Alberese celebra i 90 anni della chiesa abbaziale: domenica la Messa per l'anniversario | MaremmaOggi Skip to content

La chiesa nata con la bonifica compie 90 anni: Alberese celebra la sua storia

Dalla rinascita della Maremma alla consacrazione del 1936: domenica 12 luglio il borgo festeggia il novantesimo anniversario della chiesa abbaziale di Santa Maria
La chiesa di Alberese e una foto storica dell'abbazia di San Rabano (Piero Azzolino, archivio Corsini, Fototeca della Maremma)
La chiesa di Alberese e una foto storica dell’abbazia di San Rabano (Piero Azzolino, archivio Corsini, Fototeca della Maremma)

ALBERESE. Novant’anni di storia, fede e identità. Domenica 12 luglio la comunità di Alberese celebrerà il 90° anniversario della consacrazione della chiesa abbaziale di Santa Maria, avvenuta il 12 luglio 1936, con una Santa Messa alle 19, seguita da un momento di festa nel giardino dell’oratorio.

Un anniversario che va oltre la ricorrenza religiosa. La chiesa rappresenta infatti il simbolo della nascita del borgo moderno di Alberese, cresciuto grazie alla bonifica della Maremma e all’arrivo di centinaia di famiglie provenienti soprattutto dal Veneto, dal Friuli e dalla Lombardia.

Una chiesa nata insieme al nuovo Alberese

Negli anni Venti Alberese era ancora una terra difficile, segnata dalla malaria e dalle grandi aree paludose. La svolta arrivò nel 1926, quando la Tenuta passò all’Opera Nazionale Combattenti, che avviò uno dei più importanti interventi di bonifica dell’intera Maremma.

Strade, canali, energia elettrica, acqua potabile e decine di poderi cambiarono completamente il volto del territorio.

In appena cinque anni la popolazione quadruplicò, passando da 352 abitanti nel 1926 a 1.464 nel 1931. La piccola cappella della fattoria granducale non bastava più: serviva una nuova chiesa capace di diventare il punto di riferimento della comunità che stava nascendo.

Il progetto dell’ingegnere Enzo Fedi

L’incarico venne affidato all’ingegnere Enzo Fedi su iniziativa del presidente dell’Opera Nazionale Combattenti, il conte Valentino Orsolini Cencelli.

Il percorso progettuale non fu semplice.

Il primo progetto del 1933 prevedeva una struttura in cemento armato rivestita in laterizio, ma il Comitato tecnico impose una soluzione più tradizionale in muratura, valorizzando il calcare estratto dalle cave di Alberese.

Anche il luogo di costruzione cambiò. L’area inizialmente scelta lungo la vecchia Aurelia fu giudicata inadatta per la vicinanza del canale Perazzetta. Si decise quindi di demolire la vecchia caserma dei carabinieri, liberando lo spazio dove ancora oggi sorge la chiesa.

La prima pietra fu posata il 16 dicembre 1934. Nonostante le piogge rallentassero i lavori, il cantiere fu completato nei primi mesi del 1936, con un investimento superiore alle 418 mila lire, una cifra considerevole per l’epoca.

L’omaggio alla grande abbazia di San Rabano

L’elemento più caratteristico dell’edificio è il suo forte richiamo alla vicina Abbazia di San Rabano, antico monastero medievale fondato nell’XI secolo sui monti dell’Uccellina.

L’ingegner Fedi scelse infatti di ispirarsi volutamente all’antico complesso benedettino, recuperandone forme e decorazioni.

La facciata alterna mattoni e pietra trachitica del Monte Amiata, mentre il portale richiama i motivi floreali presenti nell’antica abbazia.

Anche gli interni custodiscono opere di particolare pregio: il fonte battesimale in marmi policromi dello scultore Ambrogio Casati, l’altare maggiore in marmo bianco e il grande crocifisso ligneo realizzato dalla storica bottega Goffredo Moroder di Ortisei.

Perfino il campanile richiama idealmente San Rabano: se la torre medievale aveva una funzione difensiva, quella di Alberese nasce invece come simbolo di pace per la pianura finalmente risanata.

La consacrazione e il titolo di abbazia

La nuova chiesa venne aperta ai fedeli e benedetta nel giorno di Pasqua del 12 aprile 1936.

Pochi mesi dopo, il 12 luglio, il vescovo Stanislao Amilcare Battistelli la consacrò solennemente.

Nel 1938 lo stesso presule le conferì il titolo di chiesa abbaziale, riallacciando idealmente il filo della storia con l’antica abbazia di San Rabano, ormai abbandonata da secoli.

«Qui batte il cuore della nostra storia»

Per i parrocchiani, l’edificio rappresenta molto più di un luogo di culto.

«Per noi questa non è soltanto una chiesa di mattoni e pietra del nostro monte Amiata. È la casa dove i nostri nonni, arrivati qui dal Nord Italia in cerca di futuro, hanno trovato una nuova identità e una famiglia comune. Ogni volta che guardiamo la bicromia della facciata o ascoltiamo le campane sentiamo che qui dentro batte il cuore della nostra storia di bonifica, di fatica e di immensa gratitudine».

Dalla diocesi di Sovana-Pitigliano a quella di Grosseto

La parrocchia di Alberese appartenne inizialmente alla diocesi di Sovana-Pitigliano.

Con il mutare dell’assetto del territorio, la Sacra Congregazione dei Vescovi dispose il trasferimento della parrocchia, insieme a quella di Rispescia, alla Diocesi di Grosseto.

Il decreto porta la data del 7 ottobre 1975, il passaggio divenne effettivo il 26 gennaio 1976, mentre il riconoscimento civile arrivò il 10 marzo 1977.

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