Una mamma e quattro figli fotografati in strada: la frase sui social scatena una bufera | MaremmaOggi Skip to content

Una mamma e quattro figli fotografati in strada: la frase sui social scatena una bufera

Pubblicata da una fotografa grossetana, l’immagine di una famiglia pakistana in centro ha generato oltre 5mila commenti in quattro giorni. Molte critiche per la didascalia e per l’esposizione dei minori sui social
L’immagine che ha scatenato la polemica

GROSSETO. Una fotografia scattata in pieno centro storico. Una madre che cammina insieme ai suoi figli. Una didascalia di poche parole: «Girellando per Grosseto o Tunisi?».

È bastato questo per trasformare una normale scena di vita quotidiana in uno dei casi social più discussi degli ultimi giorni in città.

La fotografia è stata pubblicata il 29 maggio sul profilo Facebook di una donna grossetana che si presenta sui social come fotografa di viaggi. Nello scatto compare una mamma con i suoi figli mentre attraversa il centro cittadino. La donna indossa abiti tradizionali, un velo sul capo e una lunga gonna colorata.

Da quel momento il post ha iniziato a circolare rapidamente. Nel giro di quattro giorni è stato condiviso 91 volte, ha raccolto 1.475 reazioni e soprattutto ha generato una quantità impressionante di discussioni: oltre 5.100 commenti.

Ma la sorpresa non è rappresentata dai numeri. È il contenuto delle reazioni a colpire: reazioni che finalmente vanno nel senso opposto alla provocazione. 

«Io vedo una mamma che accompagna i figli a scuola»

Tra le migliaia di commenti pubblicati sotto il post, la stragrande maggioranza non condivide la provocazione contenuta nella didascalia. Anzi: molti utenti contestano apertamente il senso della pubblicazione e difendono la famiglia ritratta.

«Io vedo una mamma con quattro bambini», scrive un cittadino. «Non capisco dove sia il problema», gli fa eco un’altra utente.

«Sono bambini che frequentano la stessa scuola di mio figlio. Sono curati, educati e seguiti dalla famiglia», commenta una madre. E ancora: «Chi ci vede altro dovrebbe chiedersi perché vede l’origine delle persone prima della loro umanità».

Sono decine e decine i messaggi che seguono questa linea.

Molti sottolineano che la fotografia mostra semplicemente una scena ordinaria: una madre che accompagna i propri figli a scuola.

Quei bambini vivono a Grosseto

I protagonisti a loro insaputa della fotografia non sono persone di passaggio. Alcune mamme dei bambini che frequentano la scuola elementare dove studiano anche i quattro piccoli alunni hanno scritto alla redazione di MaremmaOggi per segnalare l’episodio: «Frequentano la scuola di mio figlio – scrive una mamma – Vi chiedo, se possibile, di condividerlo sulla vostra pagina, così sensibilizziamo sull’importanza di rispettare i minori e di evitare generalizzazioni. Grazie davvero per l’attenzione».

La famiglia è di origine pakistana, non tunisina come suggerisce la didascalia del post.

I piccoli sono descritti da insegnanti e genitori come bambini perfettamente inseriti nel contesto scolastico, seguiti con attenzione dalla famiglia e ben integrati nella vita quotidiana della comunità.

Una circostanza che ha contribuito ad aumentare il disagio di molti cittadini nel vedere la loro immagine trasformata in oggetto di discussione pubblica.

Il tema dei minori esposti sui social

Accanto al dibattito sull’integrazione si è aperta anche una seconda questione. Molti commentatori hanno infatti evidenziato come nella fotografia siano presenti minori riconoscibili.

Diversi utenti hanno chiesto la rimozione dell’immagine, ricordando l’importanza della tutela della privacy dei bambini e la particolare attenzione che dovrebbe essere riservata alla pubblicazione di fotografie che li riguardano.

Un tema che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nel rapporto tra social network, diritto all’immagine e protezione dei minori.

Dal profilo Facebook all’Osservatorio sul razzismo

La discussione ha rapidamente superato i confini del profilo originario e anche quello della città di Grosseto dove i piccoli vivono con la loro famiglia. 

Il post è stato rilanciato e commentato anche all’interno di gruppi e pagine che si occupano di discriminazione e inclusione sociale, tra cui l’Osservatorio sul razzismo in Italia.

«1400 reazioni a questo post che ritrae una mamma con i propri figli mentre li accompagna a scuola. Una persona, che nel suo profilo dichiara di fare la “Travel reportage photographer” e che quindi dovrebbe avere anche chiaro cosa vuol dire muoversi nel mondo, nelle foto di copertina si fa ritrarre mentre visita l’Egitto, si arroga il diritto di sbattere questa donna con i figli sui social per esporli a una berlina mediatica, non si sa bene per quale colpa o delitto», si legge. 

E anche su questa pagina, sotto al post sono comparsi centinaia di commenti di critica.

La vicenda è così diventata uno specchio di una discussione molto più ampia che attraversa l’intero Paese: quella sull’immigrazione, sull’identità culturale e sulla capacità delle comunità di convivere con differenze religiose, linguistiche e sociali.

La fotografia che racconta l’Italia di oggi

Forse il dato più interessante di questa storia non è la fotografia in sé ma la risposta che ha ricevuto. Perché tra migliaia di commenti emerge un elemento comune: moltissime persone sostengono di vedere semplicemente ciò che appare nell’immagine: una madre e quattro bambini, una famiglia che cammina per le strade di Grosseto.

Niente di più. E forse è proprio questo il punto.

In un’epoca in cui ogni immagine può diventare un simbolo politico, una polemica o un terreno di scontro ideologico, una parte consistente dell’opinione pubblica ha reagito ricordando che in una fotografia ci sono persone reali. E in quella fotografia, prima di qualsiasi etichetta, c’è una mamma che accompagna i suoi figli verso la scuola.

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