GROSSETO. Ci sono paesaggi che si scoprono soltanto dopo il tramonto. Quando il sole scompare dietro le colline e le ultime luci dei paesi si affievoliscono, la Maremma mostra uno dei suoi volti meno conosciuti. Sopra boschi, campagne e spiagge compare un cielo che in gran parte d’Italia è ormai diventato un’eccezione: migliaia di stelle tornano visibili a occhio nudo, la Via Lattea attraversa la notte come una lunga fascia luminosa e, nelle settimane centrali dell’estate, arrivano anche loro, le Perseidi.
Le chiamiamo ancora stelle cadenti.
In realtà sono minuscoli frammenti di polvere lasciati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, che ogni anno la Terra incontra lungo la propria orbita. Entrando nell’atmosfera a velocità impressionanti, quei granelli si consumano in una scia luminosa che dura appena un istante, ma che continua ad affascinare l’uomo da secoli.
È uno spettacolo che si ripete ogni estate. E la Maremma è uno dei luoghi migliori della penisola per osservarlo.
Il valore del buio
Può sembrare un paradosso, ma il vero tesoro della Maremma non sono le stelle.
È il buio.
In un’epoca in cui l’inquinamento luminoso cresce di anno in anno, trovare un cielo davvero scuro è diventato sempre più difficile. Le luci delle città illuminano l’atmosfera anche a decine di chilometri di distanza, cancellando le stelle più deboli e rendendo invisibile perfino la Via Lattea.
In Maremma, invece, esistono ancora aree dove la notte conserva la sua oscurità naturale.
Fra queste c’è Montauto, nel territorio di Manciano, indicata da anni dall’astrofisico Gianluca Masi, fondatore del Virtual Telescope Project, come una delle zone con il cielo più buio dell’Italia peninsulare. Da qui vengono realizzate osservazioni astronomiche seguite in tutto il mondo e negli ultimi anni il territorio ha iniziato a puntare anche sull’astroturismo, trasformando il cielo in una nuova risorsa ambientale e culturale.
Non è un caso isolato.
Anche il Parco della Maremma ha avviato studi per monitorare la qualità del cielo notturno, definendolo una vera e propria “riserva di buio”, un patrimonio naturale da proteggere al pari delle dune, dei boschi e delle zone umide.
Non solo la notte di San Lorenzo
Per tutti resta la notte di San Lorenzo, che poi è anche il patrono di Grosseto. È quella in cui si esce con una coperta, si guarda il cielo e si aspetta una scia luminosa a cui affidare un desiderio.
Dal punto di vista astronomico, però, il fenomeno è molto più lungo. Le Perseidi iniziano normalmente nella seconda metà di luglio, aumentano notte dopo notte e raggiungono il massimo tra il 12 e il 13 agosto, per poi diminuire lentamente fino alla fine del mese.
Il 10 agosto è soprattutto una data simbolica, legata alla tradizione cristiana e alle cosiddette “lacrime di San Lorenzo”, ma chi desidera osservare il maggior numero di meteore dovrebbe guardare il cielo qualche giorno dopo.
Il 2026, inoltre, offrirà condizioni particolarmente favorevoli grazie alla Luna Nuova, che lascerà il cielo molto più scuro proprio nei giorni del picco.
Come osservare le Perseidi
La buona notizia è che non serve alcuna attrezzatura. Le Perseidi si osservano meglio a occhio nudo.
L’importante è allontanarsi dalle luci artificiali, lasciare che gli occhi si abituino al buio per una ventina di minuti e scegliere un luogo con un orizzonte ampio.
Le ore migliori sono quelle dopo la mezzanotte, quando la Terra, nel suo moto intorno al Sole, incontra un numero maggiore di frammenti lasciati dalla cometa.
Per questo gli astronomi consigliano di non fissare una singola costellazione, ma di osservare l’intera volta celeste. E soprattutto di avere pazienza. Le Perseidi non arrivano quando le aspetti, arrivano all’improvviso.
