FOLLONICA. Per cinque anni ha accolto bambini tra alberi, orti e attività all’aria aperta, proponendo un modello educativo alternativo basato sul contatto diretto con la natura.
Ma dal 1° giugno la scuola ha dovuto interrompere le proprie attività: i 12 bambini iscritti alla sezione per l’infanzia sono rimasti a casa e le famiglie si trovano ora a gestire una situazione improvvisa e complessa.
Alla base dello stop ci sarebbe l’assenza di autorizzazioni: mancanze che sono emerse durante i controlli effettuati dall’Asl nel mese di aprile. Il Comune di Follonica ha quindi avviato il procedimento amministrativo necessario per interrompere un’attività che, allo stato attuale, non risulta autorizzabile.
«La scuola aveva già una sospensiva dell’Asl di metà aprile ed erano state chieste chiarificazioni – spiega il vicesindaco Danilo Baietti – Si trattava di un’attività non autorizzata e il Comune si è mosso a tutela dei minori: la scuola non aveva alcun permesso per ospitare bambini nella fascia di età tra i 3 e i 6 anni. La documentazione era stata presentata esclusivamente per la fascia 0-3 anni».
I controlli dell’Asl e l’intervento del Comune
La vicenda riguarda una struttura privata situata nella campagna follonichese e gestita da una cooperativa che dal 2021 proponeva un percorso educativo fondato sui principi dell’Outdoor education e dell’apprendimento esperienziale. Nella scuola dove venivano somministrati anche i pasti le attività si svolgevano all’aperto durante tutto l’anno. Il costo per le famiglie era di circa 400 euro al mese.
Durante le verifiche effettuate nella struttura a metà aprile, gli ispettori dell’Asl avrebbero trovato otto bambini appartenenti alla fascia d’età tra i 3 e i 6 anni, per la quale la struttura non risultava autorizzata. La documentazione presentata dalla cooperativa che gestisce la struttura riguardava infatti, esclusivamente, il servizio destinato ai bambini più piccoli, tra gli 0 e i 3 anni. La segnalazione è quindi arrivata al Comune di Follonica che, attraverso gli uffici competenti, ha avviato il procedimento amministrativo per la cessazione dell’attività irregolare che riguardava in tutto 12 bambini iscritti.
Nido e fattoria didattica restano aperti
La chiusura riguarda esclusivamente l’attività di scuola dell’infanzia. All’interno della stessa realtà continuano infatti a operare regolarmente sia il nido d’infanzia per bambini da 0 a 3 anni, sia la fattoria didattica, attività che risultano autorizzate e che non sarebbero interessate dalle contestazioni emerse durante i controlli.
Le due strutture proseguono normalmente il proprio lavoro e non sono coinvolte nel provvedimento.
Dodici famiglie alle prese con il problema
La decisione ha avuto ripercussioni immediate sulle famiglie coinvolte. Sono infatti 12 i nuclei familiari che hanno ricevuto la comunicazione relativa all’interruzione dell’attività educativa. Per i genitori si apre ora una fase delicata, soprattutto considerando il periodo dell’anno e la necessità di individuare rapidamente soluzioni alternative per i propri figli.
Nel frattempo è stata convocata una riunione straordinaria con le famiglie per fare il punto sulla situazione e illustrare gli sviluppi della vicenda.
Cosa serve per riaprire
Per poter tornare ad accogliere i bambini, la struttura dovrà quindi procedere alla propria regolarizzazione e adeguarsi ai requisiti richiesti dalla normativa. Solo dopo aver completato questo percorso e ottenuto le necessarie autorizzazioni potrà essere richiesta la riapertura.



