GROSSETO. Tre alberi abbattuti nel giro di poche ore, senza alcuna spiegazione visibile. È da questa scena, incontrata venerdì mattina lungo via Gramsci, che nasce la protesta di Roberta Lepri, tra le voci più autorevoli della cultura cittadina.
Erano circa le 9 del mattino quando, andando al lavoro, la scrittrice si è imbattuta negli operai già impegnati nel taglio delle prime piante, tra via Gramsci e viale Sonnino. «I primi due alberi erano già stati tolti», racconta. Alberi piantati anni fa, dopo la rimozione della vecchia alberatura malata, e che con il tempo avevano finalmente restituito ombra e decoro alla strada.
«Ci sono voluti anni per vederli crescere»
Per Lepri si tratta di qualcosa che va oltre il semplice arredo urbano. «Ho l’ufficio lì da 40 anni – spiega – e so quanto tempo ci è voluto per vederli crescere e tornare a fare ombra».
Avvicinandosi a uno degli operai per chiedere spiegazioni, riceve una risposta incerta: gli alberi sarebbero stati “storti”, ma chi era al lavoro stava semplicemente eseguendo ordini, senza ulteriori dettagli.
Poi, a distanza di poche ore, un nuovo cambiamento. All’uscita dall’ufficio, verso l’ora di pranzo, gli alberi abbattuti sono diventati tre. È sparita anche la catalpa sul lato opposto della strada, verso Porta Corsica, davanti alla Coop di via Ximenes.
La richiesta di chiarimenti al Comune
La reazione della scrittrice è immediata. Parte una pec al Comune e una richiesta formale di accesso agli atti. L’obiettivo è capire perché quelle piante – tre catalpe, note anche come “alberi dei sigari” – siano state tagliate.
«Una risposta la pretendo», afferma. E pone una domanda che va dritta al punto: «Cosa farebbe il sindaco o l’assessore se qualcuno entrasse nel giardino di casa loro per abbattere un albero sano?».
Ma non è solo una questione di abbattimenti. Lepri solleva anche un altro tema: la destinazione del materiale rimosso. «Voglio sapere anche che fine fanno gli sfalci e i tronchi che vengono tagliati dal Comune», aggiunge, chiedendo trasparenza su tutta la filiera degli interventi.
«Nessuna informazione ai cittadini»
A colpire, sottolinea Lepri, è soprattutto l’assenza di comunicazione preventiva. Nessun cartello, nessun avviso, nessuna spiegazione.
«I cittadini devono sapere cosa accade negli spazi pubblici – dice – bastava un cartello qualche giorno prima, anche direttamente sul tronco, per spiegare le ragioni dell’intervento».
Via Gramsci, osserva, è alberata con la stessa essenza lungo tutto il tracciato. Eppure i tagli hanno riguardato solo alcuni punti, lasciando intatto il resto. Un dettaglio che rende l’intervento ancora più difficile da comprendere.
«Aspetto risposte, poi valuterò»
Secondo quanto emerso, i tre alberi rientrerebbero nella lista dei 215 abbattimenti programmati. Ma per la scrittrice non è sufficiente.
Anche perché, osserva, il tronco rimasto a terra appare sano, senza segni evidenti di malattia o pericolo.
Ora l’attesa è tutta per le risposte del Comune. «Aspetto di capire – conclude Lepri – poi, se non sarò soddisfatta, mi rivolgerò a un avvocato».
Una vicenda che parte da tre alberi, ma che apre una questione più ampia: trasparenza, gestione del verde e diritto dei cittadini a essere informati.







