglie.

Molte famiglie continuano a vivere una situazione di incertezza sulla possibilità per i propri figli con disabilità di frequentare i centri estivi con il necessario supporto educativo. Una criticità che, secondo Montani, mette in evidenza un problema più ampio: la difficoltà di garantire continuità ai percorsi educativi, relazionali e di inclusione durante il periodo estivo.

«La disabilità non segue il calendario scolastico»

«Con la chiusura delle scuole sembra spesso che anche l’attenzione verso i bisogni delle persone con disabilità si interrompa. Ma la disabilità non segue il calendario scolastico. La disabilità non va in vacanza», dice Montani.

Dietro ogni persona con disabilità, ricorda il garante, c’è una famiglia che ogni giorno garantisce assistenza, cura, accompagnamento e sostegno educativo. Famiglie che si fanno carico di responsabilità continue e che, proprio nei mesi estivi, non possono essere lasciate sole.

Secondo le segnalazioni arrivate al suo ufficio, nel territorio grossetano il sostegno educativo nei centri estivi sarebbe in alcuni casi garantito solo per periodi limitati, anche di appena quindici giorni sull’intera durata dell’estate.

Il richiamo ai diritti

Montani richiama quindi il quadro normativo che tutela le persone con disabilità. Dall’articolo 3 della Costituzione alla legge 104 del 1992, fino alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, che riconosce il diritto alla piena partecipazione alla vita della comunità, all’educazione inclusiva e alle attività ricreative e sociali.

Il garante ricorda inoltre la riforma del progetto di vita, introdotta con il decreto legislativo 62 del 2024, che rafforza il principio di una presa in carico personalizzata e continuativa della persona con disabilità.

A sostegno della propria posizione cita anche due sentenze della Corte costituzionale (la n. 80 del 2010 e la n. 275 del 2016), che ribadiscono come i diritti fondamentali delle persone con disabilità non possano essere sacrificati per esigenze organizzative o di bilancio.

La richiesta agli enti

Per questo Montani rinnova l’appello agli enti competenti affinché venga definita una programmazione strutturale dei servizi educativi estivi, con tempi certi, risorse adeguate e un coordinamento stabile tra Comune, Coeso, Azienda Usl Toscana sud est, scuola, servizi sociali e Terzo settore.

«Le famiglie hanno diritto non soltanto a risposte, ma anche a certezza, programmazione e continuità – dice – Una comunità si misura dalla capacità di rendere effettivi i diritti delle persone più fragili. I diritti delle persone con disabilità non sono concessioni amministrative né servizi eventuali: sono diritti fondamentali. Perché una società realmente inclusiva non lascia nessuno solo quando i riflettori si spengono. La disabilità non va in vacanza e i diritti non possono conoscere stagioni».

 
 
 

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