«Questa è la mia ultima festa dell'Arma in Maremma»: il saluto del colonnello Arena | MaremmaOggi Skip to content

«Questa è la mia ultima festa dell’Arma in Maremma»: il saluto del colonnello Arena

Alla celebrazione del 212° anniversario dell’Arma dei carabinieri il comandante provinciale traccia il bilancio dell’attività: 45mila cittadini accolti nelle caserme, 27mila pattuglie, 156 arresti e oltre 24mila chiamate al 112. Poi l’addio alla provincia: «Porterò con me il legame indissolubile con questa comunità»
Il comandante provinciale dei carabinieri Sebastiano Arena durante la Festa dell’Arma

GROSSETO. Ci sono territori che misurano la sicurezza con le statistiche. La Maremma la misura anche con le luci accese delle caserme nei piccoli paesi, con le pattuglie che percorrono le strade di notte, con il carabiniere che risponde al telefono quando arriva una richiesta d’aiuto e con quello che apre la porta della stazione a chi cerca ascolto.

È l’immagine più autentica dell’Arma dei carabinieri che giovedì 5 giugno ha celebrato il 212° anniversario della fondazione nella caserma Luigi Canzanelli di Grosseto. Un’immagine fatta di uniformi, colori, tradizione e appartenenza, ma soprattutto di una presenza quotidiana che continua a rappresentare uno dei punti di riferimento più vicini ai cittadini.

Una festa importante, impreziosita dalla presenza delle autorità civili, religiose e militari della provincia, ma anche carica di emozione per il comandante provinciale Sebastiano Arena, che a settembre concluderà il proprio mandato in Maremma.

Per questo il suo intervento non è stato soltanto il tradizionale bilancio di un anno di attività. È stato anche un saluto a una terra che ha imparato a conoscere e ad amare.

«Questa è l’ultima festa dell’Arma che celebro in questa meravigliosa terra di Maremma», ha detto il colonnello davanti allo schieramento dei militari e agli ospiti presenti.

Da quel momento il suo discorso si è trasformato in un racconto dell’impegno quotidiano dei carabinieri, dei risultati ottenuti e del legame costruito con le comunità locali.

I carabinieri come presidio quotidiano di vicinanza

Nel suo intervento il comandante ha insistito soprattutto sul valore della presenza capillare dell’Arma.

«È l’immagine dello Stato che raggiunge i borghi tutti, anche i più remoti, per portare sicurezza, prevenzione, solidarietà o anche solo per assicurare ascolto».

Una visione che emerge chiaramente anche dai numeri dell’ultimo anno.

Le stazioni dell’Arma della provincia hanno accolto circa 45mila persone, confermando come le caserme restino uno dei punti di riferimento più vicini ai cittadini.

Sul territorio sono state impiegate oltre 27mila pattuglie, con una media di 75 servizi al giorno.

Le centrali operative hanno inoltre gestito 24.331 chiamate al numero unico di emergenza 112, richieste che spesso vanno oltre la semplice emergenza e rappresentano una domanda di aiuto, ascolto e vicinanza.

Arresti, denunce e attività investigativa

Sul fronte del contrasto alla criminalità, il bilancio illustrato dal comandante provinciale parla di 156 persone arrestate e di circa 2mila denunciate all’autorità giudiziaria.

Numeri che, come ha sottolineato Arena, non rappresentano soltanto statistiche ma il segnale concreto della presenza dello Stato sul territorio.

Un’attività che spesso comporta rischi personali per i militari: nell’ultimo anno, infatti, 44 carabinieri sono rimasti feriti durante il servizio.

La lotta alle truffe e l’impegno con i giovani

Grande attenzione è stata riservata anche alle attività di prevenzione.

Oltre 4mila cittadini hanno partecipato a 207 incontri informativi contro le truffe, organizzati nei comuni della provincia per aiutare soprattutto le persone più vulnerabili a difendersi dai raggiri.

Nelle scuole, invece, i carabinieri hanno promosso 70 incontri sulla cultura della legalità, confrontandosi con oltre 3.500 studenti.

Il lavoro dei forestali e la tutela dell’ambiente

Nel bilancio illustrato durante la cerimonia trova spazio anche la tutela ambientale.

I carabinieri forestali, attraverso i dieci nuclei presenti sul territorio provinciale, vigilano su circa 178mila ettari di bosco e nell’ultimo anno hanno effettuato oltre 10mila controlli, monitorando circa 150 cantieri e contestando sanzioni amministrative per oltre 250mila euro.

Importante anche l’attività del Reparto biodiversità di Follonica, impegnato nella gestione delle sei riserve naturali statali presenti in provincia e in progetti di ricerca di livello internazionale.

Il saluto più sentito: «Servite questa terra con passione»

La parte più intensa del discorso è arrivata in chiusura. Rivolgendosi direttamente ai militari della provincia, Arena ha ricordato il rapporto costruito negli anni con la Maremma.

 

 
 
 
 
 
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«Vivete in una terra fiera e dignitosa, che vi accoglie – che mi ha accolto – con calore e che merita d’essere servita con tutto l’impegno e la passione di cui siamo capaci».

Poi il ringraziamento finale: «Porterò con me il legame indissolubile con questa comunità e la gratitudine per aver potuto condividere con voi i sacrifici, le preoccupazioni e i successi di questi anni».

Le ricompense ai carabinieri che si sono distinti

Durante la cerimonia sono stati consegnati riconoscimenti ai militari che si sono distinti per professionalità, coraggio e spirito di servizio.

Tra i premiati il maresciallo Vincenzo Capasso, oggi comandante della stazione di Albinia, che ha contribuito in maniera decisiva a un’indagine contro un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga e alle estorsioni.

L’operazione ha portato all’arresto di nove persone, alla denuncia di altre sei e al sequestro di armi e sostanze stupefacenti.

 

 
 
 
 
 
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Riconoscimento anche per il maresciallo Maurizio Dragone, comandante della stazione di Civitella Marittima, che si è distinto per aver salvato la vita a un anziano colpito da una grave crisi epilettica, impedendone il soffocamento.

Premiata inoltre l’attività investigativa svolta dal Nucleo investigativo provinciale e dall’aliquota operativa della compagnia di Follonica, protagonisti di una complessa indagine che ha consentito di individuare i responsabili di un tentato omicidio e di una rapina avvenuti a Follonica, facendo emergere anche una rete di traffico di droga attiva tra le province di Grosseto e Livorno.

Un attestato di merito è stato poi assegnato alla stazione carabinieri di Campagnatico, definita un punto di riferimento fondamentale per il territorio grazie all’impegno nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio di stupefacenti e alle truffe agli anziani.

Infine un elogio è stato conferito al luogotenente Alessandro Castelli, del Nucleo operativo e radiomobile di Grosseto, per la professionalità dimostrata nella guida di uno dei reparti più delicati dell’organizzazione provinciale.

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