Arcidosso, un cittadino scrive alla prefetta: telefonata al sindaco dopo le polemiche sulla sicurezza | MaremmaOggi Skip to content

Arcidosso, dopo le polemiche interviene anche la prefetta: telefonata al sindaco sulla sicurezza

Le dichiarazioni pronunciate in consiglio comunale continuano a far discutere. Un residente denuncia un clima di insicurezza e chiede più presenza delle forze dell’ordine
Una veduta di Arcidosso. Non si placa la polemica sulla sicurezza
Una veduta di Arcidosso. Non si placa la polemica sulla sicurezza

ARCIDOSSO. Le parole pronunciate in consiglio comunale continuano a far discutere e ora la vicenda approda anche in prefettura. Dopo il duro scontro politico sull’immigrazione e sulla sicurezza, culminato con l’accusa di «razzismo» rivolta dal sindaco alla consigliera di opposizione Guendalina Amati, un cittadino di Arcidosso ha deciso di scrivere alla prefetta chiedendo un intervento.

Secondo quanto riferito dallo stesso cittadino a MaremmaOggi, la prefetta Paola Berardino avrebbe contattato telefonicamente il sindaco per chiedere chiarimenti sulla situazione emersa durante il dibattito in consiglio comunale.

Una telefonata che testimonia come il caso abbia superato i confini del confronto politico locale.

«Qui non è razzismo, è paura»

Il cittadino spiega di essersi fatto portavoce del malessere di numerosi residenti.

«Il problema – racconta – non è essere razzisti. Qui la gente ha paura e non si sente più sicura. Le risse sono sempre più frequenti e in alcune occasioni sono comparsi anche coltelli. Questo è il problema che chiediamo alle istituzioni di affrontare.»

Secondo il suo racconto, la questione non riguarderebbe la presenza degli stranieri in sé, ma le ricadute che, a suo giudizio, l’aumento della popolazione straniera avrebbe avuto sull’ordine pubblico.

Arcidosso diventato dormitorio dei lavoratori delle vigne

Alla base del fenomeno ci sarebbe anche un cambiamento economico e sociale che negli ultimi anni ha interessato tutta l’area dell’Amiata.

Molti lavoratori stranieri impiegati nelle aziende vitivinicole di Sant’Angelo in Colle e del territorio di Montalcino scelgono infatti di vivere ad Arcidosso e, in parte, a Castel del Piano.

La ragione, spiega il cittadino, sarebbe principalmente economica. A Montalcino, dove il turismo ha fatto crescere notevolmente il valore degli immobili e degli affitti, trovare un appartamento a prezzi accessibili è diventato sempre più difficile. Nei comuni amiatini, invece, il mercato immobiliare consente ancora canoni molto più contenuti.

Un fenomeno che negli anni avrebbe modificato la composizione della popolazione residente, tanto che gli stranieri rappresenterebbero ormai circa un quarto degli abitanti del paese.

«Non basta la polizia municipale»

Tra le richieste avanzate dai cittadini torna anche quella di un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.

«Tempo fa – ricorda – avevamo raccolto firme per chiedere il ripristino della compagnia dei carabinieri ad Arcidosso. Non è cambiato nulla. Anzi, oggi la situazione è perfino peggiorata perché da circa un anno e mezzo manca anche il tenente e quella che era una tenenza ha perso il proprio comandante.»

Il cittadino contesta anche la linea indicata dal sindaco durante il consiglio comunale.

«Dire che i controlli vengono effettuati insieme alla polizia municipale non basta. Gli agenti comunali svolgono un lavoro importante, ma non hanno gli stessi strumenti operativi e gli stessi poteri dei carabinieri quando si parla di sicurezza e ordine pubblico.»

«Serve affrontare il problema, non dividere il paese»

Per il cittadino, la questione centrale resta il tono utilizzato durante il dibattito istituzionale.

«Il sindaco non può liquidare il disagio di tanti cittadini definendoli razzisti. Se una parte della popolazione manifesta paura e chiede maggiore sicurezza, la risposta dovrebbe essere quella di affrontare il problema con serietà e cercare soluzioni, non dividere ulteriormente il paese.»

Le polemiche, dunque, non sembrano destinate a spegnersi. Dopo il confronto in consiglio comunale e il successivo dibattito politico, la vicenda arriva anche all’attenzione della prefettura, mentre nel paese continua il confronto su sicurezza, immigrazione e gestione dell’ordine pubblico.

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