PIOMBINO. Un nuovo episodio riaccende le preoccupazioni all’interno dello stabilimento Jsw di Piombino.
Nei giorni scorsi si è verificato un incidente in officina meccanica: si è rotto il sistema frenante di un carroponte, una gru utilizzata per movimentare carichi pesanti. Durante le verifiche è emerso un dettaglio che ha fatto scattare l’allarme: il componente conteneva amianto non censito.
Amianto non segnalato: il nodo della sicurezza
Secondo quanto ricostruito dalle rappresentanze sindacali, quel materiale non risultava inserito nella mappatura ufficiale degli impianti con presenza di amianto.
Un elemento che apre interrogativi importanti sulla sicurezza complessiva dello stabilimento.
Dopo l’incidente sono stati installati strumenti per monitorare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse nell’ambiente di lavoro.
I risultati hanno escluso contaminazioni nell’aria, ma per i sindacati questo non basta: l’assenza di fibre non cancella il problema né le responsabilità legate alla mancata segnalazione.
Bonifiche e controlli sugli impianti
A seguito dell’accaduto è stato avviato un percorso di bonifica dei carroponti presenti sia nell’officina meccanica sia in quella elettrica.
Le strutture interessate potranno tornare operative solo dopo gli interventi necessari.
Un passaggio importante, ma che arriva – sottolineano i rappresentanti dei lavoratori – dopo un episodio che poteva avere conseguenze ben più gravi.
«È solo l’ultimo di una lunga serie»
Le Rsu e gli Rls di Fim, Fiom e Uilm parlano apertamente di una situazione che si trascina da tempo.
Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo episodio in una serie di incidenti.
Eventi che, secondo i sindacati, solo per caso non hanno provocato danni ai lavoratori.
Al tempo stesso sono proseguiti, nel tempo, i furti di rame nello stabilimento. Sui casi c’è un’indagine dei carabinieri.
La richiesta: più controlli e intervento delle istituzioni
Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato delle istituzioni.
Sul tavolo il coinvolgimento di Asl e Arpat, monitoraggi continui sulle condizioni della fabbrica e maggiore attenzione alla sicurezza degli impianti.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la mancanza di investimenti negli ultimi anni ha reso sempre più fragile l’intero sistema produttivo.
Vertenza aperta e futuro incerto
Il tema della sicurezza si intreccia con quello, più ampio, del futuro industriale dello stabilimento.
I sindacati tornano a chiedere chiarezza sull’accordo di programma legato alla Jsw, considerato fondamentale per il rilancio del polo siderurgico.
Un progetto che, insieme all’ipotesi di nuovi investimenti come quello di Metinvest Adria, resta però ancora senza risposte concrete.
«Serve un cambio di passo immediato»
La posizione dei sindacati è netta: le istituzioni devono assumere un ruolo attivo. Non è più accettabile restare fermi.
L’accusa è quella di una gestione frammentata, con responsabilità scaricate di volta in volta tra diversi livelli decisionali.
Convocato il consiglio di fabbrica
Di fronte a questa situazione, le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di alzare il livello dell’attenzione.
Nelle prossime ore sarà convocato un consiglio di fabbrica.
Un passaggio che potrebbe portare a nuove iniziative e a una mobilitazione più ampia dei lavoratori, se non arriveranno risposte rapide.
Un segnale che preoccupa
L’episodio del carroponte rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per uno stabilimento che da anni vive una fase delicata.
Tra sicurezza, investimenti e prospettive industriali, la sensazione è che il tempo per intervenire si stia riducendo.
E che, senza un cambio di rotta, il rischio sia quello di trovarsi di fronte a problemi sempre più difficili da gestire.