FOLLONICA. Fino a pochi giorni fa era una routine consolidata. Ogni mattina i genitori accompagnavano i propri figli in quella scuola privata immersa nella campagna, tra ulivi, prati e attività all’aria aperta. Un progetto educativo che aveva conquistato diverse famiglie della città del golfo grazie all’approccio dell’Outdoor education, fondato sul contatto diretto con la natura e sull’apprendimento esperienziale.
Mercoledì scorso, però, tutto è cambiato: ai genitori è improvvisamente stata comunicata la sospensione del servizio e i 12 bambini iscritti alla scuola dell’infanzia sono rimasti a casa. Una doccia fredda per le 12 famiglie che non avevano idea che quella scuola nella campagna di Follonica fosse priva di permessi.
Il Comune incontra le famiglie
Proprio per fare chiarezza sulla vicenda, l’amministrazione comunale ha deciso di convocare un incontro con tutte le persone coinvolte.
«Abbiamo deciso di convocare una riunione con le famiglie coinvolte e con la proprietà della scuola – spiega il vicesindaco Danilo Baietti – Presenteremo gli atti documentari e illustreremo loro la situazione nei dettagli. È un atto dovuto perché è necessario fare chiarezza su questa delicata vicenda».
L’obiettivo del Comune è spiegare il percorso amministrativo che ha portato alla sospensione dell’attività e chiarire le contestazioni emerse durante le verifiche.
Nido e fattoria didattica restano aperti
La struttura ospita diverse attività. Da una parte c’è il nido d’infanzia per bambini da 0 a 3 anni, dall’altra una fattoria didattica. Entrambi i servizi risultano autorizzati e continuano regolarmente a operare. Diversa, invece, la situazione della scuola dell’infanzia frequentata dai bambini tra i 3 e i 6 anni.
Secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali, l’attività non disponeva dei titoli autorizzativi necessari per funzionare come scuola dell’infanzia e proprio per questo è stato avviato il procedimento che ne ha determinato la sospensione.
Le criticità emerse durante i controlli
La vicenda sarebbe emersa in seguito ai controlli effettuati dall’Asl nel mese di aprile.
Durante le verifiche gli ispettori avrebbero trovato otto bambini appartenenti alla fascia d’età tra i 3 e i 6 anni, per la quale la struttura non risultava autorizzata. Gli accertamenti successivi avrebbero inoltre evidenziato una serie di criticità sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello igienico-sanitario.
Tra gli aspetti contestati vi sarebbe la mancanza di servizi igienici autonomi destinati ai bambini più grandi. Secondo quanto emerso, i vasini utilizzati dalla scuola dell’infanzia sarebbero infatti stati lavati nei locali del nido. Un’altra criticità riguarderebbe il servizio mensa, che risultava condiviso tra le diverse attività presenti nella struttura.
Elementi che, insieme all’assenza delle autorizzazioni necessarie per la fascia 3-6 anni, hanno portato l’Asl a segnalare la situazione e il Comune ad avviare il procedimento amministrativo.
Il futuro della scuola
Adesso l’attenzione è concentrata sul futuro dei dodici bambini coinvolti e sulle eventuali possibilità di regolarizzazione della struttura.
Per poter riaprire come scuola dell’infanzia sarà necessario ottenere tutte le autorizzazioni previste dalla normativa e adeguare l’organizzazione ai requisiti richiesti per l’accoglienza dei bambini tra i 3 e i 6 anni. Nel frattempo restano le preoccupazioni delle famiglie, che attendono risposte e una soluzione concreta per garantire continuità educativa ai propri figli.





