Ruba in ambulanza, poi creano un video con l'IA per incastrare un innocente: tre indagati | MaremmaOggi Skip to content

Ruba in ambulanza, poi creano un video con l’IA per incastrare un innocente: tre indagati

L’amarezza del presidente dell’associazione di volontariato: «Da 53 anni con questa divisa addosso mai una cosa simile: è stata una coltellata alle spalle». I tre sono stati denunciati e allontanati
Le Casse Mutue di Boccheggiano

BOCCHEGGIANO. Creare un video con l’intelligenza artificiale per cercare di farla franca. E, contemporaneamente, addossare la colpa a una persona che non c’entrava nulla, soltanto perché c’era stata una discussione.

Peccato però che a scoprire tutta questa messa in scena siano stati i carabinieri della stazione di Montieri e che, per tre volontari delle Casse Mutue di Boccheggiano, siano cominciati i guai veri: quelli con la Procura, che ha aperto un fascicolo e iscritto i loro nomi nel registro degli indagati.

Sembra un racconto di fantasia. Invece è quello che è successo nella frazione mineraria, dove i volontari, quelli onesti, hanno fatto quadrato intorno al loro presidente.

«Indosso questa divisa da 53 anni – dice Carlo Traditi, da 35 alla guida delle Casse Mutue – Ne ho 73. Scoprire quello che è successo è stato come ricevere una coltellata alle spalle. Guido l’associazione dal 1988, da quando l’allora presidente mi affidò questo incarico mentre era ricoverato in ospedale, due ore prima di morire. Mai mi sarei aspettato che qualcuno dei miei volontari si comportasse così».

I furti sull’ambulanza

Sulle due ambulanze delle Casse Mutue di Boccheggiano viene da sempre lasciata una piccola somma di denaro per le esigenze dei volontari durante i servizi.

«A volte dobbiamo restare fuori molte ore – spiega Traditi – e può servire comprare un panino, una bottiglia d’acqua o prendere un caffè. Per questo abbiamo sempre lasciato una piccola cifra sui mezzi».

Poco più di un centinaio di euro, nulla di eccessivo.

Poi qualcosa cambia.

Un primo ammanco, poi un secondo, infine un terzo. Quasi 500 euro spariscono dalle ambulanze.

«Dopo il primo furto uno dei volontari mi disse che avrebbe installato una telecamera – racconta – Non lo avrei nemmeno denunciato. Volevo soltanto parlargli e dirgli che, se aveva bisogno, bastava chiedere invece di rubare».

Perché il principio del volontariato è questo: aiutare gli altri. Sempre.

La telecamera che non registrava

La telecamera, però, non aveva mai funzionato

Il volontario che si era offerto di installarla lo aveva fatto soltanto per conquistare la fiducia del presidente. Traditi, nel frattempo, aveva presentato denuncia ai carabinieri e aveva anche riferito dell’esistenza dell’impianto di videosorveglianza.

«Ai volontari avevo detto che avevo presentato la denuncia a nome mio e che l’avrei ritirata in qualsiasi momento se chi aveva preso quei soldi si fosse fatto avanti – spiega – Nessuno di noi avrebbe avuto problemi a capire un momento di difficoltà».

Ma nessuno confessò. «Avevo anche detto loro – aggiunge – che passare da un’associazione di volontariato a un’associazione a delinquere è un attimo».

Traditi non è arrabbiato. È profondamente amareggiato. Perché quello che succede dopo supera ogni immaginazione.

Il video creato con l’intelligenza artificiale

È qui che la vicenda prende una piega ancora più inquietante. Il presidente era convinto che la telecamera avesse ripreso il ladro e aveva chiesto al volontario di consegnare il filmato ai carabinieri.

In realtà, quell’apparecchio non aveva registrato nulla. 

I carabinieri di Montieri

Così, prima della consegna, venne creato un video con l’intelligenza artificiale. L’autore dei furti aveva confidato tutto al volontario che aveva installato l’impianto.

Insieme a un terzo volontario, che nutriva rancore nei confronti di un ragazzo del paese, un 19enne completamente estraneo all’associazione, decisero di far ricadere su di lui ogni responsabilità.

Utilizzarono la sua immagine per creare un falso filmato da consegnare ai carabinieri come prova del furto.

Ed ecco la scena perfetta: il giovane ripreso mentre si mette i soldi in tasca. Peccato che fosse tutto falso.

La croce al collo che smaschera il video

Il presidente consegna il filmato ai carabinieri. Si vedono solo fermo immagini. Ma c’è un dettaglio che non convince.

«Nel video – racconta Traditi – il ragazzo accusato del furto, che è musulmano, indossava una vistosa croce al collo».

È proprio quel particolare a far scattare i sospetti dei militari della stazione di Montieri, che approfondiscono gli accertamenti e riescono a ricostruire l’intera macchinazione, individuandone gli autori.

«Non finirò mai di ringraziare i carabinieri di Montieri – dice Traditi – perché hanno evitato che un ragazzo innocente finisse nei guai».

I tre volontari sono stati allontanati dall’associazione. 

La Procura li ha iscritti nel registro degli indagati, a vario titolo, per furto, calunnia e favoreggiamento.

«Ho rinunciato a tutto per Boccheggiano, ora si riparte»

La delusione di Carlo Traditi affonda le radici in una vita dedicata al paese. Diplomato perito minerario, nel 1973 aveva ricevuto un’offerta di lavoro in Madagascar.

«Mi offrivano sei milioni di lire al mese – ricorda – Sono rimasto a lavorare nelle miniere di Boccheggiano per trecentomila lire. Ho scelto di restare qui e di costruire, insieme agli altri volontari, un’associazione di cui andare orgogliosi».

Da oltre trent’anni guida le Casse Mutue.

«Abbiamo assunto anche due dipendenti e continuiamo a portare avanti questa realtà con lo stesso spirito di sempre. Il Comune ci ha insigniti del Marrone d’Argento. Questa pugnalata alle spalle non la meritavo – dice – E non la meritavano nemmeno tutti quei volontari che ogni giorno sacrificano il proprio tempo per aiutare gli altri».

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