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Il legale della famiglia Fanciullacci contro la piazza a Gentile: «Omaggio a un nemico dell’Italia»

L’avvocato Francesco Mandarano attacca il Comune dopo l’intitolazione della piazzetta al filosofo fascista: «Offesa all’Italia antifascista e violazione della Costituzione»
Il largo in via Porciatti dedicato a Giovanni Gentile
Il largo in via Porciatti dedicato a Giovanni Gentile

GROSSETO. Continua a far discutere a Grosseto l’intitolazione della piazzetta nel parco vicino alle mura medicee a Giovanni Gentile. Dopo l’inaugurazione avvenuta il 18 aprile scorso, interviene ora l’avvocato Francesco Mandarano di Prato, storico legale della famiglia di Bruno Fanciullacci, il gappista che il 15 aprile 1944 uccise il filosofo fascista al Salviatino di Firenze.

Mandarano parla apertamente di «falsificazione della storia» e definisce l’iniziativa del Comune di Grosseto «una grave offesa all’Italia antifascista ed una palese violazione della nostra Costituzione».

Secondo il legale, nella targa inaugurata dall’amministrazione comunale si ricordano soltanto i meriti culturali di Giovanni Gentile, «grande filosofo e pedagogista» e promotore dell’Enciclopedia Italiana, senza però citare le responsabilità politiche e ideologiche del filosofo durante il fascismo.

«La sua scuola era classista e autoritaria»

Mandarano critica duramente anche la riforma scolastica voluta da Gentile, definendola «una scuola nozionistica, classista ed autoritaria».

L’avvocato punta poi il dito contro il ruolo del filosofo nel regime fascista.

«Era un fascista di provata fede che per oltre 20 anni ha assecondato Hitler e Mussolini, ricevendo in compenso fama, onore e laute prebende», afferma Mandarano.

Secondo il legale, Gentile avrebbe sostenuto tutte le guerre di aggressione del regime fascista e si sarebbe adeguato alle leggi razziali, allontanando collaboratori ebrei dagli istituti culturali in cui operava.

L’affondo contro il sindaco 

Nel suo intervento, Mandarano si rivolge direttamente al sindaco di Grosseto, sostenendo che dal settembre 1943 fino alla morte, avvenuta il 15 aprile 1944, Giovanni Gentile fosse «un suddito della Repubblica di Salò», definita dal legale «uno staterello nazifascista in guerra con l’Italia».

«Basterebbe soltanto questo per dire che è stato reso omaggio ad un nemico della nostra Italia», conclude Mandarano.

La polemica sull’intitolazione della piazzetta dedicata a Giovanni Gentile continua dunque ad animare il dibattito politico e storico in città, dividendo opinione pubblica e istituzioni.

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