Trovano il parroco esanime nel letto e gli salvano la vita | MaremmaOggi Skip to content

Trovano il parroco esanime nel letto e gli salvano la vita

Da giorni non rispondeva a messaggi e telefonate: i fedeli sono andati a casa sua e lo hanno trovato in condizioni gravissime. Ora è ricoverato alle Scotte di Siena. Giovedì 28 maggio la veglia di preghiera
Don Michele Lamberti

BATIGNANO. Da giorni non rispondeva più ai messaggi. Non apriva la porta di casa. E in paese tutti pensavano a una semplice influenza. Nessuno poteva immaginare che dietro quel silenzio si nascondesse una situazione drammatica.

Sabato 23 maggio, quando don Michele Lamberti non si è presentato in chiesa per celebrare la messa, un gruppo di parrocchiani ha deciso di andare a cercarlo a casa, dove vive da solo. I fedeli lo hanno trovato esanime nel letto, in condizioni gravissime.

È scattato immediatamente l’allarme al 118. I sanitari hanno soccorso il parroco di Batignano e lo hanno trasferito d’urgenza in ospedale.

Da domenica, don Michele è ricoverato alle Scotte di Siena, nel reparto di Neurologia. Se non fossero intervenuti, probabilmente, don Michele oggi non ci sarebbe più. 

I malori tenuti nascosti e quel silenzio improvviso

Da tempo il sacerdote non stava bene. Aveva spesso nausea e vomito, ma non aveva parlato delle sue condizioni con nessuno, nemmeno con i fedeli più vicini a lui.

Una settimana fa avrebbe dovuto celebrare la funzione religiosa, ma qualcosa aveva già fatto capire che la situazione era seria. Una parrocchiana, arrivata in chiesa poco prima della messa, lo aveva trovato sdraiato su una panca, debilitato e senza forze.

Fu lei a convincerlo a tornare a casa e a non celebrare la funzione. Ma nessuno sospettava che dietro quei malori ci fosse una situazione drammatica, come quella scoperta dai medici all’ospedale. 

Nei giorni successivi, il silenzio. Nessuna risposta ai messaggi, nessuna telefonata richiamata. E quando qualcuno bussava alla sua porta, lui non apriva.

L’annuncio choc durante la veglia di Pasqua

Ora, alla luce di quello che è accaduto, assumono un significato ancora più inquietante le parole pronunciate da don Michele durante la veglia della vigilia di Pasqua.

«Ho consegnato al vescovo le mie dimissioni. La mattina ho bisogno di svegliarmi sereno. Finalmente quando andrò via sarete contenti».

Parole che avevano gelato la chiesa e fatto pensare a tensioni interne alla comunità parrocchiale. Oggi, invece, molti fedeli le rileggono come il segnale di una sofferenza profonda che il sacerdote stava vivendo in silenzio.

Batignano si stringe attorno al suo parroco

Bresciano, 57 anni, ordinato sacerdote a Grosseto nel 2005, don Michele Lamberti guida la parrocchia di Batignano da cinque anni. Un prete fuori dagli schemi, molto legato anche alla comunità di Nomadelfia, capace durante le omelie di citare perfino gli Iron Maiden.

«È uno di quei sacerdoti che va a trovare i malati a casa», raccontano i fedeli.

Nel borgo di 700 abitanti la notizia del ricovero ha sconvolto tutti. Giovedì sera, alle 21, la comunità si ritroverà in chiesa per pregare per lui.

«Lo ha fatto tante volte per noi – dicono alcuni parrocchiani – ora è arrivato il nostro momento».

Batignano si stringe così attorno al suo parroco, in un momento di dolore e paura, ma anche di speranza. Quella speranza che nasce dalla fede e dalla convinzione che, anche nei momenti più difficili, una comunità possa ritrovarsi unita attorno a una preghiera, a un pensiero, a una mano tesa verso chi soffre. Questa volta, verso il suo parroco. 

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