GROSSETO. Aveva paura che gli ritirassero la patente. Per questo, nella notte tra il 18 e il 19 giugno, non si era fermato all’alt dei carabinieri di Grosseto. Era stata questa la spiegazione fornita dal conducente lo scorso 20 giugno, durante l’udienza per direttissima in tribunale.
I carabinieri avevano intimato l’alt a un’auto in via Castiglionese. Il conducente, invece di fermarsi, aveva dato il via a un lungo inseguimento per le strade di Grosseto, raggiungendo velocità fino a 120 chilometri orari, percorrendo alcune vie contromano e speronando l’auto dei militari.
Il giudice Sergio Compagnucci aveva disposto il carcere per il conducente e convalidato gli arresti degli altri due occupanti. Nell’udienza di venerdì 10 luglio, lo stesso giudice ha ammesso tutti e tre al rito abbreviato.
Gli arresti e il rito abbreviato
A bordo dell’auto c’erano quattro persone. L’inseguimento si era concluso davanti alla questura di Grosseto, dove l’auto si era ribaltata. Uno degli occupanti era riuscito a fuggire, mentre gli altri tre erano stati arrestati.
Secondo quanto dichiarato dal conducente durante la direttissima, non si era fermato all’alt perché temeva che i carabinieri gli ritirassero la patente.
Il conducente era stato portato in carcere in attesa del processo, mentre per gli altri due arrestati il giudice Compagnucci aveva convalidato l’arresto senza applicare misure cautelari.
Il conducente e i due passeggeri, due dei quali difesi dall’avvocato Giulio Parenti e uno dall’avvocata Federica Putignano, saranno giudicati con il rito abbreviato.



