MAGLIANO IN TOSCANA. Prima la corsa disperata per cercare di salvarlo, poi le convulsioni, infine la morte, davanti agli occhi di chi aveva provato a fare tutto il possibile. Una scena che chi era presente a Cala di Forno, nel cuore del Parco della Maremma, dice di non riuscire a dimenticare.
A raccontarla è una lettrice, che ha deciso di scrivere alla redazione per ricostruire quanto accaduto e chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda.
«Quello che abbiamo visto non dovrebbe succedere mai – scrive – ma purtroppo è accaduto davanti a decine di persone».
Il cane allo stremo, poi i due uomini si allontanano
Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato con l’arrivo di due uomini accompagnati da un cane ormai in condizioni disperate.
L’animale, spiega la testimone, era fortemente disidratato, respirava con estrema difficoltà e mostrava tutti i sintomi compatibili con un grave colpo di calore.
«Mi sono avvicinata per capire se potessi essere utile – racconta – Mi hanno detto di non avere più acqua e che in nove anni il cane non era mai stato così male. Hanno spiegato di provenire da un’azienda agricola della zona e mi hanno chiesto di restare accanto all’animale, assicurando che sarebbero tornati con una jeep e con i soccorsi».
Da quel momento, però, nessuno sarebbe più tornato.
Tre convulsioni, poi la morte davanti ai bagnanti
Con il passare dei minuti le condizioni del cane sarebbero peggiorate rapidamente.
«Ha iniziato ad avere crisi sempre più violente – racconta ancora la donna – Ha avuto tre convulsioni e, dopo una lunga sofferenza, è morto davanti a noi. È stato devastante assistere a quella scena».
Parole che descrivono una vicenda destinata a lasciare molti interrogativi.
«Ora bisogna capire cosa è successo davvero»
La lettrice chiede che vengano accertati tutti i fatti.
«Se quelle persone avevano davvero intenzione di tornare – scrive – bisogna capire perché non lo abbiano fatto. Se invece hanno deciso di lasciare il cane al suo destino, ci troviamo davanti a un comportamento gravissimo. È necessario verificare anche se i soccorsi siano stati attivati e abbiano funzionato correttamente».
Una richiesta che punta a chiarire ogni passaggio della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità.
Il Parco della Maremma: «Vicenda gravissima, segnaleremo tutto»
Sul caso interviene anche il presidente del Parco della Maremma, Simone Rusci, che definisce quanto accaduto «un episodio estremamente grave».
«Non solo perché portare un cane in quell’area costituisce una violazione del regolamento del Parco, ma soprattutto per le drammatiche conseguenze della vicenda», spiega.
Rusci precisa che i Guardiaparco sono intervenuti subito dopo la segnalazione, ma quando sono arrivati l’animale era già morto.
«Il cane era dotato di microchip e stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili per trasmettere la documentazione all’autorità competente, che valuterà gli eventuali profili di responsabilità».
Il presidente ricorda infine che, in caso di emergenze all’interno dell’area protetta, i Guardiaparco sono il punto di riferimento più rapido, grazie alla loro conoscenza del territorio e delle procedure di intervento.



