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Autovelox, Grosseto li riaccende: via libera della prefettura ma multe contestabili senza omologazione

Silenzio-assenso della prefettura, pesa il buco da 4 milioni nel bilancio, difficoltà anche nell’assumere i vigilini stagionali. La Cassazione conferma: serve l’omologazione
L'autovelox di Rispescia
L’autovelox di Rispescia, dalla prossima settimana dovrebbe tornare attivo

GROSSETO. Gli autovelox stanno per tornare in funzione, almeno nel territorio comunale di Grosseto. L’amministrazione ha infatti ottenuto un sostanziale via libera dalla prefettura, una sorta di silenzio-assenso che apre alla possibilità di riaccendere gli impianti dopo mesi di stop.

Una decisione che arriva in un momento delicato, tra problemi di bilancio, incertezze normative e attesa del decreto annunciato dal Governo.

Il via libera (silenzioso) della prefettura

Il Comune ha formalmente comunicato di essere pronto a ripartire con gli autovelox, senza ricevere opposizioni da parte della prefettura di Grosseto.

Un via libera di fatto, quindi, anche se non esplicito.

Questo consente all’amministrazione di valutare concretamente la riaccensione degli apparecchi, fermi da mesi per il caos normativo legato all’omologazione.

Dovrebbero tornare da mercoledì 22 o giovedì 23. Quasi certamente a Rispescia, ma non sono escluse altre location in tratti ritenuti pericolosi.

Il nodo bilancio: mancano 4 milioni di euro

Dietro la scelta c’è anche una questione economica tutt’altro che secondaria.

Nel bilancio comunale mancano circa 4 milioni di euro di entrate derivanti dalle sanzioni.

Una cifra che pesa in modo concreto sulla gestione quotidiana: difficoltà a coprire alcune spese, problemi anche per l’assunzione dei “vigilini” stagionali e una complessiva riduzione delle risorse disponibili.

In altre parole, senza autovelox mancano soldi veri.

Non solo Grosseto 

La riaccensione non riguarda solo il capoluogo. Ma anche la Provincia di Grosseto e il Comune di Castiglione della Pescaia stanno valutando di riattivare gli impianti, a patto che siano inseriti nel censimento ministeriale. Condizione, quest’ultima, decisiva.

Al contrario, altre amministrazioni preferiscono aspettare, anche perché entro maggio dovrebbe arrivare il decreto annunciato dal ministro Matteo Salvini, destinato a chiarire definitivamente la questione. 

La sentenza della Cassazione: cosa dice davvero

Al centro del dibattito c’è la recente ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026 della Corte di Cassazione, spesso interpretata in modo superficiale.

La Corte non ha mai detto che basta l’approvazione. Anzi, ribadisce un principio molto chiaro: serve l’omologazione dell’autovelox.

E stabilisce che l’amministrazione deve dimostrare sia l’omologazione iniziale che la taratura periodica dello strumento.

Un principio definito in modo perentorio. Richiamando anche sentenze precedenti sulla vicenda.

Perché il ricorso è stato rigettato

Nel caso specifico, la Cassazione ha respinto il ricorso, ma per un motivo preciso.

L’amministrazione aveva fornito prova della taratura periodica e documentazione tecnica sufficiente.

Questo ha portato i giudici a ritenere valida la multa in quel caso concreto, senza però mettere in discussione il principio generale.

Nessun cambio di orientamento

È questo il punto chiave. Non c’è stato alcun ribaltamento giuridico.

La Cassazione richiama le precedenti sentenze, conferma la necessità dell’omologazione e critica la tesi secondo cui basterebbe l’approvazione.

L’ordinanza di marzo in sostanza è una conferma dell’orientamento già esistente. 

Multe contestabili senza omologazione

Da qui una conseguenza molto concreta per i cittadini.

Tutte le multe che non riportano l’omologazione dell’apparecchio sono contestabili con ricorso al prefetto oppure al giudice di pace.

Almeno fino all’entrata in vigore del nuovo decreto.

Il fascicolo in procura

Sul tema, inoltre, resta aperto un altro fronte.

In procura è stato depositato nei mesi scorsi un corposo fascicolo della polizia stradale, sul quale però non sono emerse ulteriori novità.

Un elemento che contribuisce ad aumentare l’incertezza attorno alla vicenda.

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