Crollano i prezzi di olio e grano duro: «A rischio due simboli della Maremma» | MaremmaOggi Skip to content

Crollano i prezzi di olio e grano duro: «A rischio due simboli della Maremma»

Le quotazioni del frumento si sono quasi dimezzate in quattro anni, l’olio extravergine perde oltre il 33% in un anno. Attilio Tocchi (Confagricoltura): «Situazione non più sostenibile, servono interventi urgenti»
Un campo coltivato a grano e Attilio Tocchi

GROSSETO. Il grano duro e l’olio extravergine d’oliva, due produzioni che da sempre raccontano l’identità agricola della Maremma, sono sotto pressione. A lanciare l’allarme è Confagricoltura, che parla di una situazione sempre più difficile per le aziende, strette tra il crollo delle quotazioni e l’aumento dei costi di produzione.

L’analisi è emersa durante l’ultima riunione della giunta esecutiva nazionale dell’associazione, che ha acceso i riflettori sulle criticità di alcune delle principali filiere agricole italiane. Una situazione che, secondo gli agricoltori, rischia di compromettere la tenuta economica di molte imprese.

Grano duro, quotazioni quasi dimezzate in quattro anni

Tra i dati che destano maggiore preoccupazione c’è quello relativo al frumento duro. Negli ultimi quattro anni le quotazioni si sono praticamente dimezzate e il prezzo del grano duro “fino”, destinato alla produzione di semole di qualità, ha perso quasi il 50% del proprio valore.

Una situazione che preoccupa particolarmente la provincia di Grosseto, uno dei territori cerealicoli più importanti della Toscana.

«Il grano duro rappresenta una delle produzioni simbolo della nostra agricoltura – spiega Attilio Tocchi, presidente di Confagricoltura Grosseto – Le aziende stanno affrontando una fase estremamente difficile. Da una parte registriamo un crollo delle quotazioni che riduce drasticamente i margini di redditività, dall’altra dobbiamo fare i conti con costi produttivi che continuano a crescere. È una forbice che rischia di mettere in seria difficoltà molte imprese cerealicole della Maremma».

Secondo Confagricoltura, produrre frumento oggi costa circa l’11% in più rispetto allo scorso anno. Un aumento che si aggiunge alle incertezze dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare il settore.

Olio extravergine, prezzi giù di oltre il 33%

Accanto al grano duro cresce la preoccupazione per il comparto olivicolo, altro pilastro dell’economia agricola maremmana.

Negli ultimi dodici mesi il prezzo dell’olio extravergine di oliva ha registrato una flessione superiore al 33%, con punte che in alcune realtà superano addirittura il 50%. A pesare è anche il rallentamento degli scambi commerciali, che sta aggravando ulteriormente la situazione.

«L’olivicoltura non rappresenta soltanto un’attività economica – aggiunge Tocchi – ma un presidio fondamentale del territorio e del paesaggio maremmano. Oggi molte aziende si trovano a vendere un prodotto di altissima qualità a prezzi che non coprono adeguatamente gli investimenti sostenuti. È una situazione che rischia di compromettere il futuro di un comparto strategico per l’economia locale».

Costi in crescita e richiesta dello stato di crisi

Nemmeno sul fronte dei costi arrivano segnali incoraggianti. Le rilevazioni di Confagricoltura indicano infatti un aumento medio del 7,4% dei costi di produzione nell’olivicoltura.

Per questo l’organizzazione agricola chiede il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi del comparto, l’istituzione di un fondo specifico per sostenere la liquidità delle imprese e misure in grado di alleggerire gli oneri finanziari, oltre a campagne per promuovere il consumo di olio extravergine italiano.

«Difendere olio e grano significa difendere la Maremma»

«Serve una risposta concreta e tempestiva – conclude Attilio Tocchi – perché stiamo parlando di produzioni che caratterizzano la storia, l’economia e il paesaggio della Maremma. Difendere il grano duro e l’olivicoltura significa difendere una parte importante della nostra identità agricola e garantire un futuro alle aziende che continuano a investire sul territorio e sulla qualità».

Da qui l’appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché vengano adottate misure straordinarie e accordi di filiera capaci di restituire stabilità a mercati che, oggi, stanno mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza economica di molte aziende agricole maremmane.

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