GROSSETO. Quella di martedì 9 giugno resterà nella storia del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Misericordia.
La squadra del reparto coadiuvato dal dottor Antonios Kenanidis, figura di spicco e stimato ginecologo del settore, è stata impegnata da due parti cesarei praticamente contemporanei.
Quella che potrebbe apparire una normale routine questa volta celava un particolare quasi unico.
Dario, Irene, Nicola e Marta
Autori di questa rarità sono due coppie di sposi unite da parentela: Dario Pompili, la moglie Irene Sabbatini, Nicola Sabbatini con la consorte Marta Pelosi.
Nicola e Irene sono fratello e sorella.
Irene la mattina ha dato alla luce Sveva (3,150 kg), qualche ora più tardi Marta ha messo al mondo Guglielmo e Allegra, rispettivamente di 2,8 e 2,5 kg.
Nicola: «Tutto stupefacente»
«Tutto è frutto di una incredibile coincidenza – spiega Nicola – cercavamo un figlio, ne abbiamo avuti due per la gioia delle nostre famiglie. Quando lo abbiamo detto a Dario e Irene siamo venuti a conoscenza che anche loro aspettavano un bambino. Altro punto di contatto è stato lo stesso ginecologo, il dottor Kenanidis appunto. Questo parallelismo è stato assolutamente casuale, come inaspettato il termine della gravidanza, che ci ha fatto ritrovare insieme in ospedale».
«Le scadenze naturali erano pronosticate tra 2-3 settimane ma piccole problematiche hanno consigliato il parto cesareo – prosegue Nicola – Kenanidis, allora, ha programmato i due interventi nello stesso giorno. Tutto si è svolto in maniera perfetta e adesso siamo circondati da tre creature».
Il nonno: «Siamo storditi»
La situazione l’ha sintetizzata Adalberto, babbo di Nicola e uno dei titolari dell’Ultima Spiaggia a Capalbio: «Siamo storditi. In molti mi chiedevano quando sarei diventato nonno, ora non lo chiederanno più».
Dario: «Irripetibile»
Dario è diventato papà qualche ora prima. La voce tradiva l’enorme emozione del momento (Sveva era nata da pochi minuti): «Ho saputo solo ieri del doppio cesareo – racconta – la notte è stata insonne, adesso non trovo le parole giuste per spiegare come si sento veramente. Ma una parola la posso spendere: irripetibile».
Irene, Marta e i tre neonati godono ottima salute.
A tutti un grosso abbraccio dall’intera redazione di Maremmaoggi.




