Rifiuti abbandonati. L'accusa di Montani: «Così si negano diritti» | MaremmaOggi Skip to content

Rifiuti abbandonati. L’accusa di Montani: «Così si negano diritti»

Frigoriferi, divani e materassi lasciati sui marciapiedi possono trasformarsi in barriere per le persone più fragili
I rifiuti abbandonati sul marciapiede
I rifiuti abbandonati sul marciade

GROSSETO. I rifiuti ingombranti abbandonati sui marciapiedi e lungo le strade non rappresentano soltanto un problema di decoro urbano. Possono diventare vere e proprie barriere che limitano la libertà di movimento, mettono in pericolo l’incolumità delle persone e, di fatto, negano il diritto alla mobilità e all’autonomia di chi vive una condizione di disabilità o di fragilità.

Un materasso, un armadio, un frigorifero o un vecchio divano lasciati su un marciapiede non sono semplicemente rifiuti. Per una persona in carrozzina, per un non vedente, per un anziano o per una mamma con un passeggino possono trasformarsi in ostacoli insormontabili, costringendo a scendere sulla carreggiata e ad affrontare rischi che nessuno dovrebbe essere costretto a correre.

A richiamare l’attenzione sul fenomeno è il garante della disabilità del Comune di Grosseto Diego Montani, che parla di una questione che riguarda il rispetto dei diritti, della legalità e della convivenza civile.«Abbandonare un rifiuto significa compiere un gesto che va ben oltre l’inciviltà – spiega il garante -. Significa ignorare i bisogni degli altri, rendere meno sicura la città e colpire soprattutto chi vive già una condizione di maggiore vulnerabilità».

«Le norme devono essere applicate»

Secondo il garante si tratta di comportamenti che meritano una ferma condanna morale e che devono essere contrastati anche attraverso controlli puntuali e sanzioni efficaci. «Chi non rispetta le regole non danneggia soltanto l’ambiente, ma manca di rispetto all’intera comunità – dice Montani – Le norme esistono e devono essere applicate con determinazione, perché il rispetto delle regole è il primo presidio della sicurezza e della civiltà».

Allo stesso tempo, il garante sottolinea la necessità di verificare con attenzione l’efficacia e l’adeguatezza del servizio di raccolta dei rifiuti svolto dalla società incaricata. Un servizio efficiente, tempestivo e realmente rispondente alle esigenze dei cittadini, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per prevenire gli abbandoni e garantire il decoro urbano.

Il problema culturale

Secondo il garante la vera sfida resta soprattutto culturale. «Abbiamo il dovere di educare le nuove generazioni al rispetto del bene comune – dice Montani – ma anche di ricordare agli adulti che la libertà di ciascuno termina dove inizia il diritto degli altri di vivere in una città accessibile, sicura e decorosa. Una città non si misura soltanto dalla bellezza delle sue piazze o dei suoi monumenti, ma soprattutto da come tratta le persone più fragili».

«Ogni rifiuto abbandonato è una barriera in più, ogni barriera è un diritto negato e ogni diritto negato rappresenta una sconfitta per tutta la comunità – conclude – Merita cittadini responsabili, istituzioni attente, controlli efficaci, servizi all’altezza e una cultura del rispetto che metta al centro la persona. Perché una città è davvero civile solo quando è accessibile, sicura e vivibile per tutti, senza eccezioni».

E il messaggio finale è netto: «Chi abbandona un rifiuto non sporca soltanto una strada. Costruisce una barriera, mette a rischio una persona, ferisce un’intera comunità. Difendere il decoro urbano significa difendere i diritti, la sicurezza e la dignità di tutti. Questa è una battaglia di civiltà che non possiamo permetterci di perdere».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati