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«L’ospedale si sta svuotando». L’allarme di Orbetello Bene Comune

Il movimento denuncia la carenza di personale, i servizi ridotti e i continui trasferimenti a Grosseto: «Il San Giovanni di Dio non può essere lasciato così»
L’ospedale San Giovanni di Orbetello

ORBETELLO. «L’ospedale San Giovanni di Dio si sta progressivamente svuotando di servizi, personale e attrezzature». È l’allarme lanciato da Orbetello Bene Comune, che chiede all’Asl Sud Est di chiarire quale futuro abbia in programma per il presidio ospedaliero e di intervenire per ripristinare i servizi ritenuti essenziali.

Secondo il movimento, negli anni il San Giovanni di Dio avrebbe subito un progressivo depotenziamento, a partire dalla chiusura del punto nascita. Una decisione che Orbetello Bene Comune definisce ancora oggi incomprensibile, ricordando come in Italia siano ancora attivi numerosi punti nascita con meno di 500 parti l’anno.

«Sempre meno servizi»

Orbetello Bene Comune elenca una lunga serie di criticità. Tra queste, l’assenza di numerose specialità ospedaliere, come otorinolaringoiatria, dermatologia, oculistica, neurologia, oncologia, ginecologia, pneumologia e infettivologia. Alcuni servizi sarebbero presenti soltanto in forma ambulatoriale e non sarebbero quindi in grado di supportare le urgenze del pronto soccorso, costringendo i pazienti a rivolgersi all’ospedale di Grosseto anche per esami specialistici.

Secondo il movimento, anche i posti letto sarebbero insufficienti rispetto al fabbisogno del territorio, con il conseguente ricorso al cosiddetto boarding del pronto soccorso, ovvero la permanenza prolungata dei pazienti su barelle o sedie in attesa di un posto letto nei reparti.

Le difficoltà dei reparti

Tra le criticità evidenziate da Orbetello Bene Comune ci sono anche quelle che riguardano la Cardiologia. Il reparto, spiegano, può contare su tre soli medici che devono dividersi tra attività ambulatoriale, consulenze al pronto soccorso, assistenza ai ricoverati, copertura dei turni notturni in Medicina generale e attività nella Casa di comunità.

Per quanto riguarda l’Ortopedia, il movimento sostiene che non vengano più eseguiti gli interventi per le fratture di femore, trasferiti a Grosseto. Il percorso fast-track, inoltre, sarebbe attivo soltanto quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì e per otto ore il sabato.

Anche la Chirurgia, secondo Orbetello Bene Comune, opererebbe con un organico ridotto a tre chirurghi, con sale operatorie chiuse nel fine settimana e limitazioni per alcuni interventi.

L’Ospedale di comunità dispone invece di quattro posti letto, ritenuti insufficienti per il bacino di utenza. A Pitigliano ne sarebbero previsti venti, anche se, sottolinea il movimento, al momento soltanto quattro risultano operativi.

Radiologia sotto pressione

Tra i reparti più in difficoltà, Orbetello Bene Comune indica la Radiologia. Secondo quanto riportato, il servizio dispone di un solo radiologo, è privo di direttore e garantisce la presenza del medico soltanto dalle 9 alle 19, dal lunedì al sabato. Nelle ore notturne e nei giorni festivi il servizio farebbe affidamento sulla teleradiologia di Grosseto.

La TAC sarebbe ormai datata e soggetta a frequenti guasti, costringendo al trasferimento dei pazienti a Grosseto. Anche l’apparecchiatura per l’ortopanoramica odontoiatrica, sempre secondo il movimento, sarebbe fuori uso da tempo.

Tra le criticità segnalate figura anche il servizio di automedica che, secondo Orbetello Bene Comune, riuscirebbe a coprire soltanto circa il 50% dei turni necessari.

«L’Asl chiarisca il futuro dell’ospedale»

Per Orbetello Bene Comune, il progressivo depotenziamento del San Giovanni di Dio finisce inevitabilmente per gravare sull’ospedale Misericordia di Grosseto, in particolare sul pronto soccorso, e rischia di non garantire un servizio adeguato a un territorio che durante la stagione estiva quintuplica il proprio bacino di utenza.

Per questo il movimento chiede all’Asl di chiarire quali siano le prospettive dell’ospedale di Orbetello e di ripristinare i servizi essenziali progressivamente ridotti.

«Oggi – conclude Orbetello Bene Comune – è stato raggiunto il limite oltre il quale non possiamo più chiamarlo né ospedale né un pronto soccorso all’altezza di servire un territorio vasto come quello dei Comuni di Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Magliano in Toscana e Isola del Giglio».

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