Fibromialgia, la malattia invisibile che colpisce le donne: «Dolori continui e qualità della vita compromessa» | MaremmaOggi Skip to content

Fibromialgia, la malattia invisibile che colpisce le donne: «Dolori continui e qualità della vita compromessa»

Il 12 maggio si celebra la Giornata internazionale della fibromialgia. All’ospedale Misericordia attivo un percorso dedicato per diagnosi e cura
Il dottor Giovanni Antonio Porciello

GROSSETO. Dolori muscolari diffusi, stanchezza costante, difficoltà a dormire e problemi di concentrazione. Sintomi che spesso vengono sottovalutati o confusi con stress e affaticamento, ma che possono nascondere una patologia cronica capace di cambiare profondamente la vita delle persone.

Il 12 maggio si celebra la Giornata internazionale della fibromialgia, occasione per accendere i riflettori su una malattia ancora poco conosciuta ma molto diffusa. In Italia interessa circa il 2-3% della popolazione, pari a oltre 1,5 milioni di persone, soprattutto donne adulte.

Anche in Toscana cresce l’attenzione verso questa sindrome. All’ospedale di Arezzo, uno dei sei centri regionali individuati per diagnosi e cura, nel maggio 2024 è stato avviato un progetto sperimentale poi esteso anche all’ospedale Misericordia di Grosseto, con l’obiettivo di raccogliere dati clinici e individuare i pazienti affetti da sindrome fibromialgica.

Che cos’è la fibromialgia

«È una malattia cronica caratterizzata da dolori muscolari diffusi ai quali si affiancano spesso altri sintomi come stanchezza, affaticamento, disturbi del sonno, della memoria e difficoltà di concentrazione», spiega il dottor Giovanni Antonio Porciello, responsabile della rete reumatologica Asl Toscana sud est e direttore della Uosd Reumatologia di Grosseto.

La fibromialgia si manifesta con un dolore persistente e diffuso che interessa diverse parti del corpo. In molti casi il fastidio aumenta quando si esercita pressione in punti specifici, chiamati tender points.

Per arrivare a una diagnosi, il dolore deve essere presente da almeno tre mesi e non deve dipendere da altre patologie.

Una malattia difficile da riconoscere

Uno degli aspetti più complessi della fibromialgia riguarda proprio la diagnosi. Non esistono infatti esami specifici in grado di individuarla con certezza.

«A causa dell’assenza di specifici elementi diagnostici – spiega Porciello – la fibromialgia richiede un approccio multidisciplinare». Nel percorso di cura possono quindi intervenire diverse figure specialistiche: reumatologo, psicologo, fisiatra, fisioterapista, algologo e specialisti della medicina integrata.

Tra gli strumenti utilizzati ci sono anche agopuntura, fitoterapia e omeopatia, terapie che in molti pazienti hanno contribuito a ridurre dolore e sintomi.

Le cause e il ruolo dello stress

Le cause precise della fibromialgia non sono ancora note. Secondo gli specialisti, però, la malattia potrebbe dipendere da un insieme di fattori fisici e psicologici.

«Può manifestarsi gradualmente oppure comparire dopo un evento scatenante come un trauma fisico, uno stress psicologico o un’infezione», aggiunge Porciello.

Proprio lo stress sembra avere un ruolo importante. Lutti, difficoltà familiari, problemi lavorativi o situazioni traumatiche possono contribuire all’insorgenza o al peggioramento dei sintomi.

Per questo motivo, accanto alle cure farmacologiche, viene spesso consigliata anche la terapia cognitivo-comportamentale, seguita da uno psicologo.

Le cure e l’attività fisica adattata

Non esiste una terapia definitiva contro la fibromialgia, ma ci sono percorsi che aiutano a controllare il dolore e migliorare la qualità della vita.

I trattamenti si basano principalmente su farmaci sintomatici, attività fisica adattata e supporto psicologico. Fondamentale, spiegano gli specialisti, è rivolgersi a un reumatologo per individuare il percorso terapeutico più adatto.

«Purtroppo – conclude Porciello – molte persone arrivano tardi dallo specialista, sottovalutando i sintomi o ricorrendo all’automedicazione. È invece importante affidarsi subito al reumatologo, che è la figura più indicata per affrontare questa malattia cronica».

 
 

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