
PITIGLIANO. Leggendo la targhetta affissa alla parete si potrebbe intendere che Maria sia stata recentemente assunta al museo di palazzo Orsini di Pitigliano. Difficile da credere. Eppure così è riportato sotto al bellissimo dipinto murale del pittore cinquecentesco Girolamo di Benvenuto, raffigurante l’assunzione della Madonna in paradiso.
“Assunzione di Maria – Recruitment of Mary”.
La targhetta affissa sotto all’opera riporta testualmente: “Assunzione di Maria – Recruitment of Mary”. In inglese, infatti, recruitment significa reclutamento o assunzione lavorativa. E risultato è involontariamente esilarante: la Madonna sembra appena essere stata assunta come una normale dipendente.
Con una traduzione decisamente grossolana, uno dei quattro dogmi di fede mariani della chiesa cattolica è stato quindi completamente stravolto di significato. E così, in un cortocircuito linguistico, l’assunzione diventa una vero e proprio ingaggio lavorativo della vergine.
Lo scatto finisce sui social
L’errore è stato notato da una visitatrice attenta, e la fotografia è subito finita sulla pagina Facebook “L’inglese imbruttito” che da anni si dedica agli strafalcioni.
Nel giro di poco tempo il post ha raccolto decine di commenti ironici: «Ormai essere assunti ha del miracoloso» scherzano gli utenti. Battute inevitabili davanti a un errore che nasce probabilmente da una traduzione automatica, incapace di distinguere il significato religioso del termine “Assunzione” da quello legato al mondo del lavoro.
L’opera di Girolamo di Benvenuto
L’errore ha però permesso di mettere luce sullo storico palazzo-fortezza e museo della Diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello, custode di numerosi tesori della storia dell’arte, tra cui, appunto anche la bellissima opera del pittore senese Girolamo di Benvenuto, e proveniente dal convento della Santissima Trinità alla Selva, nel Comune di Santa Fiora. Oggi una delle opere più importanti custodite nel museo di Pitigliano.
Palazzo Orsini, un tesoro nel cuore del borgo
Il palazzo, un tempo residenza degli Aldobrandeschi, poi degli Orsini e infine dei vescovi diocesani si trova al centro di Pitigliano, in piazza della Repubblica, ed è un complesso architettonico tra i più affascinanti della Toscana meridionale, tanto da aver ottenuto dalla Regione Toscana il riconoscimento di rilevanza regionale.
Aperto nel 1989 il museo diocesano, ospita una corposa collezione di quadri, statue e altri oggetti d’arte provenienti dalle chiese del territorio che, per motivi di sicurezza, non potevano più essere ammirate nei luoghi di origine.
Diciotto sale di capolavori
Nell’architettura quasi labirintica del palazzo, tra corridoi, logge, spalti, ripide scale e sotterranei, si articolano le diciotto sale che ospitano capolavori del XV secolo, tra cui una Madonna col Bambino di Jacopo della Quercia, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Santa Fiora e la sala della biblioteca, con una raccolta di incunaboli e cinquecentine.
Un errore che si potrà correggere
Basterà sostituire una semplice parola sulla didascalia per eliminare lo strafalcione. Nel frattempo, però, quella traduzione improbabile ha fatto sorridere migliaia di persone e, paradossalmente, ha regalato al museo una pubblicità che difficilmente avrebbe ottenuto in altro modo.



