GROSSETO. È una sentenza che pesa, e che rischia di cambiare davvero le regole del gioco lungo tutta la costa.
Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana, con una sentenza pubblicata il 4 maggio 2026, ha accolto il ricorso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) contro il Comune di Grosseto, annullando la delibera di giunta del 28 dicembre 2023, n. 527, con cui l’amministrazione aveva scelto di prorogare le concessioni demaniali marittime. (QUI la delibera)
Una decisione che, letta fino in fondo, non si limita a bocciare un atto amministrativo: mette in discussione l’intero sistema delle proroghe e apre la strada a un cambiamento radicale.
La scelta del Comune: rinviare le gare
Per capire la portata della sentenza bisogna partire da quella delibera della vigilia di Natale del 2023.
Il Comune di Grosseto, a fine 2023, aveva deciso di non procedere subito con le gare per le concessioni balneari, scegliendo invece una strada più prudente: mantenere le concessioni esistenti e rinviare tutto almeno al 31 dicembre 2024.
Una scelta che nasceva da un contesto complicato: norme nazionali in continua evoluzione, incertezza sui criteri di gara e timore di bloccare il sistema turistico.
In sostanza, l’idea era: aspettare regole più chiare prima di cambiare tutto.
Il Tar: quella scelta non è valida
Il Tar, però, ha detto chiaramente che questa linea non è compatibile con il diritto europeo.
Il principio è espresso senza giri di parole: le proroghe automatiche delle concessioni balneari sono illegittime.
E questo vale in generale, non solo per Grosseto. Si applica anche a scelte analoghe in Toscana e in tutta Italia.
Secondo i giudici, infatti, prorogare le concessioni significa impedire l’apertura del mercato e limitare la concorrenza, in violazione degli articoli 49 e 56 del Trattato europeo e della direttiva servizi (la cosiddetta Bolkestein).
E per questo motivo le norme nazionali che prevedono proroghe devono essere disapplicate.
Cosa vuol dire davvero “disapplicare”
È uno dei passaggi più importanti, ma anche più delicati.
Significa che anche se una legge italiana prevede una proroga, il Comune non può applicarla.
Perché deve rispettare prima di tutto il diritto europeo.
Le concessioni devono andare a gara
Da qui deriva la conseguenza più concreta: le concessioni balneari devono essere assegnate con gare pubbliche.
Non basta una procedura formale o un avviso. Non basta verificare se ci sono concorrenti.
Serve una gara vera, con pubblicità, trasparenza e parità di condizioni.
E questo, dice il Tar, deve avvenire anche se il quadro normativo nazionale non è ancora completo.
Il sistema balneare grossetano coinvolto
La sentenza riguarda direttamente un numero molto ampio di operatori del territorio, praticamente l’intero sistema delle concessioni tra Marina di Grosseto e Principina a Mare.
Nel procedimento sono coinvolti, stabilimenti storici e realtà consolidate come Bagni Tre Stelle, Bagno Bertini, Bagno Gabry, Bagno La Bussola, Bagno Mio e Tuo, Bagno Miramare, Bagno Moby Dick, Bagno Paperino, Bagno Raffaello, Bagno Rosmarina, Bagno Stella, Bagno Tirreno, Bagno Tropical e Bagno Nettuno, ma anche il Bagno La Vela e molte altre attività.
Accanto agli stabilimenti balneari, compaiono anche strutture e società che operano lungo la costa, come Bianco e Nero, Bogart, Case di Maremma, Marina di San Rocco, Marinella, Medusa, Il Porticciolo, Granduca Mare, Giglio, Gabbiano Azzurro, Kotao, Kursaal, La Gondoletta, La Lanterna, La Mia Fiumara, Le Capanne, Le Dune, Moreno Beach, Petite Europe, S.T.A.T., Vacanze, Dolce Vita, Etruria Nova, oltre a numerose realtà sportive e associative.
Tra queste figurano il Club Velico Grosseto, il Circolo Nautico Maremma, il Club Velico Marina di Grosseto, il Sunset Beach, Water World, Kite Beach Fiumara, Kite’s Angels Beach, oltre a soggetti come il Cral Usl, Cralposte, il Dopolavoro Ferroviario e anche la Diocesi di Grosseto.
Un elenco lungo, che racconta quanto il sistema balneare sia articolato e centrale per l’economia locale.
Il Tar smonta le difese del Comune
Nella sentenza viene affrontata anche la posizione del Comune.
I giudici respingono tutte le principali argomentazioni: non è vero che la delibera fosse solo un atto tecnico, non è vero che non producesse effetti e non è sufficiente dire che mancano regole nazionali.
Anzi, su questo punto il TAR è molto chiaro: anche senza una legge completa, i Comuni devono comunque applicare i principi europei.
E le proroghe fino al 2027?
Un passaggio molto importante riguarda anche le norme più recenti.
Negli ultimi anni, infatti, le concessioni sono state più volte prorogate, fino ad arrivare a una scadenza teorica al 2027.
Ma il Tar chiarisce che anche queste proroghe possono essere disapplicate, perché continuano a essere in contrasto con il diritto europeo.
Cosa succede adesso
La sentenza non assegna direttamente le concessioni, ma cambia completamente il quadro: il Comune dovrà rivedere la propria strategia, le proroghe non possono più essere la soluzione e si apre la strada alle gare.
E questo significa che il sistema balneare potrebbe essere chiamato, nei prossimi anni, a confrontarsi con procedure competitive.
Un effetto che può andare oltre Grosseto
L’ultimo punto è forse il più importante. Questa sentenza non riguarda solo Grosseto.
Si inserisce in un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza e ribadisce un principio valido ovunque: le concessioni pubbliche su risorse scarse (come le spiagge) devono essere assegnate con gare.
Per questo motivo è facile immaginare un effetto a catena: altri Comuni della Toscana potrebbero trovarsi nella stessa situazione, atti simili potrebbero essere impugnati e il modello delle proroghe potrebbe definitivamente tramontare.




