FIRENZE. Liste di attesa infinite, pronto soccorso sotto pressione e infermieri che lasciano la sanità pubblica. È un attacco durissimo quello lanciato da Nursing Up Toscana contro la Regione, accusata dal sindacato di «negare il confronto» sui problemi ormai cronici degli ospedali toscani.
E tra le realtà più esposte ci sono anche gli ospedali della provincia di Grosseto e il Villamarina di Piombino, territori che da anni fanno i conti con carenze di personale e difficoltà organizzative.
Nel mirino del sindacato finiscono le condizioni di lavoro negli ospedali di tutta la Toscana, compresi il Misericordia di Grosseto, il San Giovanni di Dio di Orbetello, il Sant’Andrea di Massa Marittima e il Villamarina di Piombino, strutture fondamentali per migliaia di cittadini della Maremma e della costa.
«La Regione evita il confronto»
Nel comunicato diffuso da Nursing Up Toscana il sindacato accusa l’assessorato regionale alla sanità di aver chiuso le porte al confronto con i rappresentanti dei lavoratori.
Secondo Nursing Up, dopo mesi di richieste e solleciti sui temi più delicati della sanità pubblica, dalla carenza di personale alle prestazioni aggiuntive, passando per i fondi contrattuali, la mobilità, le indennità di pronto soccorso e la fuga degli infermieri dal sistema pubblico, la risposta della Regione sarebbe stata soltanto un burocratico «fuori tempo massimo».
Parole che hanno fatto esplodere la protesta del sindacato.
Ospedali sotto pressione anche in Maremma
La denuncia arriva in un momento particolarmente delicato anche per gli ospedali della provincia di Grosseto e per il Villamarina di Piombino, dove da tempo cittadini e operatori sanitari segnalano criticità legate ai tempi di attesa, alla carenza di medici e infermieri, al sovraccarico dei pronto soccorso e alle difficoltà organizzative nei reparti.
Il tema riguarda da vicino il Misericordia di Grosseto, principale presidio sanitario provinciale, ma anche le strutture periferiche di Orbetello e Massa Marittima, oltre all’ospedale Villamarina di Piombino, punto di riferimento sanitario per l’area della Val di Cornia e per molti cittadini del sud della provincia grossetana.
«La vera vittima è il cittadino»
Durissime anche le parole del segretario regionale Nicola Lunetti, che parla apertamente di una sanità governata ormai solo da logiche economiche e amministrative.
«Qui si parla di pronto soccorso al collasso, di infermieri massacrati dai turni, di professionisti che lasciano la Toscana e di cittadini che aspettano ore su una barella o mesi per una visita» afferma il sindacato.
Secondo Nursing Up, il rischio concreto è quello di un progressivo impoverimento della sanità pubblica toscana, con conseguenze dirette proprio sugli ospedali territoriali.
«Quando saltano gli equilibri organizzativi, il prezzo lo pagano i cittadini» attacca ancora il sindacato, parlando di liste di attesa infinite, pronto soccorso ingestibili, reparti sotto organico, burnout del personale e fuga di professionisti verso il privato.
Annunciate nuove mobilitazioni
Nursing Up Toscana annuncia ora una nuova fase di mobilitazione con iniziative pubbliche, conferenze stampa, accessi agli atti, campagne informative rivolte ai cittadini e possibili valutazioni legali e sindacali.
Il sindacato chiede alla Regione un cambio di passo immediato e un confronto reale con chi ogni giorno lavora negli ospedali toscani.