Dove vedere le stelle in Maremma
È qui che il territorio offre il meglio di sé.
Le colline di Montauto, nel comune di Manciano, rappresentano il punto di riferimento per chi cerca il cielo più scuro.
Il Parco della Maremma, soprattutto nell’area di Collelungo, unisce il silenzio della costa a un inquinamento luminoso molto ridotto.
Il Monte Amiata offre panorami amplissimi e un’aria spesso più limpida, mentre il Monte Labro regala una visuale a trecentosessanta gradi che sembra sospendere l’osservatore tra terra e cielo.
Anche le campagne di Capalbio, le colline del Fiora, le aree interne delle Colline Metallifere e molti tratti della campagna maremmana permettono ancora di osservare un cielo che altrove è ormai difficile ritrovare.
Non esiste un solo luogo perfetto. Esiste il piacere di fermarsi dove le luci finiscono.
Un patrimonio che abbiamo sopra la testa
Per secoli il cielo è stato una bussola. I pescatori riconoscevano la Stella Polare, i contadini seguivano il ritmo delle stagioni, i viaggiatori imparavano a orientarsi osservando le costellazioni.
Oggi consultiamo uno schermo per sapere dove siamo.
Eppure basta una sera d’agosto, lontano dai lampioni, per ricordarsi che sopra la Maremma esiste ancora uno dei paesaggi più straordinari del nostro territorio. Non compare nelle guide turistiche, non si visita durante il giorno e non si compra un biglietto per ammirarlo.
Bisogna soltanto aspettare che il sole tramonti. E alzare gli occhi.
Le Perseidi in breve
Cosa sono? Minuscoli frammenti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle che si incendiano entrando nell’atmosfera terrestre.
Quando si vedono? Dal 17 luglio circa fino al 24 agosto, con il picco tra il 12 e il 13 agosto.
Quante se ne possono vedere? Nelle condizioni migliori anche oltre 80-100 meteore all’ora, anche se il numero varia in base al cielo e alle condizioni atmosferiche.
Servono strumenti? No. Si osservano meglio a occhio nudo.
Cinque consigli per non perderne nemmeno una
- • Allontanati dalle luci dei paesi.
- • Aspetta almeno venti minuti perché gli occhi si adattino al buio.
- • Evita di guardare continuamente il cellulare.
- • Osserva dopo la mezzanotte, quando il fenomeno è più intenso.
- • Porta una coperta o una sedia reclinabile: guardare il cielo con il collo piegato è il modo migliore per stancarsi.
Dove guardare il cielo
★★★★★ Montauto (Manciano)
★★★★★ Collelungo – Parco della Maremma
★★★★★ Monte Amiata
★★★★☆ Monte Labro
★★★★☆ Campagne di Capalbio
★★★★☆ Colline Metallifere
★★★★☆ Poggio Ballone
Le lacrime di San Lorenzo
La tradizione vuole che le stelle cadenti siano le lacrime di San Lorenzo, martire cristiano morto il 10 agosto del 258 d.C. La leggenda si è intrecciata nel tempo con il fenomeno astronomico delle Perseidi, trasformando ogni scia luminosa in un desiderio affidato al cielo.
Cos’è una “riserva di buio”
Così vengono definite le aree dove l’inquinamento luminoso è molto ridotto e il cielo conserva gran parte della sua oscurità naturale. Proteggere il buio significa tutelare non solo l’osservazione astronomica, ma anche la fauna notturna, i ritmi della natura e un patrimonio paesaggistico sempre più raro.
Come fotografare le stelle
Non serve una reflex professionale.
Con gli smartphone più recenti è possibile ottenere buoni risultati usando la modalità Notte, appoggiando il telefono su un supporto stabile e impostando un’esposizione di alcuni secondi. Più il cielo è buio, migliore sarà il risultato.



