Don Michele ce l'ha fatta: trasferito in reparto dopo il delicato intervento | MaremmaOggi Skip to content

Don Michele ce l’ha fatta: trasferito in reparto dopo il delicato intervento

Dopo l’operazione alle Scotte di Siena e giorni di grande apprensione, il parroco è stato trasferito in reparto. Martedì 9 giugno una veglia di ringraziamento nella chiesa del paese
Don Michele Lamberti durante la messa

BATIGNANO. Per la prima volta dopo giorni di paura, di attese interminabili e di preghiere sussurrate davanti a una candela accesa, a Batignano torna a farsi spazio la speranza.

Don Michele Lamberti ha lasciato la terapia intensiva ed è stato trasferito in reparto. Una notizia che tutta la comunità attendeva con il cuore in gola e che rappresenta il primo vero passo verso la ripresa dopo il drammatico malore che lo aveva colpito nei giorni scorsi.


 


Il cammino sarà ancora lungo. Serviranno tempo, pazienza, cure e riabilitazione. Ma oggi, per chi ha vissuto queste giornate con il fiato sospeso, conta soprattutto una certezza: il momento più difficile sembra essere alle spalle.

L’intervento alle Scotte durato molte ore

Il sacerdote era stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Le Scotte di Siena dopo essere stato trovato privo di sensi nella sua abitazione.

Il 1° giugno è stato sottoposto a un delicatissimo intervento nel reparto di neurochirurgia, un’operazione complessa durata molte ore e seguita da alcuni giorni di degenza in terapia intensiva.

Fin dall’inizio i medici avevano mantenuto la massima prudenza. Le condizioni cliniche erano serie e le prime ore successive all’intervento erano considerate decisive. Con il passare dei giorni, però, il quadro ha iniziato lentamente a migliorare.

Fino alla notizia che tutti aspettavano: il trasferimento in reparto, segnale importante che conferma come il decorso post operatorio stia procedendo nella direzione auspicata dai sanitari.

Ora una lunga convalescenza

Nessuno, naturalmente, parla ancora di guarigione. Per don Michele si apre adesso una fase altrettanto importante: quella della convalescenza e delle terapie necessarie al recupero.

Sarà un percorso che richiederà tempo e attenzione, accompagnato dal costante monitoraggio dei medici che lo hanno in cura.

Ma il fatto che abbia potuto lasciare la terapia intensiva viene accolto da tutti come una svolta significativa. Una notizia che in poche ore ha fatto il giro del paese, raggiungendo fedeli, amici e tanti cittadini che in queste settimane hanno seguito con apprensione l’evolversi delle sue condizioni.

Un paese che non ha mai smesso di pregare

Nei giorni più difficili Batignano si era stretto attorno al suo parroco come una grande famiglia. La chiesa si era riempita durante la veglia di preghiera organizzata per sostenerlo mentre combatteva la sua battaglia più difficile.

C’erano anziani, famiglie, giovani, persone che magari non frequentano abitualmente la parrocchia ma che sentivano il bisogno di essere presenti.

Perché don Michele, negli anni, è diventato un punto di riferimento per l’intera comunità, accompagnando generazioni di batignanesi nei momenti più importanti della loro vita: dai battesimi ai matrimoni, dalle feste ai momenti di dolore. E quando è stato lui ad aver bisogno di sostegno, il paese ha risposto compatto.

Martedì 9 giugno una preghiera di ringraziamento

Adesso, accanto alle richieste di aiuto rivolte al cielo, arrivano anche i primi ringraziamenti. Per questo motivo martedì 9 giugno alle 21, nella chiesa di Batignano, sarà celebrato un momento di preghiera speciale.

Non più soltanto una veglia per chiedere la guarigione del sacerdote, ma una celebrazione di ringraziamento per i progressi registrati negli ultimi giorni.

A guidare il momento di raccoglimento sarà don Marius Balint.  Sarà l’occasione per tutta la comunità di ritrovarsi ancora una volta insieme, condividendo la speranza e l’affetto per il proprio parroco.

La speranza di rivederlo presto in paese

A Batignano nessuno nasconde la felicità per queste notizie. La prudenza resta necessaria e il percorso di recupero sarà ancora lungo, ma dopo giorni vissuti nell’angoscia oggi prevale la gratitudine.

La comunità continua a stringersi attorno a don Michele e alla sua famiglia spirituale, accompagnandolo con l’affetto che non gli è mai mancato.

L’augurio di tutti è che, passo dopo passo, possa tornare a recuperare le forze e, un giorno non troppo lontano, rientrare nella sua chiesa.

Quella stessa chiesa che in questi giorni non ha mai smesso di pregare per lui. E che oggi, finalmente, può guardare al futuro con un po’ più di serenità.

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