GROSSETO. «Ci voglio provare, come va, va. Io voglio aiutarti». Così possiamo riassumere le parole di Barbara Sandano, che ha deciso di donare uno dei suoi reni a Marina Moscatelli. La donatrice è amica della donna dal 1988. Marina da tempo affrontava la dialisi ogni notte. Un gesto nato dal desiderio di sostenere un’altra persona.
«Non è facile trovare una persona come Barbara. Non si è mai tirata indietro, nonostante mia madre le abbia chiesto più volte se fosse sicura. Tutto questo è successo un anno fa e il 9 luglio è in programma l’operazione – dice José Moscatelli – Mia mamma fa la parrucchiera e parla molto con le persone. Con il tempo si è fatta forza e ha accettato la condizione che stava vivendo. Ha sempre mandato avanti la famiglia nonostante tutto ed è questo che ha colpito la donatrice».
Marina è una donna che ha dimostrato una forza incredibile: durante il giorno lavorava nel suo negozio e, ogni sera, si sottoponeva alla dialisi. Barbare, invece, vive a Grosseto dal 2001 ed è una dipendente del Comune di Grosseto.
Una sconosciuta le offre un rene
Marina ha due figli, Kimberly e José, che in questi anni hanno visto la madre affrontare la malattia senza mai arrendersi, nonostante la stanchezza e la fatica. . La dialisi è un trattamento salvavita che, quando i reni non riescono più a svolgere correttamente il loro compito, permette di depurare il sangue dalle sostanze di scarto e di eliminare i liquidi in eccesso.
«È raro trovare un rene da un donatore vivente ed è anche raro trovare una persona che voglia aiutare solo perché sente che sia la cosa giusta da fare – dice José – In questi anni nostra madre ci ha insegnato molto e ci ha mostrato cosa vuol dire essere forti. Barbara le ha semplicemente detto, dopo aver sentito la sua storia, che voleva aiutarla per renderla felice, visto che mia madre è giovane e manda avanti la famiglia e il salone. Sapere di poterla aiutare ha reso felice anche la donatrice».
Barbara si è offerta di aiutare Marina un anno fa e insieme hanno avviato l’iter per capire se le due fossero compatibili. La risposta è arrivata qualche tempo fa, riempiendo di gioia il cuore di tutti coloro che fanno parte di questa storia. Ma non solo, perché questa è anche la storia di una donna che aveva imparato a convivere con la propria malattia e alla quale oggi viene regalata una nuova speranza.
Il grazie di Kimberly e José
Il trapianto è in programma a Siena e l’intervento durerà circa 10 ore. Ma José e Kimberly ci tengono a dire grazie, non solo a Barbara. La dialisi è un trattamento salvavita che, quando i reni non riescono più a svolgere correttamente il loro compito, permette di depurare il sangue dalle sostanze di scarto e di eliminare i liquidi in eccesso.
«Sono stati periodi difficili, ma vogliamo ringraziare tutti: Barbara in primis e tutto il reparto di Nefrologia e Dialisi, a partire dal primario Giovanni Giuntini. Tutto lo staff ha sempre aiutato e supportato mia madre, sono persone meravigliose – dice José – Ci tengo a dire grazie anche a tutti coloro che ci stanno accanto. E ringraziamo anche nostra madre per tutta la forza che ha avuto».
Il gesto di Barbara è un gesto dettato dalla volontà di aiutare il prossimo, di alleggerire la sofferenza di un’altra persona. Un gesto compiuto semplicemente perché ha sentito che fosse la cosa giusta da fare.



