di Rossano Marzocchi
GROSSETO. Una delle prime associazioni mentali che si fanno quando si parla di Maremma è quella con il cavallo, legato a filo doppio con la storia e le nostre tradizioni.
Il cavallo non è solo il fedele compagno dei butteri, tanto da essere immortalato in una scultura proprio all’uscita della stazione ferroviaria di Grosseto, ma anche un simbolo di eleganza e potenza fisica, doti che spiccano da sempre nei concorsi ippici.
È per questo che non si può non annoverare tra i volti di Maremma un campione mondiale dell’ippica, che maremmano non era, ma che ogni volta che si è fermato in questa terra vi ha lasciato il segno: il generale dei carabinieri Raimondo D’Inzeo, oro olimpico nell’equitazione, scomparso il 15 novembre 2013.
Una carriera leggendaria nei concorsi ippici
Nato nel 1925 in provincia di Rieti, D’Inzeo vanta una strabiliante carriera sportiva agonistica a livello mondiale. Dal giorno dell’esordio in Coppa delle Nazioni nel 1947 in poi, vince praticamente in tutti i campi a ostacoli del mondo: da Roma ad Aquisgrana, da Dublino a Nizza ad Amsterdam a Ginevra e, spesso, anche a Punta Ala, in quel prato verde tra la pineta, le ville e il mare, teatro di competizioni internazionali di polo e di concorsi ippici di prim’ordine, tra ostacoli altissimi, siepi, palizzate e fossati insuperabili per i più.
D’Inzeo si esibisce spesso a Punta Ala, talvolta insieme al fratello Piero, anch’egli abile cavaliere, e molti spettatori vanno lì certi di assistere a uno spettacolo impeccabile.
Nel 1984, in veste di commissario tecnico, guida la squadra nazionale italiana alle Olimpiadi di Los Angeles, ma torna protagonista in Maremma presso l’ippodromo del Casalone, come direttore di campo durante le Settimane Ippiche.
Ma frequenta anche il Centro Militare Veterinario di Grosseto, dove seleziona i puledri migliori per il Premio Nazionale di Allevamento.
Non ha bisogno della sfera di cristallo per prevedere il futuro dei cavalli esaminati: lo legge nei muscoli, nei tendini, nell’incollatura, nello sguardo, nelle movenze. E basta questo a un uomo che dell’equitazione ha fatto una scelta di vita e che per la Maremma resterà sempre un motivo d’orgoglio.
Rossano Marzocchi, nota biografica
Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.
In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.
È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.
Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).
Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.





