GROSSETO. Un colpo studiato nei dettagli, la fuga verso sud e un inseguimento ad alta tensione lungo l’Aurelia, durante il quale sarebbero stati lanciati oggetti contro l’auto dei carabinieri per tentare di bloccarne la corsa.
Si sono concluse le indagini su quanto accaduto nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2025, quando un gruppo di malviventi avrebbe preso di mira il cantiere della società Com Net, in via Zircone a Grosseto. Due uomini, un 48enne di origine romena e un 28enne italiano, hanno ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini firmato dal pubblico ministero Carmine Nuzzo. Devono rispondere, a vario titolo, di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e rapina.
Il raid nel cantiere
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i ladri sarebbero entrati nell’area aziendale durante la notte dopo aver forzato il portone d’ingresso.
Una volta all’interno avrebbero rubato un Fiat Doblò parcheggiato nel piazzale e lo avrebbero utilizzato per caricare la refurtiva: circa 690 chili di matasse di rame destinate agli impianti elettrici e quattro cassette contenenti attrezzature da lavoro.
Il valore complessivo del materiale sottratto è stato stimato in circa 40mila euro.
Il trasbordo della refurtiva a Capalbio
Dopo aver lasciato Grosseto, il gruppo avrebbe raggiunto una piazzola lungo la strada che conduce al circolo Il Mare, nel territorio di Capalbio.
Qui, sempre secondo le accuse, il carico sarebbe stato trasferito su un secondo mezzo, un Iveco Daily, con l’obiettivo di proseguire il viaggio verso Roma e allontanarsi rapidamente dalla zona del furto.
L’alt dei carabinieri e la fuga sull’Aurelia
Il piano, però, si sarebbe interrotto poco dopo.
All’altezza del chilometro 128 della statale Aurelia, una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Orbetello avrebbe intercettato il furgone.
Quando i militari hanno intimato l’alt, il conducente avrebbe invece accelerato, dando inizio a una fuga caratterizzata da manovre pericolose e continui cambi di traiettoria tra le corsie nel tentativo di seminare la pattuglia.
Bobine di rame e attrezzi lanciati contro la gazzella
La situazione sarebbe diventata ancora più rischiosa durante l’inseguimento.
Gli occupanti del mezzo, secondo quanto contestato dalla procura, avrebbero iniziato a gettare dal furgone bobine di rame, sacchi di pallet e cassette degli attrezzi, utilizzando la stessa refurtiva come ostacolo contro la gazzella che li stava tallonando.
Un comportamento che ha aggravato il quadro delle accuse mosse nei loro confronti.
La fuga nelle campagne e il portafogli dimenticato
A un certo punto i fuggitivi hanno abbandonato il mezzo e sono scesi nelle campagne di Capalbio, riuscendo a far perdere temporaneamente le proprie tracce.
Le indagini, tuttavia, hanno consentito agli investigatori di identificare almeno uno dei presunti responsabili grazie a un particolare decisivo: un portafogli rimasto all’interno del furgone, probabilmente perso durante la fuga.
Per gli inquirenti il danno provocato all’azienda sarebbe stato di particolare gravità, circostanza che contribuisce a rendere più pesante il quadro accusatorio contestato ai due indagati, mentre altri due presunti complici risultano al momento irreperibili.




